vuoi che ti aiuti

Vuoi Che Ti Aiuti: La 17° Frase Nel Dicembre Della Gentilezza

di Lorenzo Canuti

Vuoi Che Ti Aiuti è la diciassettesima espressione gentile di questo Dicembre. L’espressione che racchiude rassicurazione, sollievo e presenza.

Vuoi che ti aiuti?‘ è un’espressione molto vicina a “ti aiuto io“!

Entrambe racchiudono una sensazione di rassicurazione, di sollievo, di presenza. Tranquillo, tranquilla puoi contare su di me, ti posso aiutare. Sono espressioni che depongono a favore delle nostre forze ed energie.

Sono espressioni dense di relazione, di una energia, “la mia che si offre e la tua che mi guarda“, che ha bisogno di considerare le più piccole sfumature quando si crea la circostanza di pronunciarle.

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.

Emily Dickinson

Quella che contiene il punto esclamativo, “ti aiuto io!“, può arrivare prevaricante, difficile da accogliere nei modi anche quando se ne ha desiderio o bisogno. Può diventare disconfermante se non si considerano attentamente le situazioni all’interno delle quali viene pronunciata.

L’espressione con il punto interrogativo può avere più possibilità perché più orientata ad un “coinvolgimento rispettoso”, “nostro”, che ad una “offerta da me a te”. Un coinvolgimento rispettoso che facilita l’intraprendenza, la non esclusione in una atmosfera più da lavoro di squadra che da “appiglio di aiuto”.

Eppure, non esiste una frase pass-partout!

La frase col punto esclamativo, infatti, può diventare un’onda morbida di fiducia quando la si pronuncia vedendo l’altra persona, partner, collega, sopraffatto dall’ansia di non farcela, di non riuscire a portare in fondo qualcosa.

Allora l’affermazione, quasi categorica, significa “Non preoccuparti, ci sono io, puoi contare su di me, insieme ce la faremo”.

La frase “Vuoi che ti aiuti?“, in una condizione del genere, potrebbe aumentare lo stato di difficoltà nel quale versa il nostro interlocutore. Potrebbe sottolineare in qualche modo la sua inadempienza.

Stiamo esercitando i nostri occhi a guardare, le nostre mani mani a toccare. Sono sfumature, sottili sensibilità, quelle che nutrono la gentilezza autentica. Una autenticità garantita dal desiderio di cogliere il sapore, il senso delle parole, delle espressioni che “vanno in onda“.

vuoi che ti aiuti

Riuscire a mettersi empaticamente nei panni dell’altra persona, e per questo saper scegliere fra le due espressioni diventa un’arte, un’arte che garantisce la qualità della relazione, rafforza il senso di appartenenza e “lavora” alla creazione di una forte motivazione. 

Sono contento di poterti aiutare. Sono contento che tu accolga il mio aiuto.

  • Ti posso aiutare, puoi contare su di me.
  • Quando ti trovi in difficoltà, tieni presente che sono in grado di aiutarti.
  • Se vedi che non riesci a chiudere il tuo lavoro, parlamene: sarei felice di poterti aiutare!
  • Sapere che posso contare sul tuo aiuto, mi fa sentire più sereno.

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Ciao da Lorenzo!

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