Vita di Vincent Van Gogh

Vincent Van Gogh: 8 Strane Vicende Sulla Sua Vita

di Tommaso Baldi

Angoli di vita di Vincent van Gogh, uno dei pittori più famosi del panorama artistico. Ma anche simbolo del pittore tormentato.

Geniale, folle, visionario. Vincent van Gogh può essere considerato uno dei pionieri dell’arte moderna e contemporanea, il padre dell’Espressionismo e l’emblema dell’artista tormentato.

La malattia, l’affetto di suo fratello Theo, l’amicizia burrascosa con Gauguin, la vocazione religiosa, i viaggi solitari, l’autolesionismo e l’assenzio dipingono un quadro di esperienze travagliate.

Ma soprattutto le opere, intrise di una forza che divampa, come fuoco, dalla tela per colpire occhi e animo dello spettatore, sono punti essenziali per raccontare la vita di van Gogh.

Vita di Vincent van Gogh-Campo di grano
Campo di grano con volo di corvi, 1890, olio su tela, cm 50.5 x 103

Ecco qua 8 cose che potrebbero sorprendervi su Vicent van Gogh e la sua vita:

1 – Vincent van Gogh era solito mettere candele accese sul suo cappello in modo da poter dipingere di notte.

Non è una cosa certa ma, in più lettere al fratello Theo, Vincent parla di fumo che attraversava la sua vista mentre dipingeva di notte. In un’altra lettera al fratello, van Gogh ha dichiarato: “Mi sembra spesso che la notte sia molto più viva e riccamente colorata del giorno“. Inoltre, se le storie fossero vere, van Gogh andava la notte cercando qualche caffè dove dipingere, accanto ad altri clienti, indossando un cappello di paglia con lume di candela.

Non posso cambiare il fatto che i miei quadri non vendono. Ma verrà il giorno in cui la gente riconoscerà che valgono più del valore dei colori usati nel quadro.

Vincent van Gogh

2 – Anche se si è sempre creduto che la morte di van Gogh sia avvenuta per suicidio, alcuni pensano che possa essere stato ucciso.

La morte di Vincent van Gogh avvenne a soli 37 anni per un colpo di rivoltella, probabilmente auto inferto. In un libro pubblicato nel 2011, chiamato ‘Van Gogh: The Life‘, gli autori Steven Naifeh and Gregory White Smith, vincitori del Premio Pulitzer, affermano che van Gogh non si è suicidato, ma piuttosto un bullo adolescente locale l’ha ucciso. Gli storici dell’arte non hanno ancora pienamente abbracciato questa teoria. Infatti, il Van Gogh Museum di Amsterdam elenca ancora la sua morte come un suicidio, ma Vanity Fair ha dichiarato che ci sono testimonianze forensi che dimostrano scetticismo sulla teoria del suicidio con una pistola. Anche vista l’assenza di bruciature sulle mani. Molti dettagli non quadrano. L’arma non fu mai trovata, le dichiarazioni di quel periodo non sono congruenti con l’accaduto, senza contare il deciso rifiuto verso la pratica del suicidio, in molte delle sue lettere.

Vita di Vincent Van Gogh - Ciliegi

Altra teoria, non accreditata, poi, parla dell’abitudine, che aveva Van Gogh, di passeggiare di notte nei campi di grano. Secondo alcuni testimoni infatti, pochi giorni prima della morte dell’artista, in quegli stessi campi, alcuni ragazzi del luogo stavano giocando al tiro al bersaglio con una pistola. L’ipotesi è che l’artista possa essere stato ferito da uno di quei proiettili, per poi trascinarsi, ferito e sanguinante, nella sua camera.

3 – Qualcun altro potrebbe aver tagliato l’orecchio di Vincent van Gogh.

Visto che solo una parte dell’orecchio di Van Gogh fu tagliato via, molte fonti pensano che sia dipeso da un incidente con le armi tra Van Gogh e Gauguin. Van Gogh viveva con l’amico e collega artista, che era un tiratore esperto. I due avrebbero spesso combattuto con violenza. Ma una notte, dopo un aspro duello, il lobo dell’orecchio di Van Gogh scomparve. Forse per colpa di un gesto maldestro di Gauguin. Ma, se fosse vero, è appurato che entrambi mentirono, per la vergogna di Gauguin e per la facilità a dire bugie di van Gogh.

Il rapporto tra i due non era facile, le liti erano continue, anche a causa dell’instabilità emotiva di van Gogh. Per questo un’altra versione dell’accaduto racconta che la loro relazione degenerò del tutto, quando una sera, ubriaco e in preda alla rabbia, Vincent scagliò un pesante bicchiere contro l’amico. Probabilmente la causa del litigio fu Rachele, una prostituta che lavorava in un bordello frequentato dall’amico Gauguin, di cui Vincent era innamorato.

In seguito, Vincent, sopraffatto dalle allucinazioni e folle di gelosia, si mozzò con un rasoio metà dell’orecchio sinistro e lo spedì a Rachele, come pegno di amore. Qualche giorno dopo, Vincent si ritrasse con una vistosa fasciatura a coprire l’orecchio mutilato.

Le persone che ammirano i suoi quadri nei musei
Autoritratto con orecchio bendato, 1889, olio su tela, cm 60 x 50 – Photo © Jean Carlo Emer

4 – Vincent van Gogh dipinse “La notte stellata”, guardando fuori dalla finestra del manicomio di Saint-Paul a Saint-Rémy, da paziente auto-ricoverato.

Nel mese di gennaio 1889, van Gogh fu dimesso dall’ospedale di Arles dopo l’incidente dell’orecchio. Tuttavia, per i vari problemi relativi alla sua salute mentale, pochi mesi dopo, in seguito ad una crisi, si autoricoverò nel manicomio di Saint-Paul. Mentre si trovava nel manicomio, Vincent dipinse molte delle sue opere più conosciute, tra cui “Iris“, “Gli ulivi” e “La notte stellata“. Van Gogh si è sempre riferito a ‘La notte stellata‘ come un fallimento. Scrivendo al fratello, l’artista dichiarò che gli avrebbe spedito diverse opere dipinte, da vendere (o meglio, che Theo avrebbe cercato di vendere, poi senza successo!). Van Gogh definì ‘La notte stellata‘, un dipinto “che non gli diceva niente” e che ‘non era nemmeno un po’ bello’, così decise che ‘La notte stellatanon era all’altezza e non sarebbe stata inserita nel pacchetto per essere venduta.

Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni.

Vincent van Gogh

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5 – Crescendo, van Gogh visitava spesso il cimitero e si fermava presso una lapide che portava il suo stesso nome.

La vita di Vincent van Gogh ebbe inizio a Zundert, nei Paesi Bassi. La sua bizzarra abitudine di frequentare il cimitero e soffermarsi spesso ad un’insolita lapide con il suo nome inciso, è figlia di una triste storia. Difatti ebbe un fratello omonino, che morì prematuramente e venne sepolto nel cimitero del suo paese. Così Vincent, nel suo processo di crescita si recava sovente a trovare il piccolo fratello defunto. Il paese di Zundert celebra, ancora oggi, la famiglia van Gogh. La città comprende Vincent van Gogh Square, presenta statue commemorative di Vincent e e del fratello Theo. E una delle case dove abitò il pittore. La casa originale, sulla strada principale Zundert a Markt 29, è stata purtroppo abbattuta.

6 – Vincent van Gogh non ha cominciato a dipingere fino all’età di 27 o 28 anni, ma, prima di morire a 37 anni, è riuscito a produrre quasi 900 opere, una media di circa 2 a settimana.

Vita di Vincent van Gogh

Prima di dipingere, van Gogh ha cercato di essere un ministro laico, un insegnante e un mercante d’arte, tra le altre professioni. Poi, come lui stesso scrisse al fratello Theo, alla fine di dicembre 1881, “Theo, sono così felice con la mia scatola dei colori, e penso che il mio momento sia ora, dopo aver disegnato quasi esclusivamente per almeno un anno. Così, Theo, con la pittura, la mia vera carriera ha inizio. Non pensi che ho ragione a pensarla così?“. Van Gogh ha creato quasi 900 dipinti e più di 1.100 opere su carta prima della sua morte. E’ stato prolifico? Certo. Ma un’altra ragione può essere il fatto che soffrisse di un problema comportamentale chiamato hypergraphia. Problema che amplifica, in coloro che ne sono colpiti, un intenso bisogno di scrivere, o, nel caso di van Gogh, di dipingere.


         

7 – I diversi gialli che Vincent van Gogh ha utilizzato nei suoi quadri sono sbiaditi e bruniti nel corso del tempo.

I colori hanno costellato continuamente la vita di Vincent van Gogh. Ma uno su tutti. Van Gogh ha utilizzato il colore giallo nei suoi quadri (quasi fosse una sua firma) e ciò è stato reso possibile dalla rivoluzione industriale, che produsse un nuovo pigmento chiamato giallo cromo, un cromato di piombo tossico che, come molti dei pigmenti del periodo, era chimicamente instabile. Purtroppo questi gialli, utilizzati in dipinti come “Camera da letto ad Arles” sono, in alcuni casi, notevolmente sbiaditi e, in altri, bruniti nel corso degli anni. E così gli spettatori contemporanei non possono godere appieno della luminosità originale di queste opere. Questo cambiamento, secondo Koen Janssens, il leader di un gruppo di ricercatori che hanno testato i campioni della vernice, può essere permanente. Sempre secondo i ricercatori, invertire questa reazione chimica potrebbe probabilmente causare ancora più danni ai dipinti.

Le persone che ammirano i suoi quadri nei musei
I Girasoli, 1889, olio su tela, cm 95 × 73 – Photo © Jean Carlo Emer

8 – L’ultima persona che ha conosciuto Vincent van Gogh in vita, lo ha ricordato come “sporco, mal vestito e sgradevole“.

Jeanne Calment, nata nel 1875, è stata l’essere umano più longevo di cui si abbia avuto notizia certa. Ella morì nel 1997 a 122 anni. Ha vissuto la sua vita ad Arles, in Francia, dove van Gogh visse nel 1888. In quell’anno, van Gogh era solito recarsi nel negozio dello zio della signora Calment per comprare le vernici. Per questo Jeanne, che a quel tempo aveva 12 o 13 anni, ha avuto occasione di vederlo più volte e lo ha descritto come “sporco, mal vestito e sgradevole“.

In conclusione, un’altra stranezza della vita di questo travagliato personaggio, ha a che fare proprio con il dipingere. Vincent van Gogh ha dipinto se stesso, in più di 30 autoritratti, ma non esiste alcuna fotografia di lui che dipinge.

Godetevi, adesso, questa carrellata di 13 quadri, in un’animazione 3D di Luca Anagni Studio Video Projection Mapping, che riesce a renderli ancora più suggestivi e malinconici.

Nonostante la vita di Vincent van Gogh, lui rimane uno dei miei pittori preferiti. Un pittore che veramente nasconde l’esigenza viscerale e contemporanea di dipingere. Non come la realtà è, ma come la realtà viene percepita dall’anima. Un perfetto pittore espressionista, al culmine dell’Impressionismo.

E voi? Avete un vostro pittore preferito? Avete un pittore sul quale vorreste fosse scritto un articolo di approfondimento?

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Ciao da Tommaso!

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