Casa

Casa: La Parola Risolutrice Del 29 Di Agosto

di Tommaso Baldi

Casa è la ventinovesima parola di questo bizzarro mese di Agosto. La parola che ci protegge, che soddisfa molti bisogni ma della quale ci siamo dimenticati.

Pensate alla casa. Alla vostra casa. Quanto è diventata per noi più familiare dopo questo lockdown? Quanti angoli sconosciuti della vostra dimora avete scoperto, stando chiusi dentro tutto il giorno? Quante magagne, problemini da sistemare avete scovato e pure sistemato, non potendo uscire?

La casa? È castello e isola, torre e caverna,
miracolo e quotidianità, ordine e calore,
e la voce delle cose che ci aspettano ogni giorno al nostro rientro.

Fabrizio Caramagna

La casa è, da sempre, il luogo del nostro vissuto più intimo, della nostra esperienza familiare, del nostro essere davvero noi. Il problema è che, la routine, la frenesia l’hanno allontanata molto dalla nostra considerazione più autentica, rimanendo mero letto dove dormire, o tavolo dove mangiare, nei tempi morti del lavoro perenne.

In verità, secondo la piramide dei bisogni di Maslow, la casa rappresenta uno dei nostri bisogni necessari e più ricorrenti. Ma non solo. La presenza di una dimora è predominante e fondamentale per soddisfare anche tutti gli altri bisogni.

  • Bisogni psicologici. Tutti abbiamo bisogno di una casa per trovare riparo dal maltempo e riposarci. Il concetto di casa coincide con quello di rifugio.
  • Bisogni legati alla sicurezza. Tutti abbiamo bisogno di un ambiente chiuso e vivibile, per proteggerci dalle molteplici forme di aggressioni sia di natura fisica (ad esempio una malattia, come avvenuto durante il periodo di quarantena) che di carattere psicologico (la sensazione di protezione data dalla presenza di un tetto sopra la propria testa). Il concetto di casa coincide con quello di castello.
  • Bisogno di appartenenza e affetto. Tutti abbiamo bisogno di un’abitazione per creare un ambiente privato e intimo con i nostri cari. Il concetto di casa coincide con quello di nido.
  • Bisogno di autostima. Tutti abbiamo bisogno di una casa che sia la rappresentazione del nostro successo personale sia dal nostro punto di vista che nella percezione degli altri. Il concetto di casa coincide con quello di palcoscenico.
  • Bisogno di autorealizzazione. Tutti abbiamo bisogno di una casa per esprimere la nostra unicità. La casa è la nostra valvola di sfogo per sprigionare la nostra creatività. Il concetto di casa coincide con il proprio sé.
casa

Eppure, nonostante il ruolo centrale assunto dalla casa per soddisfare questi bisogni, in un certo senso, abbiamo perso di vista la sua importanza. C’è voluto un virus micidiale per riportarla davanti ai nostri occhi chiusi.

La diffusione del coronavirus, le misure di distanziamento sociale e il conseguente periodo di quarantena hanno stravolto le carte in tavola. Tutto ciò ha contribuito a farci rivedere completamente la nostra visione de nostro focolare.

Il 2 aprile, quasi la metà dell’umanità si trovava in quarantena a casa. Uscendo solo per necessità basilari, quali acquistare provviste alimentari o recarsi dal medico. Nell’attuale mondo globalizzato caratterizzato da uno stretto intreccio di relazioni economiche, le misure di lockdown e distanziamento sociale hanno innescato una vera e propria rivoluzione.

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Trovarsi in quarantena, in ogni caso, ci ha donato qualcosa di inaspettato. Ci ha fatto riscoprire il valore intrinseco della nostra abitazione e la necessità di prendercene cura. Ha smesso di essere unicamente un luogo in cui dormire e mangiare, per iniziare ad acquisire il suo vero significato: è ciò che ci serve per soddisfare i nostri bisogni.

Questa riscoperta ha acceso in noi una scintilla e ci ha pervaso del desiderio di prenderci una maggiore cura della nostra casa, cominciando dalle operazioni più banali, quali aggiustare un rubinetto che perde da diversi mesi, riverniciare la camera da letto nel nostro colore preferito, lavare i tappeti, costruire la casa sull’albero tanto agognata dai bambini, appendere una foto di famiglia alla parete, creare il vostro personale giardino dell’Eden sul balcone oppure domare la giungla in giardino per trasformarla in un piacevole orticello.

Ma quarantena ha voluto dire anche smart-working e didattica a distanza. Perciò la casa è diventata anche l’ambiente in cui lavorare e lo spazio in cui fare scuola e imparare. E’ nata la necessità di crearsi uno spazio in casa da adibire a ufficio. E uno spazio in cui, per i ragazzi, sarebbe stato comodo collegarsi con la scuola e fare lezione.

Una casa non è una questione di mattoni, ma di amore. Anche uno scantinato può essere meraviglioso.

Christian Bobin

In conclusione, non solo la casa ritrova il suo ruolo nel nostro vivere quotidiano. Ma ne assume di altri, ancora più importanti per il nostro futuro e per quello dei nostri figli. Ruoli, come il diventare ufficio e scuola, verso i quali, dobbiamo avere ancora più cura e attenzione.

Un saluto da Tommaso.

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2 commenti

2 commenti

Fiorella 31 Agosto 2020 - 8:33

Ciao Tommaso ti leggo qui dal lago inle in birmania sotto una pioggia insistente. MI sono piaciute le tue parole sulla casa. Io ho vissuto il lockdown qui. E ancora nn sono tornata alla Mia cara casa a Firenze perche Ora sento casa qui. Grazie Fiorella

Risposta
Tommaso Baldi 31 Agosto 2020 - 9:21

Ciao Fiorella, grazie per il tuo commento. Qualcuno una volta ha detto che ‘Casa è… dove ti senti bene’.

Risposta

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