2001 Odissea nello spazio

Stanley Kubrick Spiega Il Finale di 2001 Odissea Nello Spazio

di Tommaso Baldi

Il complesso finale di 2001 Odissea nello spazio spiegato incredibilmente dalla voce del regista che lo ha creato, Stanley Kubrick.

2001: Odissea nello spazio è uno dei film alla base del cinema mondiale. Essendo opera capolavoro di Stanley Kubrick, uno degli autori più studiati ed amati di sempre. Una delle caratteristiche che rende questo film una pellicola così attrattiva è sicuramente la sua complessità.

In molti si sono infatti posti le più svariate domande in merito alla trama e allo svolgimento del film. Ma soprattutto al finale. I più importanti critici e storici cinematografici hanno provato a dare un’interpretazione a quei minuti enigmatici, dando vita a teorie tanto assurde quanto plausibili.

2001 Odissea nello spazio - HAL 9000

I temi trattati dalla pellicola sono i più variegati, dalla vita delle scimmie alla vicenda legata al computer di bordo HAL 9000 e alla sua ribellione. Ma a noi interessa il finale di 2001 Odissea nello spazio, perciò… che significato ha il finale?

L’intero finale si suddivide in due sequenze fondamentali.

Sequenza 1: Viaggio psichedelico

In questa prima sequenza la navicella spaziale, guidata da Bowman, avanza velocissima in un viaggio nel tempo. E percorre abissi colorati che ipnotizzano gli spettatori. Questo vortice esperienziale dell’astronauta viene ritratto come occhio. La sua iride riempie tutto lo schermo e vaga attraverso grandi spazi inversi solarizzati che, alla fine, si mutano in un orizzonte orizzontale. In qualche modo l’occhio viandante intende adattarsi alla nuova realtà.

L’orizzonte viene riportato alle esperienze terrestri. E quelli che prima erano paesaggi psichedelici da una prospettiva a volo d’uccello (coste, montagne, deserti, canyons) tornano ad avere sembianze pseudo-normali. Ciò che è familiare diventa ignoto, apparendo così, in qualche modo, estraneo da un punto di vista visivo.

2001 Odissea nello spazio - occhio psichedelico

Sequenza 1: Cyber Rococò

Il viaggio termina in un salone Rococò, con pareti stuccate, recamiére, un aristocratico letto matrimoniale, una cena apparecchiataper una persona sola su una tovaglia damascata con tanto di bicchieri di cristallo e argenti cesellati. In questo contesto compare il monolito. Il quale, addirittura, disturba a contrasto con questo bianco rococò cibernetico.

Il nero parallelepipedo, però, infonde la sua forza all’astronauta, repentinamente passato attraverso vari stati di invecchiamento. Fino a riportalo all’aspetto di un feto dallo sguardo meravigliato. Ecco “l’uomo nuovo”, ma anche “bambino delle stelle”, appena nato e infinitamente vecchio, metafora dell’evoluzione e dell’universo stesso. L’ultimo uomo (vecchio) si purifica in uno spazio storico diventando il primo uomo (neonato) più sviluppato. Una sorta di superuomo.

2001 Odissea nello spazio - finale

Quindi un finale, quello di 2001 Odissea nello spazio, estremamente complesso e esteticamente surreale. Scene epiche che hanno stimolato convinzioni e spiegazioni di ogni genere.

Quello che nessuno sapeva, però, era che la spiegazione più autorevole, quella dello stesso Stanley Kubrick, giaceva in qualche cassetto da moltissimo tempo. Era parte di un documentario, realizzato negli anni ’80 dal filmmaker giapponese Jun’ichi Yaoi, che non aveva mai visto la luce.

Infatti in una breve telefonata, lo stesso Stanley Kubrick, non si tira indietro ed incredibilmente fornisce la sua versione a riguardo.

In realtà ho cercato finora di non dare spiegazioni. Se cerchi di spiegare le tue idee alla fine sembrano folli. Ma ci proverò. Il protagonista viene prelevato da queste entità che sono quasi divine, creature fatte di pura energia, intelligenti, senza un corpo o una forma precisa. Lo mettono in questo luogo, che sarebbe come uno zoo umano, perché vogliono studiarlo e la sua vita comincia a passare in quella stanza, senza percepire lo scorrere del tempo. Accade così, come lo vediamo nel film.

E continua…

Queste entità provano a replicare l’arredamento francese ma è tutto molto inaccurato, perché loro possono solo averne un’idea, senza esserne sul serio sicuri. Proprio come facciamo noi negli zoo, quando cerchiamo di replicare l’ambiente naturale degli animali. In ogni caso, quando finiscono con lui, diventa una specie di super essere vivente e viene rimandato sulla Terra, proprio come succede in molti miti appartenenti a diverse culture. Come se fosse diventato una specie di Superman. Possiamo solo immaginare cosa succederà quando tornerà sulla terra. Si tratta di uno schema vicino a moltissime mitologie, ed è proprio quello che cerchiamo di evocare.

Poi, per chi lo vuole vedere, vi condivido il documentario completo.

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Ciao da Tommaso!

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