Stanley Kubrick

Stanley Kubrick: I Primi Passi Verso Un Futuro Cinematografico

di Tommaso Baldi

Gli scatti della rivista Look anticipano l’enorme talento di Stanley Kubrick e la sua volontà rigorosa di seguire un percorso cinematografico ben preciso.

Stanley Kubrick nasce a New York il 26 luglio del 1928. Come posso non dedicare a questo meraviglioso artista delle immagini, un articolo oggi.

Stanley Kubrick eredita dal padre la passione per la fotografia, come quella per gli scacchi. Ma sembra sempre aver sminuito l’amore per le opere prodotte e ingigantita, al contrario, la gratitudine per coloro che in quegli anni gli offrirono un impiego. Si narra, infatti, che, per nulla interessato alla sua archeologia fotografica, Kubrick non abbia nemmeno conservato gli originali dei suoi primordiali scatti.

Look‘, negli USA del dopoguerra, era il maggiore concorrente di ‘Life‘. Kubrick iniziò proprio da lì il suo percorso artistico. Dalla fotografia di cronaca americana. Un clamoroso destino alternativo che, poi, venne scartato (meno male…. aggiungo io) in favore del cinema. Anche se, già in questi scatti, è facile ravvisare, immagine dopo immagine, tracce del suo starordinario futuro da cineasta.

Ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico e allegorico del film. Io ho cercato di rappresentare un’esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell’inconscio.

Stanley Kubrick

La prima foto pubblicata da Kubrick fu sul numero di Look del 26 giugno 1945 e ritraeva un edicolante affranto per la morte di Roosevelt, circondato da quotidiani che annunciavano il giuramento di Truman. Kubrick l’aveva proposta anche al ‘New York Daily News‘, che, però, gli offrì 10 dollari in meno, rispetto ai 25 di Look. E, così, l’immagine del fotografo, allora minorenne (Stanley nacque nel 1928), venne pubblicata in bella evidenza.

Prima foto pubblicata da Stanley Kubrick

Nei primi servizi, diciamo, importanti, appare subito chiaro cosa interessa, e interesserà Kubrick: la cattura dell’attimo e la messa in scena. La serie Kids at Ball Game e Dentist’s Office, testimoniano sia il ricorrente interesse per l’infanzia, sia una capacità di cogliere cenni minimi, emozioni quotidiane, meritevoli, per questo, del suo interesse. Vi possiamo ritrovare una sorta di poetica della gente comune, legata ad una insolita, per l’età dell’autore, capacità di penetrazione psicologica, che lascia stupiti.

Gli americani sono sempre stati assidui frequentatori degli studi dentistici. Ma dalle foto traspare immediatamente ciò che attira Kubrick in questi soggetti. Cristallizza le loro espressioni, le loro sensazioni, ciò che comunicano… tipo ‘Vorrei essere da tutt’altra parte!‘.

Il 5 agosto del 1947, con la foto di un bambino, Stanley Kubrick guadagna la prima copertina di Look, con tanto di credit in evidenza. Da qui comincia la sua notorietà. Ma è con Life and Love on The New York Subway che Kubrick acquista la statura di un grande fotografo realista e sociale. Infatti, di lì a poco, comincerà a frequentare il salotto di Diane Arbus al Village. Legame a cui si deve, in qualche modo, l’idea di Stanley Kubrick dell’immagine delle gemelline di Shining.

Nelle foto di questi vinti che cedono alla stanchezza dopo una lunga giornata di lavoro, ritroviamo l’amore per le scene di vita quotidiana. E anche un sorprendente senso dell’inquadratura, attento sia alla profondità di campo che ai diversi piani dell’immagine.

Ma, indubbiamente, il capolavoro di Stanley Kubrick fotografo è Prizefighter, del 1949, dedicato al pugile Walter Cartier. Documentando la vita di tutti i giorni, i preparativi di un combattimento e una vittoria del pugile newyorkese, Kubrick sembra guardare già al cinema.

Profuma di cinema il carattere narrativo e sequenziale delle foto, evidenziato da un montaggio a effetto che gioca sui diversi formati delle foto. Oppure la struttura stessa delle inquadrature, con primi piani drammatici e giochi di rimabalzo tra primo piano e sfondo che hanno il carattere del fotogramma noir. Senza evidenziare il soggetto stesso del pugile che rievoca il cinema dell’epoca.

Notiamo in questo servizio fotografico, il continuo insistere su una poetica del quotidiano, antieroica, dei piaccoli istanti, delle piccole cose, dei piccoli sentimenti. Per poi indugiare in elementi sottilmente inquietanti, esaltati dal taglio ad effetto di alcune foto, come quella del testone di Cartier addormentato sulla spiaggia. Bizzarro anche il continuo comparire nelle foto del fratello gemello di Walter, in questo doppio piano che rimanda, forse casualmente, al tema del doppio che percorrerà il suo cinema.

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Infine, come non soffermarsi sulle foto del match, su quella con la faccia del pugile insanguinata e sui fili di bava che econo dalla bocca del suo avversario. Inizi di un discorso profondo ma brutale sulla violenza. Sull’ oltreviolenza.

Primordi di un percorso cinematografico che, indiscutibilmente, sarà cinema di immagini più che cinema di racconto.

Un saluto da Tommaso!

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