rottamati in una relazione

Quando Ci Sentiamo Rottamati In Una Relazione?

di Anna Maria Palma

Un articolo sulle condizioni che ci portano a credere di essere stati rottamati in una relazione che conta tanto per noi.

L’ etimologia della parola relazione è da ricollegarsi al latino relatio, a sua volta da relatus, participio passato di referre = riferire, riportare, stabilire un legame, un rapporto, un collegamento

A seconda del contesto in cui è usato, il termine relazione acquista sfumature diverse. Una relazione tra due persone, allude ad un rapporto di amicizia o ad un rapporto sentimentale.

Innanzitutto, qui voglio escludere i rapporti sentimentali in senso stretto, riferendomi a tutti gli altri, quelli di amicizia o di collaborazione professionale. Pur considerando che anche in questi, i sentimenti esistono.

rottamati in una relazione

Nel mio universo con la parola relazione voglio riferirmi specificatamente al senso di una relazione autentica. Come scelta costante di cura, interesse e amore. L’autenticità garantisce il sorgere di una relazione di qualità.

E’ in questa dimensione che si sviluppano empatia, compassione e tolleranza.

La mia passione per le relazioni mi porta, con continuo impegno, ad oltrepassare, a vedere il mondo con gli occhi degli altri, immedesimarmi e ascoltare il mondo con le orecchie degli altri.

Jacob Levy esprime poeticamente tutto questo nel suo “Invito a un incontro”:

E quando mi starai vicino io prenderò i tuoi occhi

li metterò al posto dei miei,

e tu prenderai i miei occhi

li metterai al posto dei tuoi,

e allora io ti guarderò coi tuoi occhi

e tu mi guarderai coi miei.

 Così anche la cosa comune invita al silenzio e

il nostro incontro rimane la meta della libertà:

il luogo indefinito, in un tempo indefinito,

la parola indefinita per l’uomo indefinito.

La rottamazione, in ogni relazione di qualità, non dovrebbe essere contemplata. Ma quando questa viene messa in atto provoca una grande sofferenza.

Prendiamo la definizione che viene data alla rottamazione: “sostituzione di un bene obsoleto con un altro più moderno, favorita da incentivi economici e sgravi fiscali “.

Perciò… quando ci sentiamo rottamati in una relazione?

Sicuramente quando cambiano i comportamenti, quando si esce da una regolarità di frequentazione, cambiano i regali, cambiano gli inviti. Quando non facciamo più parte di quel quotidiano affettivo di cui siamo stati partecipi per anni.

Inoltre, ci rendiamo conto che ci sono altri prescelti. E il disagio è rendersi conto che non serviamo più, che c’è qualcuno che è nelle condizioni di essere più utile, più funzionale. E, per questo, scelto e prescelto.

Siamo stati rimpiazzati.

rottamati in una relazione

E l’affetto? E le frasi con cui veniva espressa la meraviglia per quanto importante fosse la nostra presenza, la nostra amicizia?

Perciò ancora… quando è che ti senti rottamato?

Quando…

  • non ti senti più scelto.
  • non ti senti preferito.
  • ti senti escluso dalla routine affettiva che avevi conosciuto.
  • le persone semplicemente si eclissano, spariscono dalla tua vita.
  • non ti senti più dire “Sei la persona migliore che mi potesse capitare!” o “La miglior cosa che mi sia successa“, “Cosa farei senza di te?”, “Meno male che ci sei!”.
  • comprendi, infine, che sei solo servito. Perché quelle cose uniche che ti venivano dette, che sembravano appartenere solo a te adesso, vengono fatte senza di te o addirittura con altri.

E allora… cosa può acquietare un po’ l’animo?

La comunicazione! Per quanto complessa!

  • L’informazione diretta e contestuale al cambiamento.
  • La rassicurazione che il bene e la stima e la considerazione rimangono invariate.
  • Avere il coraggio di dichiarare che è subentrata una qualche convenienza. Una qualche funzionalità che fa sì che vengono fatte altre scelte, vengono date altre preferenze.

Ma è significativo anche che la persona, che si sente “rottamata”, si interroghi sul valore che dà a quelle sensazioni. Si chieda cosa aveva riposto in quella relazione. Perché magari da una parte era stata vissuta con tutta la dedizione e l’amore possibile e incondizionato. E dall’altra solo con una manifestazione di affetto e di apprezzamento funzionali a quel momento, appunto utili!

È su questo aspetto che, chi prova questa sofferenza, può intervenire. E lo può fare lavorando su di sé, sul suo sentire, sulle sue sensazioni, sui suoi pensieri.

Se c’è sofferenza, è interessante chiedersi cosa si anima dentro di noi. Quali origini può avere questo bisogno di essere utile, di essere riconosciuto? Perchè questo desiderio di essere importante, di essere prescelto, di non essere dimenticato, messo da parte?

rottamati in una relazione

Se la realtà non può essere cambiata occorre lavorare sulla nostra modalità di percepirla. Come in ogni circostanza, direi.

Aldous Huxley ha scritto…

L’esperienza non è ciò che accade all’uomo, ma ciò che l’uomo fa di quello che gli accade.

E questo lo si può fare riconoscendo quali convinzioni, quali pensieri, sensazioni, atteggiamenti e quale linguaggio, possono sostenere e permettere di accettare un cambiamento significativo. Quali al contrario, con la loro tossicità, possono rendere meno sostenibile ciò che deve comunque essere affrontato.

Possiamo lavorare costantemente su tutto questo. Implementando la capacità di dare un senso agli eventi e alla vita, e di modificare la propria visione delle cose e, di conseguenza, anche i propri comportamenti.

LEGGI ANCHE…
Il Contagio Del Pensiero: Piccoli Consigli Per Evitarlo

Un saluto a tutti da Anna Maria!

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1 commento

1 commento

Maria 2 Febbraio 2022 - 19:09

È sempre bello leggerti Anna Maria!!!
Le tue parole rassicurano e ti fanno sentire “a casa”
Grazie sempre 🙂
Maria Baldecchi

Risposta

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