Le api instancabili lavoratrici

Le Api: 15 Curiosità Su Queste Instancabili Lavoratrici

di Tommaso Baldi

Le api, definite “insecto sapiens“, sono insetti molto complessi, instancabili e dotati di una particolare forma di intelligenza.

Vi confesso che io appartengo a quel gruppo che ha un po’ paura di tutto quello che è piccolo, svolazza, ronza e punge. Quando mi capita, scappo, agito le braccia e corro ad aprire una finestra, sperando che l’insetto esca spontaneamente. Però, appartengo anche a quel gigantesco gruppo di persone che amano il loro pianeta. Per cui cerco di modificare, per quanto riesco, le mie abitudini così da aiutarlo più che posso.

Ormai sembra che tutti dovrebbero essere consapevoli che le api sono un patrimonio naturale di questo pianeta e la loro assenza non può che peggiorare il nostro vivere e minare la sopravvivenza, nostra e della Terra.

E allora cosa dovremmo fare per essere più consapevoli?

Per prima cosa, dobbiamo capire le differenze tra un’ape ed una vespa. Perchè molti le scambiano. Benissimo, benissimo non le conosco nemmeno io. E pertanto, questo fare ‘di tutta un’erba un fascio‘, come si suol dire, è un errore già in partenza. Sentiamo cosa ha da dirci l’ape a riguardo.

le api e le vespe

“Ciao! Io (quella a sinistra) sono un’ape. Spesso vengo confusa con quella stronza che sta alla mia destra che si chiama vespa. La differenza con lei è che io non pungo perché, appena pungo muoio. Questo perchè il mio pungiglione si stacca e, con lui, tutto il mio l’intestino. Quindi non vedo perché dovrei morire per farvi un dispetto! Questa qui a fianco, invece, il più delle volte, aggredisce volutamente e, dopo aver punto non morirà. Osserva anche le nostre differenze fisiche. Ce ne sono. Impara a riconoscermi, puoi salvare la vita a me e a te, perché un domani, quando io sarò completamente estinta, tempo qualche anno non esisterà più nemmeno la razza umana! Anche se sotto certi aspetti non sarebbe nemmeno un male!”

Bene. Adesso, addentriamoci nel mondo delle api, con questo elenco di 15 curiosità che le riguardano e che, forse, non conosci.

1 – Le api lavorano per l’uomo

Le api sono l’unico insetto capace di produrre un alimento commestibile anche per l’uomo. Questo alimento è il miele. Un utilissimo antibiotico naturale, ricco di zuccheri, con un’umidità sotto il 18%, che rende l’ambiente sfavorevole alla proliferazione di qualunque microrganismo. Quindi è uno dei prodotti meno soggetti al rischio di contaminazioni di muffe o botulino.

Però, ancora più curioso, è il fatto che il principale prodotto delle api non è il miele, non è il polline, non è la cera d’api: è l’impollinazione stessa. Se le api scomparissero, scomparirebbero anche migliaia di specie vegetali e l’uomo forse potrebbe vivere ancora per pochi anni. Allevare le api, magari solo rispettarle, quindi, è anche un’attività sociale, volta alla sostenibilità e alla tutela della natura.

2 – Le mummie sono una loro invenzione, mica degli Egizi.

Partiamo con una notizia sensazionale! Le api hanno inventato le mummie molto prima degli egiziani. E spieghiamo perchè. Metti che un topolino, ogni tanto riesca ad entrare nell’alveare. Subito verrà ucciso a colpi di pungiglione. Però, le api non riusciranno a trasportalo all’esterno, per le sue dimensioni e per il suo peso. Allora cosa succederà? Onde evitare pericolosi fenomeni di decomposizione all’interno dell’alveare, le api lo ricopriranno di propoli. Essendo un potente antibiotico, questa sostanza preserverà il corpo del topolino e, di fatto, lo trasformerà in una mummia. Questo fenomeno fu osservato dagli antichi Egizi e quindi copiato per trasformare i loro faraoni, in mummie. La propoli infatti viene rilevata in tutte le mummie dell’antico Egitto.

Non per altro, ma la parola mummia deriva dall’arabo mūmiyya, o forse dal persiano mūm, che significa cera.

Le api in alveare
© Photo by Wolfgang Hasselmann

3 – Il loro cervello funziona alla grande

La capacità delle api di ottenere angoli precisi. Era questa la caratteristica che Galileo Galilei ammirava in questo piccolo e laborioso insetto. E come dargli torto, avete mai visto un alveare? Una perfetta ed elegante struttura ad esagoni. Perciò, nonostante il loro cervello sia molto piccolo, le api sono abili calcolatrici ed hanno dimostrato di essere in grado di apprendere, ricordare, fare ragionamenti complessi, calcolare distanze, il tutto al fine di migliorare la propria efficienza.

Possono pure riconoscere alcuni simboli disegnati sulle loro casette, così come noi possiamo riconoscere il numero civico di casa nostra. Incredibile!

4 – Un solo ed unico odore contraddistingue ogni gruppo familiare

Ogni colonia di api ha il proprio odore caratteristico che permette agli individui, che la compongono, di riconoscersi facilmente tra loro e di escludere eventuali visitatori non graditi.

Le api di una famiglia si distinguono in ape regina, fuchi e operaie. La carriera di un’ape operaia è un’ascesa continua fino ai ruoli più importanti. Prima è addetta alle pulizie dell’arnia, poi pensa al nutrimento della covata, alla produzione di cera, fa la guardiana e ventila l’alveare. E solo alla fine diventa un’ape bottinatrice che esce per impollinare. I fuchi vengono allevati solo in funzione della fecondazione della regina, poi sbattuti letteralmente fuori, e non sono in grado di nutrirsi da soli. La regina vive più o meno cinque anni e per tutta la vita non fa altro che deporre uova.

5 – Solo le femmine pungono

Il pungiglione delle api si chiama organo ovodepositore, cioè delegato solo alla deposizione delle uova. Poi modificato per poter espellere veleno invece che uova. Questo significa che soltanto le femmine possono pungere. Ma non temere, pungono solo quando si sentono minacciate, non attaccano di proposito.

In effetti le api, femmine a questo punto, usano il loro pungiglione come arma contro gli invasori dell’arnia (vespe, api saccheggiatrici e altri insetti). Quando però pungono animali dai tessuti molli (come l’essere umano), il pungiglione, che è dotato di aculei ricurvi, rimane intrappolato nella pelle, e nel ritrarsi, l’ape si sventra, letteralmente.

le api e i fiori

6 – Le ali di un’ape battono velocissime

La frequenza del battito d’ali di un’ape è circa 11.000 battiti al secondo. Questa velocità è utile per molte cose, come il volo, il movimento, ecc… Ma, tra tutte le funzioni, la più curiosa è mantenere una temperatura costante all’interno dell’alveare durante tutto l’arco dell’anno.

7 – Le api hanno 5 occhi fenomenali

Le api hanno 2 occhi composti e tre occhi semplici, detti ocelli. In totale 5 occhi. I loro occhi composti permettono di individuare meglio qualsivoglia movimento e di reagire più velocemente. Inoltre, proprio come noi umani, anche le api sono capaci di riconoscere i volti, identificando un’insieme di linee e forme, come un pattern, che possono tenere in memoria e riutilizzarlo più avanti.

8 – Hanno anche una propria personalità

Come in ogni settore degli uomini, per ogni lavoro, per ogni gruppo, anche negli alveari c’è chi lavora e c’è chi non fa niente, ci sono lavoratori e ci sono scansafatiche. E’ stato visto di recente, infatti, che mentre alcune api sono più attive e magari anche più amanti dell’avventura, altre sono più timide e riservate.

le api da vicino

9 – Grandi occhi ma niente bocca

Le api non hanno una bocca. Non hanno un apparato in grado di rosicchiare o mordere, ma possono solo succhiare liquidi. Questo avviene attraverso una ligula, che arriva fino a 8mm di lunghezza. Quando qualcuno dice che le api rovinano le vigne rosicchiando l’uva, si sbaglia. Infatti, sono le vespe, quelle che mordono i frutti, e poi le api arrivano per approfittarne.

10 – Il sole le aiuta ad orientarsi

Le api sono capaci di utilizzare il sole come una bussola per orientarsi nell’ambiente in cui svolazzano. E, in presenza di tempo brutto o cielo nuvoloso, queste instancabili lavoratrici, hanno trovato una soluzione. Riescono ad orientarsi grazie a speciali recettori, che percepiscono la luce polarizzata. E, grazie a questo meccanismo, l’ape riesce a conoscere sempre la posizione del sole nel cielo.

11 – Amano bere acqua sporca

Le api devono bere. E preferiscono l’acqua marcia a quella di sorgente. Il loro metabolismo, infatti, necessita di sali minerali in abbondanza. E riescono a trovarli nell’acqua stagnante mentre sono scarsi in quella pura. 

le api e i fiori

12 – Le api lavorano senza sosta

Per un singolo volo di ricognizione un’ape è capace di visitare tra i 50 ed i 100 fiori. Ma, non solo, si stima che per fare 1 kg di miele, una colonia deve compiere tre volte l’orbita terrestre. In termini di fiori, 2.737.500 fiori per 1 kg di miele.

13 – Le api comunicano anche danzando

Con l’esecuzione di una particolare danza, i cui movimenti sono perfettamente codificati, l’ape operaia può comunicare informazioni sulla direzione e la distanza a cui si trovano fiori, nettare, polline e sorgenti d’acqua. Tale danza è il meccanismo con il quale le api possono reclutare altre api del loro alveare, per la raccolta di risorse.

14 – Le api invernali sono diverse da quelle estive

Le api che nascono in inverno sono molto più longeve delle api che vengono al mondo in estate. Mentre per le seconde la speranza di vita si aggira intorno alle tre settimane, le prime possono arrivare anche a raggiungere i tre mesi di esistenza. Ciò dipende da alcune differenze fisiologiche che maturano inevitabilmente quando la stagione calda volge al termine. Fin dalla nascita, le api “invernali” vengono allevate con una quantità di polline superiore a quella prevista per le loro sorelle nate in estate, o primavera. In conseguenza di ciò, avvicinandosi all’inverno, la maggior parte delle operaie vede svilupparsi le ghiandole ipofaringee e altri “corpi adiposi”. Questi contengono proteine, che andranno a costituire delle vere riserve nutritive, e si riveleranno decisive nell’assicurare alle api una maggiore longevità. Infine, tramite il meccanismo della trofallassi, le api riescono, attraverso le ligule, le loro bocche, a scambiarsi il miele che servirà loro come carburante per far vibrare i muscoli pettorali, e riscaldarsi alle temperature rigide. E questo è uno dei più brillanti esempi in natura, di come un essere vivente, seppur in condizioni assolutamente proibitive, possa resistere tramite una proficua collaborazione con i suoi simili e l’intero ecosistema.

le api d'inverno

15 – Il veleno delle api ha proprietà terapeutiche

Nonostante sia doloroso, tale veleno è usato per curare almeno 500 malattie umane. Contiene, infatti, un’importante sostanza nota come apitossina. I rimedi di quasi tutte le malattie respiratorie e ossee hanno questa sostanza come componente. Le malattie come l’Alzheimer sono trattate con l’aiuto di questa sostanza. Si ritiene addirittura che la base per la possibile cura dell’AIDS sia nei pungiglioni di questi insetti.

Sono una piccola ape furibonda

Alda Merini

Infine è doveroso aggiungere questa chicca….

Le api hanno un protocollo anti-pandemia

Sì, è vero. Nel momento in cui un fungo, un virus, una malattia entra dentro l’alveare, per prima cosa, le api lavoratrici portano grandi quantità di propoli, un antibiotico naturale per auto-curarsi velocemente. Ma non solo, in quell’esatto momento, attuano un vero e proprio protocollo anti-epidemia. Subito rimuovono le larve che sono state contaminate e, così, salvaguardano l’alveare.

Dalla notte dei tempi esiste una sorta di alleanza tra il genere umano e l’ape. L’ insetto giallo e nero fornisce all’uomo i preziosi doni dell’alveare e impollina le piante coltivate, mentre la nostra specie provvede alla sua casa e la sua cura, difendendolo dalle difficoltà (compito che non assolviamo benissimo!). E poi si tratta di un legame tra due ‘sapiens‘. Sì perchè l’ape è un insetto biologicamente molto complesso e, per questo, si è guadagnata il soprannome di “insecto sapiens“.

L’ape, un piccolo animale provvisto di un cervello grande come un semino di sesamo, ma in grado di fare grandi cose. Aiutiamola. Salviamola. Ci guadagneremo anche noi!

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