contrappasso

La Tabella Del Contrappasso

di Tommaso Baldi

Una tabella che riassume per tutti i canti dell’Inferno, quali sono le pene seguendo la regola del contrappasso

La legge del contrappasso si basa sul fatto che che la punizione inflitta ai peccatori deve rispecchiare la natura dei peccati che hanno commesso durante la vita.

Perciò Dante usa il contrapasso come strumento per connettere il peccato alla sua rispettiva punizione.

TABELLA DEL CONTRAPPASSO NELL’INFERNO DI DANTE

CANTOCOLPAPENACONTRAPPASSO
3IGNAVIAPunti a sangue da mosconi e vespe, seguono in folla un’insegna che si muove velocemente in giro.– Per contrasto: non seguirono alcun ideale, quindi ora seguono un’insegna qualsiasi; non sentivano alcuno stimolo nobile, di conseguenza ora sono stimolati da insetti.

– Per analogia: evitarono scelte per paura di mettersi in mostra, pertanto ora sono folla anonima, disdegnata e dimenticata.
4Mancanza di battesimo o di fede in Cristo venturo (Limbo)Desiderio inappagabile della vista di Dio.Privi in vita della verità e della fede. Sono privi ora della luce divina.
5LUSSURIASono trasportati disordinatamente da un vento impetuoso che li fa volare  senza posa.Si lasciarono trasportare dalla bufera dei sensi, perciò sono ora trasportati da quella infernale.
6GOLASommersi nel fango sono battuti dalla pioggia sudicia, maledetta, fredda e greve; in aggiunta questi dannati sono assordati e graffiati da Cerbero.Vollero soddisfare il gusto, di conseguenza ora sono afflitti dalla pena più disgustosa; vollero saziare la gola di bevande raffinate, perciò ora sono disgustati dall’ “acqua tinta”. E pertanto, in quanto avidi ora sono preda dell’avidità di Cerbero.

Sono messi alla prova nei 5 sensi: primo l’olfatto per il puzzo, poi l’udito per i latrati, dopo la vista per l’aspetto grigio e il tatto per la pioggia. Infine il gusto per la monotonia rispetto alla varietà dei cibi.

Il contrappasso degli avari
CANTOCOLPAPENACONTRAPPASSO
7AVARIZIA
e
PRODIGALITA’
(Mancanza di misura nello spendere)
Divisi in due schiere (gli avari da una parte, i prodighi dall’altra) rotolano massi spingendoli col petto con una fatica inutile. Dopo cozzano alla fine del loro percorso a semicerchio, poi si rinfacciano reciprocamente il loro peccato  e infine ritornano indietro fino a scontrarsi dalla parte opposta, senza posa.In vita fecero la fatica inutile di accumulare o sperperare ricchezze, perciò adesso perpetuano tale vano sforzo.
Mentre da vivi nascondevano la loro colpa, ora se la rinfacciano gridando. La loro smania di ricchezza li rese privi di conoscenza, di conseguenza ora sono irriconoscibili.
7-8IRA
e
ACCIDIA
La schiera degli iracondi si nota facilmente, al contrario gli accidiosi sono sommersi e quindi non si possono distinguere.Sono immersi tra i fumi della palude Stigia, dove una fonte bollente scarica le sue acque. I dannati confondono, tra quei vapori, i “fumi” dell’ira: sono anime nude, fangose, corrucciate e si percuotono selvaggiamente a vicenda.

L’ira si manifesta in diversi modi, per esempio:
acuta = vistosa
amara = covata crucciosamente
difficile = tesa alla vendetta

Gli accidiosi in vita furono “tristi” e quindi incapaci di ogni giusto sdegno.
9-10-11ERESIAGiacciono dentro arche (tombe) infuocate. Puniti col fuoco come fu in vita con il rogo. Sono nei sepolcri perchè morti rispetto alla fede.Il fuoco che li fa soffrire richiama la tragica ed effimera luce delle dottrine che seguirono.
L’eresia, essendo cecità dell’intelletto, ora li rende parzialmente ciechi: conoscono il futuro ma non il presente. Dopo il giudizio finale la cecità sarà assoluta.

VIOLENTI

CANTOCOLPAPENACONTRAPPASSO
12VIOLENZA 
contro il prossimo
 
nella PERSONE
e
nelle COSE
Sono immersi in un fiume di sangue bollente (Flegetonte) perciò subiscono violenza dai Centauri, armati di saette, che impediscono loro di uscire.Si macchiarono di sangue e usarono violenza in vita contro gli altri, perciò ora subiscono le stesse condizioni. I centauri, metà uomini e metà cavalli, simboleggiano la violenza bestiale procurata dagli uomini.
13VIOLENZA
contro se stessi
 
nella PERSONA (suicidi)
e
nelle COSE (scialacquatori)
I suicidi compongono un bosco privo di sentieri con alberi foschi dai rami nodosi e contorti, irti di spini velenosi. La “forma vegetale” (alberi), nasconde le anime che rimangono “vive”, emettendo sangue e grida di dolore se qualche loro ramo viene strappato. Oppure quando le ripugnanti Arpie si cibano delle foglie.
Invece gli scialacquatori sono straziati da nere cagne.
I suicidi in vita si sono strappati all’esistenza, perciò ora sono “fissati” nella forma vegetale inferiore a quella umana. (Sono gli unici dannati che, dopo il Giudizio, non riavranno il loro corpo, ma lo trascineranno e lo appenderanno all’albero, come muto ed eterno rimprovero).

Gli scialacquatori fecero strazio dei loro beni, e ora, nonostante cerchino di nascondersi fra i cespugli e gli alberi del bosco, sono raggiunti da una muta di cagne nere che li straziano.
14-15-16-17VIOLENZA
contro Dio
 
nella PERSONA(bestemmia)
 
nella NATURA (sodomiti)
 
nell’ ARTE (usurai)
In una landa sabbiosa e deserta, le anime nude e sofferenti giacciono supine (bestemmiatori) o rannicchiate (usurai). Altre, le più numerose, sono in corsa incessante (sodomiti) sotto una pioggia di fuoco che li tormenta e raddoppia la sofferenza in quanto anche la sabbia si riscalda.L’ardore della violenza contro Dio porta le anime a subire ora il fuoco.
Anche la punizione contro Sodoma e Gomorra richiamava il fuoco.
Gli usurai furono inoperosi e inerti nella vita, seduti ai loro banchi di cambio, quindi ora rimangono come accoccolati esposti alla pioggia di fuoco. Sono in continuo movimento con le mani per ripararsi dal fuoco (come fanno i cani per liberarsi dalle pulci e dai tafani), loro che in vita non svolsero un vero lavoro.
il contrappasso dei seduttori

INGANNATORI

CANTOCOLPAPENACONTRAPPASSO
18FRODE SEMPLICE
 
SEDUZIONE (bolgia I)
 
ADULAZIONE (bolgia II)
Nella bolgia I si punisce la seduzione
per conto di altri (ruffiani) e
per conto proprio (seduttori).
Di conseguenza i dannati sono divisi in due schiere e vengono sferzati da dei diavoli con corna.

bolgia II: si punisce l’adulazione così le anime sono immerse nello sterco umano.
I seduttori trovarono soddisfazione nei piaceri carnali, mentre ora le loro carni sono piagate.

Gli adulatori esercitarono la lode oltre misura; tale comportamento li portò alla degradazione al punto da porsi tra i rifiuti umani. Invece ora sono costretti a stare tra la materia considerata la più vile e umiliante: lo sterco.
19FRODE SEMPLICE
 
SIMONIA (bolgia III)
bolgia III: condanna la simonia, cioè il comportamento degli “uomini di Chiesa” che lucrarono sui beni spirituali. Prima capovolsero le leggi della Chiesa, poi si schierarono contro lo Spirito Santo, dopo cercarono di “imborsare” denaro e dimenticarono di guidare i fedeli e di ammonirli quando era necessario.I simoniaci sono conficcati a testa in giù dentro delle buche infuocate, con i piedi da cui si alzano delle fiamme.
Sono, in sostanza, capovolti (come loro capovolsero le leggi), imborsati (cioè dentro la bolgia). Certamente le fiamme ai piedi ricordano un’aureola al contrario e rimandano alle fiamme dello Spirito Santo che brillavano sulla testa degli Apostoli nella Pentecoste.
Infine sono ammoniti da un laico.

CANTOCOLPAPENACONTRAPPASSO
20FRODE SEMPLICE
 
DIVINAZIONE (bolgia IV)
Nella bolgia IV si condannano gli indovini che vollero predire il futuro, guardando troppo avanti nel tempo. Certamente esprimendo, con le parole, “cose” inventate e menzognere.Con il collo torto e con il volto deturpato sono costretti a guardare e a camminare all’indietro; a questo si aggiunge la condanna d’essere muti.
21-22FRODE SEMPLICE
 
BARATTERIA (bolgia V)
bolgia V: si condannano coloro che truffarono approfittando delle cariche pubbliche per guadagni personali, usando in modo illecito il denaro pubblico-comune.I barattieri sono immersi nella pece bollente, che ricorda il loro lasciarsi invischiare in traffici illeciti; una schiera di diavoli ingannatori e maligni, con ali di pipistrello, (i Malebranche), che si esprimono con linguaggio triviale, li tiene a bada.
23FRODE SEMPLICE
 
IPOCRISIA (bolgia VI)
bolgia VI: si condannano coloro che nascosero, con intenzione, i propri veri sentimenti e propositi, ammantandosi di un comportamento amabile.Gli ipocriti sono costretti a camminare appesantiti da cappe di piombo, dorate esternamente. Perciò sono mascherati, così come in vita mascherarono la verità.
Al centro della Bolgia il sacerdote Caifa, che fece condannare Gesù calpestando la verità. Di conseguenza ora si presenta nudo e calpestato dagli ipocriti che gli passano sopra lentamente.
La stessa pena la subiscono tutti gli altri membri del Sinedrio.

CANTOCOLPAPENACONTRAPPASSO
24-25FRODE SEMPLICE
 
FURTO (bolgia VII)
Di certo nella bolgia VII si condannano i ladri che si dividono in tre categorie, corrispondenti a tre tipi di trasformazioni.
In vita i ladri sono stati insidiosi come i serpenti e furono lesti di mano.
In un terribile groviglio di serpenti, delle specie più strane e paurose, corrono nudi il ladri che hanno le mani aggrovigliate dai serpenti dietro la schiena. I serpenti li mordono e provocano orribili trasformazioni.

Il dannato…
– cade incenerito per poi riprendere l’aspetto umano;
– si fonde con il serpente che l’ ha morso, diventando un “essere mostruoso”.
– si trasforma in serpente, mentre il serpente assume sembianze umane: da ciò si capisce che anche i serpenti sono anime di ladri.

Il demonio che li ha in custodia, Caco, ha dietro alla testa un drago che vomita fiamme (egli che fu ladro delle giovenche di Ercole sull’Aventino).
26-27FRODE SEMPLICE
 
CONSIGLIERI
FRAUDOLENTI
(bolgia VIII)
bolgia VIII: si condannano coloro che ingannarono con “mali consigli” e usano con facilità e impropriamente la lingua. Infine portano tormento a chi cadeva nei loro tranelli.Questi dannati sono avvolti in lingue di fiamma che provocano loro tormenti continui, così come fecero loro in vita. Sono costretti alla estrema fatica di tradurre in parole le vibrazioni della “lingua di fiamma”.
28FRODE SEMPLICE
 
SEMINATORI
DI DISCORDIE
(bolgia IX)
bolgia IX: si condannano coloro che seminarono discordie di vario tipo: per esempio religiose, politiche, famigliari. Il loro operato portò a divisioni di comunità di fedeli, famiglie e popolazioni.Sono detti “smozzicati”. In vita divisero, perciò ora sono crudelmente divisi e tagliati, con una spada, da un diavolo che li colpisce quando gli passano davanti: la violenza del colpo è proporzionale alla gravità della colpa.

il contrappasso dei falsificatori
CANTOCOLPAPENACONTRAPPASSO
29-30FRODE
 
FALSARI
FALSIFICATORI
(bolgia X)
bolgia X: si condannano i falsificatori di metalli (canto 29) e anche quelli di persone, monete, parole (canto 30).Come in vita alterarono la realtà, di conseguenza ora hanno l’aspetto trasformato da malattie deturpanti; in particolare gli alchimisti sono coperti di lebbra o scabbia e quindi costretti a grattarsi non riuscendo però a procurarsi alcun sollievo: la loro è una inutile fatica, come quella esercitata sulla terra.
31FRODE
 
POZZO DEI GIGANTI
Si incontrano sei giganti, alti come torri, che sono sul fondo di Cocito ed emergono dall’ombelico in su.
Infatti, forti della loro possanza fisica, rappresentano l’orgoglio di innalzarsi contro Dio che li aveva privilegiati.
Si trovano nel profondo inferno, loro che avevano voluto innalzarsi al Cielo, pertanto sono ridotti ad una brutale massa di carne.
I loro nomi sono: Nembrot, Fialte, Briareo, Anteo, Tizio, Tifo (o Tifeo).

TRADITORI

CANTOCOLPAPENACONTRAPPASSO
32TRADIMENTO Verso
 
i PARENTI
 
 
la PATRIA
 
 
i COMMENSALI
zona I: Caina.
I dannati, che tradirono i parenti, sono immersi nel ghiaccio fino al collo, con il volto rivolto in basso.

zona II: Antenóra.
I traditori della Patria sono conficcati nel ghiaccio fino a  metà testa, con il volto rivolto verso l’alto.

zona III: Tolomea.
Questi traditori degli amici e commensali hanno gli occhi rivolti in alto e le loro lagrime si gelano e in questo modo bloccano ogni espressione.
Il silenzio è assoluto.
Questi diversi tipi di traditori si distinsero in vita per il gelo del loro cuore che non permise l’espressione di alcuna forma di umanità.
 
Si distinguono fra loro per il diverso grado di immersione nella distesa di ghiaccio dalla quale spicca la mostruosa figura di Lucifero, chiamato anche Belzebù.
La legge del contrappasso assume in lui una forma di estrema esasperazione, sia per somiglianza alla colpa, sia per contrapposizione.
33-34 (di Lucifero)TRADIMENTO
 
verso i BENEFATTORI
e
dell’AUTORITÀ DIVINA
                          e UMANA
 
zona IV: Giudecca.
I dannati sono immersi totalmente nel ghiaccio a significare la loro assoluta mancanza di umanità.
Lucifero volle essere come Dio, perciò ora si trova ad avere un’unica testa con tre facce. Ma è un ammasso di materia, una figura mostruosa, meccanica, macchinosa.

Le sue facce sono: al centro rossa, la destra gialla,
la sinistra nera. Sotto ogni testa escono due ali simili a quelle del pipistrello, proporzionate alla smisurata altezza del diavolo: si muovono provocando il vento che gela tutto il Cocito.

Dante ci presenta un Lucifero che piange da sei occhi e che dai tre menti fa uscire una bava sanguigna. Ogni bocca trattiene e mastica un peccatore: Caino è in quella centrale, Bruto in quella a Sinistra e Cassio in quella di destra.

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