storia della plastica

I Principali Momenti Nella Storia Della Plastica

di Tommaso Baldi

Vera protagonista nel bene e nel male di molte delle nostre abitudini. Ecco le tappe fondamentali della storia della plastica.

Un ambiente viene definito integro quando il flusso di energia e materia presente funziona in modo adeguato. E garantisce la naturale sopravvivenza di tutti gli esseri viventi. Un ambiente è integro fin quando non vi sono interventi dall’esterno che modificano, o compromettono, il funzionamento di quell’ambiente.

Allo stesso modo, un ecosistema è l’insieme di tutte le forme di vita e delle componenti non viventi, presenti in un dato ambiente. Insieme alle relazioni che avvengono tra essi. Le forme di vita sono tutti gli organismi (piante, animali, funghi e batteri) che si trovano in uno stesso ambiente. Mentre i componenti non viventi sono i fattori come temperatura, acqua, luce, suolo, rocce.

Senza dubbio, oggi, la smodata produzione della plastica, il suo uso indiscriminato e il suo mancato smaltimento hanno contribuito a danneggiare considerevolmente molti ecosistemi. E a rendere l’ambiente tutt’altro che integro.

La plastica, una curiosità all’inizio del secolo, si è diffusa dappertutto, diventando essenziale per la nostra vita come l’aria che respiriamo.

Jeremy Rifkin

Perciò la plastica è la vera protagonista nel bene e nel male. E da oggi cercheremo di conoscerla meglio, nelle sue molteplici luce ed ombre.

Per cominciare…

Quando è nata, come e perchè si è diffusa la plastica?

Il termine “plastica” ha origine dal greco ‘plastikos‘ che significa proprio ‘adatto per essere modellato‘.

La necessità da parte dell’uomo di ricercare materie “plastiche” ha un’origine molto antica.

Già dal 2000 a.C. furono utilizzati polimeri naturali come creta, argilla, cera, etc…, per costruire oggetti che fossero facilmente malleabili, modellabili e adatti all’uso domestico.

storia della plastica

Infatti, la storia della plastica intesa come la conosciamo oggi, inizia nella seconda metà del 1800.

  • Era il 1862 quando Alexander Parkes presentò, all’esposizione di Londra, la prima resina a base di cellulosa, detta parchesina (divenuta poi xilonite). E cioè il primo materiale plastico brevettato. Che fu utilizzato per costruire scatole, manici, ma anche oggetti pieghevoli come parti di indumenti.
  • Intorno al 1870 i fratelli Hyatt cercavano un materiale economico che potesse sostituire il costoso avorio, con cui si costruivano le palle da biliardo. Mescolando, con particolari tecniche, nitrocellulosa e etanolo ottennero la celluloide. Sostanza che ebbe enorme diffusione soprattutto dopo l’invenzione del cinema perché con essa si realizzavano le pellicole.
  • Quarant’anni più tardi, il chimico belga Leo Bakeland sintetizzò la bakelite. Una materia plastica di grande robustezza, utilizzata per la produzione di telefoni e radio. Mentre il chimico svizzero Edwini Brandenberger realizzò il primo foglio di cellophane.
  • Il vero “boom” delle materie plastiche si ebbe, però, intorno agli anni ’30 con l’invenzione del polivinilcloruro o PVC. E poi il plexiglass (il vetro acrilico) e la fòrmica per la produzione di piani di lavoro e banchi di scuola. Infine la melamina per le prime stoviglie infrangibili, il nylon per le calze da donna e i paracadute e il polietilene.
storia della plastica
  • Gli anni ’60 vedono l’affermazione delle materie plastiche nella vita quotidiana. Molti oggetti di uso domestico iniziano a essere fatti di plastica e tale materiale si afferma anche nell’ambito della moda e dell’arte. Finendo per rappresentare il simbolo di un nuovo stile di vita moderno.
  • Il materiale più diffuso diventa il moplen, leggero, resistente, flessibile. Era la plastica di cui sono fatti molti degli utensili (scolapasta, bacinelle, etc.) che abbiamo ancora oggi nelle nostre case. Alla realizzazione del suo brevetto partecipò anche Giulio Natta, ingegnere chimico italiano, che, per quello, vinse il premio Nobel nel 1973.
  • Col tempo, la plastica è diventata il principale materiale di cui sono fatti gli oggetti “usa e getta. Soprattutto, da quando, nel 1973, la DuPont mise sul mercato la prima bottiglia in plastica per le bevande gassate.

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L’affermazione dell’utilizzo della plastica si deve sicuramente alle tante e utili caratteristiche possedute da questo materiale. Le materie plastiche hanno agevolato molte attività quotidiane rendendole più semplici, più economiche, più efficienti e più sicure. Ad esempio, tutte le componenti in plastica di un’automobile permettono di rendere il veicolo molto più leggero. E a far risparmiare sui consumi di carburante.

Le materie plastiche sono fondamentali per la realizzazione di prodotti sanitari. Proprio perché si possono facilmente costruire materiali usa e getta, resistenti all’attacco dei batteri. E che quindi, possono essere resi sterili più facilmente. Infatti, i guanti, le siringhe, le sacche per il sangue e le valvole cardiache sono fatti di plastica.

storia della plastica

La plastica ha grandi proprietà di isolamento termico ed elettrico. E’, anche, resistente alla corrosione degli agenti atmosferici. Alcuni tipi di sostanze plastiche riescono ad avere la caratteristica della trasparenza e per questo vengono utilizzate anche per la creazione di dispositivi ottici.

Per cui esistono caratteristiche della plastica, o proprio oggetti in plastica, delle quali, o dei quali, non possiamo fare a meno. Oggetti di plastica monouso davvero indispensabili. Perciò la plastica ci serve. Dobbiamo solo imparare a produrla nella misura sufficiente. Ad usarla nel modo corretto e a smaltirla, e riciclarla, nel miglior modo possibile.

Ai prossimi appuntamenti, ciao da Tommaso!

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