Kris Kuksi Con I Suoi Visionari E Apocalittici Diorami

di Tommaso Baldi

Come partire da un oggetto insignificante e povero, e raggiungere scenari visionari ed apocalittici che raccontano di mistero e affascinano coi loro dettagli. Kris Kuksi ci riesce.

Kris Kuksi colpisce per la sua fervida fantasia. Utilizzando i più disparati materiali a disposizione quali lego, pezzi di ferro, mattoni, legno e qualche astronave giocattolo, comincia da piccolo a costruire paesaggi fantastici. Crescendo la sua visionaria creatività si arricchirà di nuove tecniche e di nuove conoscenze, per esempio della cultura e dei temi classici.

particolare di un'opera di Kris Kuksi

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Le composizioni che hanno reso Kuksi famoso, sono dei veri e propri diorami, di sapore barocco e rococò, con legami a Bosch e Bruegel. Ambientazioni in scala ridotta che ricreano scene di vario genere, complesse e dettagliate. Parliamo di vecchi oggetti d’antiquariato, parti di legno o metallo, pezzi da modellismo, piccoli giocattoli, soldatini, o ingranaggi di macchinari.

Kuksi li lavora, li scolpisce, li ritaglia, li scioglie, li incolla, li salda assieme secondo il fluire della sua immaginazione.

La funzione del mio lavoro ha a che fare con il mettersi in relazione con il lato oscuro della psicologia umana.

Kris Kuksi

Ogni pezzo di Kris Kuksi è un autentico mondo da scoprire, quasi vivente. Un mondo da scrutare e, nel quale lo spettatore si immerge perdendosi come dentro un romanzo di fantascienza o un film fantastico. Ogni più piccolo dettaglio suggerisce un racconto, un mistero, una strana e grottesca combinazione fisica, che regola il vivere di questo universo in miniatura. Le finestre che Kuksi ci spalanca davanti, ci presentano una realtà macabra, violenta, sconosciuta. Che accosta accenti classicisti con l’immaginario della fantascienza pulp e del cosiddetto realismo fantastico.

Kris Kuksi, maestro rococò postindustriale, organizza in modo ossessivo personaggi e architettura con un senso squisito del dramma. Invece di pietre e conchiglie usa soldati di plastica urlanti, blocchi di motori in miniatura, guglie torreggianti e detriti assortiti per formare i suoi paesaggi terrestri.

Il conflitto politico, spirituale e materiale all’interno di questi santuari viene messo in atto sotto lo sguardo calmo di divinità remote e di solenni statue. Kuksi riesce a evocare immediatamente un santuario e un mausoleo per il nostro spirito soffocato.

Guillermo del toro

Perciò, ancora una volta, l’arte si sublima dietro ad immagini forti, discutibili, non propriamente politically correct. Ma sempre forte e densa di un messaggio universale, volto a trovare nuove idee e significati, per un mondo, ed una società in continua agonia.

Niente di più appropriato per il nostro contemporaneo!

Aspetto come sempre vostre idee e pareri, da suggerirmi nei commenti qui sotto. Grazie.

Ciao a tutti da Tommaso!!

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