Essere introversi

Come La Storia Di Acquaragia Ci Mostra Il Bello Di Essere Introversi

di Manuela Ambrosini

Guardare positivamente al nostro essere introversi ci aiuta a riscoprire il mondo interiore che anima le nostre fantasie e immaginazioni.

Forse non sapete che l’acquaragia viene usata dai pittori per detergere i pennelli ed ha notevoli proprietà nello scioglimento dei grassi che provocano lo sporco. E, forse, non tutti sanno che l’acquaragia viene ottenuta estraendo dalle conifere una resina che viene nominata trementina.

Alla pianta prescelta, un larice generalmente, viene inciso un taglio, che arriva nella profondità del legno, dal quale si raccoglie la resina. Se il taglio viene fatto in modo da poter lasciare la pianta vivere, viene definito fatto ‘a vita‘ altrimenti ‘a morte‘.

essere introversi

Quando ho letto queste notizie, casualmente, un giorno mentre stavo navigando sulla rete, mi sono accorta che venire a conoscenza di questo processo apriva una riflessione profonda dentro di me. Ho una fervida immaginazione ed essa ha un potere salvifico su di me.

Tutte le volte che entro in contatto con qualcosa che mi suscita un’emozione di paura, di disgusto, di orrore, la mia mente proietta tutta una serie di immagini che vanno a produrre uno strato che mi aiuta ad elaborare quello che sento così in profondità.

Nella situazione di pena per il povero albero, inciso fino alla morte per ottenere il solvente, qualcosa nella mia coscienza si è ribellato ed è nata una storia. La storia della morte di Acquaragia.

Ve la racconto…

Acquaragia è una ragazza che viaggia in tutto il mondo. Viene accolta in ogni luogo perché quando arriva lei tutti hanno, immediatamente, una sensazione di leggerezza, di pulizia, di innocenza. Il suo scopo nel raggiungere tanti luoghi diversi è la conoscenza.

Acquaragia vuole sapere, è curiosa, riceve la sua motivazione ad esistere andando in giro a comprendere come vivono gli esseri nel mondo. Ma nel suo viaggio, a volte, l’incontro con l’altro suscita delle emozioni inaccettabili. E Acquaragia ha imparato a nasconderle dentro di sé.

Le custodisce, così gelosamente, che nessuno si accorge che, oltre alla sua delicata presenza pacifica e leggera, una vasta ombra la pervade. Il cumulo di emozioni tossiche la divora dall’interno e letteralmente, un giorno lei va in pezzi, spargendo i suoi frammenti in ogni dove.

I luoghi che aveva visitato attraggono, magicamente, almeno un pezzettino di Acquaragia e da quel momento lei riposerà in pace per sempre, vibrando in ogni posto visitato come una luce che contiene il monito: ‘Quando eviti di ascoltare ciò che senti, inizi a generare quei frammenti che produrranno la tua disintegrazione’.

Ho sempre amato utilizzare le storie per conoscere meglio me stessa. E la mia mente me le propone con molta facilità. Uso, per questo, le fiabe per guidare percorsi di crescita personale. Percorsi che sostengono persone introverse che, come me, hanno una vita interiore multisfaccettata, composta da tantissime sfumature. E’ qui che l’essere introversi può rivelarsi complicato. La nostra esistenza è così colma di queste sfumature che, talvolta, ci portano al punto da chiuderci, in un mondo isolato, dove viviamo noi con le nostre fantasie.

Grazie alle storie, ho imparato a comunicare. E questo mi aiuta a vivere meglio, ad intrecciare relazioni più efficaci, a tendere la mia mano verso gli altri. Anche se, istintivamente, mi resta più facile rimanere nel mio spazio interiore.

In un mondo orientato alla produzione, al fare, all’attività, essere introversi assume un’accezione negativa. Eppure essere introversi, che diventa una disfunzione nel mondo dell’avere, è decisamente una ricchezza nel mondo dell’essere.

Siamo, forse, poco abituati a cogliere questa sfumatura. Eppure il mondo interiore appartiene a tutti noi. Forse, è arrivato il momento di difendere ancora più strenuamente, le meravigliose immagini, fantasie, ispirazioni che provengono dalla profondità più intima delle persone.

La diffidenza con la quale l’estroverso guarda al mondo interiore, è pari a quella con la quale l’introverso guarda al mondo esteriore.

Carl Gustav Jung

Proviamo a rallentare ancora. A concederci una vita che si anima di quella vibrazione elevata della coscienza, che utilizza l’immaginazione per cambiare un po’ il nostro mondo esteriore.

essere introversi e mondo interiore

La morte di Acquaragia produce benessere ecologico, interiore ed esteriore quando lasciamo vibrare l’essenza e ne condividiamo il piacere, l’esperienza e il potere.

Ciao da Manuela!

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