respiro

Come Il Respiro Consapevole Può Alleggerirti La Vita

di Manuela Ambrosini

Attraverso il respiro possiamo tirare fuori le nostre emozioni e riceviamo l’opportunità di conoscere ancora meglio noi stessi.

La vita non si misura attraverso i respiri che facciamo, ma attraverso i momenti che ci lasciano senza respiro.

Maya Anghelu

Con queste parole, Maya, che era di certo una donna che conosceva la vita, ci sta dicendo molte cose in cui possiamo identificarci. Il bisogno umano di vivere emozioni intense, la bellezza di osare oltre la zona di comfort per accarezzare aspetti dell’esistenza che resterebbero privi di accenti, se non sapessimo come fare quel passo che apre allo stupore.

Per noi, che pratichiamo tecniche di respiro, tracciare un lorem ipsum adeguato è come leggere dal testo sacro della vita. Infatti, respirare è vita, non è vero?

Lo facciamo fin dal primo istante fuori dalla pancia della mamma. E ce lo portiamo dietro fino al termine. Per questo sul respiro sono state scritte poesie, canzoni, libri e ci sono molte discipline che basano i loro migliori insegnamenti sul respiro.

respiro consapevole

Personalmente ho iniziato a interessarmi al respiro quando ho letto il libro di Patrick Drouot, ‘I miei viaggi nel tempo‘. Ho scoperto che esisteva una tecnica chiamata ‘rinascita in acqua’. Era estremamente affascinante, per me, apprendere che esisteva una disciplina per ‘riviverel’esperienza della nascita, attraverso un training . Così affascinante che, la sincronicità che mise sulla mia strada Lara, non fece che confermare che potevo provare anche io!

Lara, arriva a casa mia attraverso un sito che qualcuno conoscerà, Couch Surf, che permette alle persone di ospitare a casa loro altre persone. Mi scrive da Bologna. Arriva a Roma da me, subito simpatica. Intavoliamo una conversazione interessante. Lei frequenta un percorso di crescita personale di cui è entusiasta e mi racconta che impara una tecnica di respiro molto efficace per tirare fuori le emozioni che ristagnano. ‘Casualmente’ le dico di questo libro che sto leggendo e che parla de ‘la rinascita in acqua’. Lei sorpresa, non meno di me, dice: – nel mio percorso faremo la rinascita in acqua!

Il respiro in acqua è un’esperienza che possiamo vivere solo dopo aver respirato, come si dice, ‘a secco’, cioè a terra, sdraiato e con qualcuno che spiega come fare e assiste all’esperienza. Perché quello che si muove dentro di noi con questa potente tecnica va accolto da esperti del settore.

respiro
Opera di Salvatore Sardisco, 1970, cm 32.5×46, carboncino su carta

Infatti, come in tutti i casi, quando le emozioni si liberano, dal corpo fisico, dalla mente e dal cuore noi entriamo davvero in una dimensione di viaggio. È il viaggio all’interno di ricordi, dei pensieri nascosti che vengono a galla. Immagini e reazioni del corpo come il freddo, il caldo, vibrazioni spontanee, rigidità degli arti e tanto altro che avviene perché noi siamo abituati a respirare. Ma non abituati ad approfondire i nostri respiri. E quando lo facciamo, per un certo tempo, con questa tecnica, ad un ritmo accelerato che espande, possiamo vivere una notevole esperienza che include molti diversi passaggi.

Per il resto, se siamo alla ricerca di un modo per tirare fuori qualcosa che è compresso dallo stress, dagli eventi, dalle esperienze, ancora non pienamente elaborate, questa è una tecnica davvero efficace. Come per ogni tecnica, occorre conoscere i propri limiti individuali. E questo lo diciamo sempre: ognuno di noi è diverso ed è diverso in ogni momento della vita. Perciò ciascuno può regolare l’intensità della propria esperienza di respiro, entrando con la propria personale gradualità nell’esercizio.

Come l’affrontare la vita da adulti è andare via, in modo pacifico, dalla famiglia di origine, l’esperienza del respiro è un tornare a casa. A contatto con l’incredibile sensazione che quell’esperienza la conosci da sempre, perché fa parte di un patrimonio collettivo. Eppure, è qualcosa che avevi dimenticato di vivere in modo pieno.

respiro, prana

L’aria che respiriamo corrisponde al ‘prana’, l’energia sottile che viene spiegata nella disciplina dello Yoga. Il principio vitale che permea ogni cosa e che determina la qualità stessa dell’essenza della vita. Il prana entra ed esce in un processo di scambio continuo con noi, in noi e diventiamo il corpo fisico che è composto anche di ciò che entra ed esce dai nostri polmoni. Quanto mai attuale questo tema!

In astrologia il pianeta che, possiamo dire, rappresenta il respiro, è Venere. Pianeta d’aria che si collega al respiro nel senso di scambio relazionale. Quello che introduciamo con l’aria dentro di noi è una manifestazione di quello che viviamo quando entriamo nel contatto di scambio con l’altro. Allora vediamo un ‘petto bloccato’ che dice: dallo stomaco in su non mi permetto di scambiare e ci dice tanto di noi il modo in cui respiriamo.

Quindi attraverso il respiro abbiamo anche l’opportunità di conoscere ancora meglio noi stessi.

Per me l’esperienza del respiro circolare è stata soprattutto la grande opportunità di tirare fuori le emozioni. Da brava Plutoniana – si chiama così in astrologia una individualità che ha caratteristiche che sono vicine al simbolo di Plutone, al segno dello Scorpione – ho imparato da piccola a nascondere benissimo quello che sento.

respiro consapevole

Questo può avere dei vantaggi quando è necessario quel sangue freddo che aiuta nelle situazioni di rischio o di pericolo. Ma diventa superfluo, se non deleterio, in altri momenti della vita, quando stiamo soffrendo, per esempio. E non riusciamo a far uscire le lacrime, quando siamo arrabbiati o delusi. Insomma, tutte le volte che qualcosa di forte si sta muovendo dentro, ma non possiamo, per mille motivi, lasciarci andare e sfogarlo. Sono momenti che vanno considerati come fonti di stress e devono trovare collocazione.

Le serate di respiro o gli incontri nel finesettimana dedicati alla tecnica, sono un toccasana di libertà quando abbiamo bisogno di allentare la compressione emotiva, mentale o materiale. Appena sarà possibile riprenderò con le serate di respiro in presenza.

Sarà, speriamo per l’estate, magari all’aperto. Abbiamo molto bisogno di entrare in contatto con quello che stiamo accumulando in questi tempi di grande sfida.

Saluti da Manuela!

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