Il Chewingum Diventa Scultura Nelle Opere Di Maurizio Savini

di Tommaso Baldi

Opere d’arte che suscitano stupore per il colore e per il materiale con cui sono realizzate: la gomma da masticare.

La cosa più interessante per me era il colore, ho sempre pensato che il rosa fosse un colore del tutto artificiale. Il rosa è di plastica. Andavo alla ricerca di questo, ma non è stato semplice approdare alla gomma da masticare, il chewingum. Poi, come un trovatore, sono incappato nell’applicazione senza cercarla. L’ho trovata casualmente nella spazzatura: cinque scatole di gomme scadute gettate dal tabaccaio sotto casa.

(Intervista di Maurizio Savini ad Inside Art)

Nato a Roma, dove vive e lavora, Maurizio Savini si è laureato in storia dell’arte e dello spettacolo dopo aver interrotto gli studi in architettura. Deve la sua notorietà alle sculture morbide e fruttate, realizzate con il chewingum. Le sue sculture, difatti, sono realizzate utilizzando la gomma da masticare, nel colore più pop che possa esistere: il rosa Big Bubble. Il panna e fragola diventa, nelle sue mani, un mezzo che permette all’’artista un’’analisi attenta su aspetti di interesse universale, quali ad esempio la geopolitica e la psicologia umana.

Come detto, il gusto pop nelle opere di Savini è sottolineato, non solo dal consumo estenuante dell’oggetto chewingum, ma soprattutto da questo colore rosa-rosso, persuasivo e tuttavia fuorviante, applicato industrialmente dagli anni ’60 alle etichette dei prodotti di consumo di massa. Pensiamo al rosso della Coca Cola e alla sua decostruzione attuata, in chiave Pop-Art da Andy Warhol.

Le sculture di chewingum di Maurizio Savini

La tecnica, l’inventiva e il lavoro di assemblamento maniacale è, di sicuro, l’aspetto più interessante della produzione di Savini. Ma la caratteristica più attraente, almeno per me, rimane l’impatto finale dell’opera, che appare così strettamente legata ai sensi (grazie alla forza con cui colpiscono la vista, oltre che l’olfatto) da relegare ad un secondo piano l’idea poetica, o il suo significato, o messaggio che sia.

Lo spettatore prima viene colpito dalla sopresa per il colore e il profumo fruttato che pervade l’ambiente, poi, solamente, in un secondo momento, passa a domande prettamente pratiche come: ‘Come è stato realizzato?’, ‘E’ fatto davvero con gomme da masticare?!’, ‘Come stanno insieme? E’ un blocco unico?’.

Per soddisfare queste curiosità, Savini ha spiegato, in più occasioni, che si tratta realmente di gomme americane. Il chewingum viene, poi, rimodellato e riscolpito su supporti in fibra di vetro. La gomma viene sezionata, ad esempio in base al colore e dimensione, e scaldata con dei phon industriali che ne permettono l’assemblamento.

La valigetta di chewingum

La volontà primaria dell’artista era quella di creare, attraverso l’uso del chewingum, opere deperibili, emblema della nostra società dei consumi

Difatti, in seguito, ha, necessariamente, prestato più attenzione al concetto della conservazione. Questo cambio di direzione, ha spinto Savini ad assoldare un chimico che, partito dall’analisi in laboratorio dei costituenti del chewingum, ha elaborato per lui dei fissativi utili a mantenere intatti nel tempo, questi lavori certosini. Un tema, quello della conservazione dell’arte contemporanea, attuale piu’ che mai, si pensi agli animali di Damien Hirst o alla tassidermia di Maurizio Cattelan.

Dal punto di vista contenutistico, Savini sonda le relazioni fra l’’essere umano e ciò che lo circonda, i paradossi tra simboli e culture, tra natura e interpretazione data dagli uomini, attraverso un’’estetica ipermoderna fatta di oggetti e simulacri monocromatici, al fine di sostenere e costruire una serie di istantanee dell’’identità contemporanea. Un’arte, la sua, colta e impegnata, che fa i conti con la leggerezza dell’’infanzia, attraverso un materiale dolce e sorprendente, effimero e deperibile, come la realtà in cui viviamo.

Insomma, un esaltazione della sorpresa. Sorpresa per il rosa, sorpresa per il chewingum, sorpresa per le capacità realizzative.

Basta davvero uno breve sguardo per rimanerne stupiti! Non è questo il vero senso dell’arte?

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2 commenti

2 commenti

maurizio savini 19 Luglio 2016 - 13:33

Grazie Tommaso B un buo articolo complimenti maurizio Savini

Risposta
Tommaso B. 19 Luglio 2016 - 15:31

Salve Maurizio, che piacere!
Ti ringrazio molto del tuo commento, sono molto felice!

Tommaso Baldi

Risposta

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