Carlo Linneo

Carlo Linneo, Il Principe Dei Botanici Che Fu “Secondo Adamo”

di Stefano Fortini

Vita di Carlo Linneo conosciuto come principe dei botanici, padre della tassonomia e ideatore della nomenclatura binomiale.

Il 23 maggio del 1707 nasceva a Råshult, un piccolo villaggio nel sud della Svezia, Carl Nilsson Linnaeus, noto in Italia come Carlo Linneo o come Carl von Linné dopo che il re Adolfo Federico di Svezia gli ebbe conferito il titolo di barone.

Linneo è considerato il padre della tassonomia. Ovvero la disciplina che si occupa della classificazione e della nomenclatura degli organismi viventi. E uno dei più grandi naturalisti della storia.

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Carl nacque in una famiglia contadina e crebbe in un ambiente rurale. Il padre Nils era molto interessato alla botanica e trasmise la sua passione al figlio, il quale, già all’età di cinque anni, aveva il suo pezzetto di giardino da curare.

Ai tempi della scuola Carl continuò a mostrare interesse per il mondo delle piante. E il suo insegnante di scienze, Johann Rothman, convinse la famiglia a fargli frequentare la facoltà di medicina a Lund. All’epoca non esisteva infatti una facoltà di scienze naturali e l’unico modo per studiare le piante (ed in particolare i loro impieghi farmacologici) passava per medicina.

Carlo Linneo

Nel 1727 Carl si iscrisse alla facoltà di medicina di Lund e l’anno successivo, sempre su consiglio di Rothman, si trasferì all’università di Uppsala, dove insegnavano migliori professori e la biblioteca era più fornita.

Tuttavia i mezzi economici di Linneo erano limitati. E il ragazzo avrebbe probabilmente dovuto abbandonare gli studi se non avesse ricevuto qualche tipo di supporto. Quando il suo professore di botanica, Olof Rudbeck il Giovane (così chiamato per distinguerlo dal padre, Olof Rudbeck il Vecchio, anch’egli botanico) seppe dei problemi finanziari di Linneo gli offrì ospitalità nella sua casa. In cambio Carl avrebbe dovuto occuparsi della formazione dei tre figli di Olof.

In seguito Linneo omaggerà il suo professore dando il nome “Rudbeckia” ad un genere di piante ornamentali.

Nel 1732 Linneo effettuò la prima spedizione botanica importante, in Lapponia. Le osservazioni effettuate in questo viaggio saranno la base di una delle sue opere più importanti, “Flora Lapponica” (1737). Qui Linneo mise in pratica, per la prima volta, le sue idee sulla classificazione e la nomenclatura dei viventi. In “Flora Lapponica” vengono registrate, classificate e descritte 534 specie di piante.

Alla spedizione in Lapponia sono ispirati diversi ritratti del naturalista in abiti tradizionali del popolo sami. Spesso con in mano una piccola Linnaea borealis, la pianta da lui più amata. Linneo amava a tal punto quel fiore da possedere un intero servizio da tavola decorato con la linnea.

Non fu però lui a darle il nome. Non era infatti considerato elegante che un botanico si autodedicasse il nome di una pianta. Ci pensò quindi l’olandese Johann Frederik Gronovius, uno dei maestri di Linneo nel periodo in cui questi studiò in Olanda.

Nel 1735 Linneo cominciò a lavorare a quello che sarebbe poi stato considerato il suo capolavoro: “Systema Naturae“. In quest’opera, che nel 1770 raggiungerà la tredicesima edizione e sarà composta da sei volumi, il naturalista svedese delinea le sue idee riguardo la classificazione gerarchica del mondo naturale. E, per questo, individua tre grandi categorie: il regno animale, il regno vegetale e il regno minerale.

In “Systema Naturae” Linneo introduce anche quattro categorie per la classificazione delle piante e degli animali: classe, ordine, genere e specie. Ogni categoria è contenuta in quella che la precede e contiene quella che la segue. In particolare le ultime due (genere e specie) vanno a costituire la nomenclatura binomiale:

…un insieme di convenzioni tuttora adottate secondo le quali ogni pianta ed ogni animale sono indicati mediante una coppia di nomi latini dei quali il primo indica il genere e il secondo la specie.

Classificazione

Secondo la nomenclatura binomiale, ad esempio, il gatto domestico è chiamato “Felis catus“. E la margherita comune è chiamata “Bellis perennis“. Questo sistema di nomenclatura permette anche di identificare alcune relazioni evolutive che sussistono tra i vari organismi. Due specie delle stesso genere infatti, come “Felis catus” (gatto domestico) e “Felis silvestris” (gatto selvatico), sono strettamente imparentate tra loro, più di quanto lo siano con specie appartenenti ad altri generi, come “Panthera tigris” (tigre) o “Lynx rufus” (lince rossa).

È probabile che questa innovazione debba molto a un tratto particolare della personalità di Linneo: la sua ossessione per le liste. Da bambino, infatti, aveva stilato l’elenco dei suoi giocattoli. E in seguito aveva redatto liste dei colleghi universitari, dei botanici conosciuti e delle sue mucche. Oggi probabilmente lo si direbbe affetto da una lieve forma di autismo.

Grazie a “Systema Naturae”, e ad altre opere, Linneo è considerato il padre della moderna classificazione scientifica. Nel corso della sua vita ha classificato in tutto 36.441 specie, creando quindi altrettanti binomi.

Per questo strordinario contributo Linneo si è guadagnato il soprannome di “secondo Adamo“, in riferimento al passo della Genesi, in cui Dio invita Adamo ad imporre i nomi agli animali da lui creati.

La mania per la classificazione lo portò ad utilizzare la nomenclatura binomiale persino con la moglie, Sara Elisabeth Moraea, che chiamò “Lilium monandros“, ovvero “giglio monandro“. Il termine “monandro”, in botanica, indica un fiore che ha un solo stame (l’organo riproduttivo maschile delle piante).

Linnaea borealis

Nel 1761 il re Adolfo Federico di Svezia gli conferì il titolo nobiliare di barone e Linneo convertì il suo nome in Carl von Linné.

Poi nel 1774 Linneo ebbe una serie di leggeri infarti, dopo i quali perse parte delle capacità motorie. Infine nel dicembre del 1777 un altro infarto lo indebolì molto e il 10 gennaio del 1778 il grande naturalista morì nella sua casa di Uppsala, oggi divenuta un museo.

La sua tomba si trova nella cattedrale di Uppsala, con l’iscrizione “Botanicorum principi“, ovvero “principe dei botanici”.

Bibliografia:

Patrizia Martellini, Il principe dei botanici, Linx, 2012; Luca Zucchi, Lo specchio in frantumi: Linneo e la storia della rappresentazione botanica, Annali dell’Università di Ferrara, 2001; Abaya Prasad Das, The father of taxonomy: Carl Von Linné, Ruby Das, 2018.

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