Adorazione dei Magi e la Cometa di Halley

L’ Adorazione Dei Magi Di Giotto E La Cometa Di Halley

di Stefano Fortini

La scena dell’adorazione dei Magi ha numerose rappresentazioni nella storia dell’arte. La più famosa è quella di Giotto che, in verità, nasconde anche dettagli molto particolari.

Nella tradizione cristiana il 6 gennaio si celebra l’Epifania, ovvero la manifestazione di Gesù all’umanità, rappresentata tramite la visita dei Magi a Gesù Bambino.

La scena dell’Adorazione dei Magi è stata rappresentata da numerosi artisti. Tra questi ci sono Masaccio, Andrea Mantegna e Sandro Botticelli. Anche se l’opera più famosa è probabilmente l’affresco realizzato da Giotto tra il 1303 e il 1305.

L’affresco del celebre pittore fiorentino fa parte di un ciclo pittorico basato sui Vangeli ed altre fonti quali la Legenda Aurea di Jacopo da Varazze. Ed è di grandissimo interesse sia per la storia dell’arte ma anche per l’astronomia.

In esso, infatti, si ritiene sia rappresentata la cometa di Halley (il cui nome ufficiale è 1P/Halley). Proprio come il pittore la osservò, in occasione del passaggio avvenuto nel 1301, ovvero in un’epoca molto lontana dall’avvento della moderna fotografia astronomica.

Cometa di Halley in una foto del 1986 (International Halley Watch)

Nel Vangelo di Matteo non si parla di una cometa ma di una stella. Queste sono le parole: “Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia” (Matteo, 2,9-10).

Stelle e comete (talvolta erroneamente identificate come “stelle comete“) sono corpi celesti estremamente diversi per dimensioni e composizione chimico-fisica.

Una stella è una grande massa gassosa composta prevalentemente da idrogeno e elio. La quale emette luce (o, più in generale, radiazione elettromagnetica) grazie alle reazioni nucleari che avvengono al suo interno.

Le dimensioni delle stelle hanno una grande variabilità. Il Sole (una stella di medie dimensioni) ha un diametro di circa 1,4 milioni di chilometri mentre UY Scuti della costellazione dello Scudo, la stella più grande conosciuta, ha un diametro stimato di oltre 2 miliardi di chilometri.

Le comete, invece, sono oggetti molto più piccoli. Per esempio 1P/Halley ha un raggio medio di circa 11 chilometri. Hanno una tipica struttura composta da un nucleo, una chioma e una coda. E sono costituite prevalentemente da ghiacci (un modello proposto intorno al 1950 da Fred Whipple prende il nome di “palla di neve sporca“).

Prima foto della Cometa di Halley, 29 maggio 1910

Inoltre, mentre le stelle brillano di luce propria, le comete non fanno altro che riflettere e diffondere la luce solare.

Tuttavia, ai tempi di Giotto, non era possibile effettuare queste distinzioni ed è probabile che sia stato proprio l’affresco del grande pittore a diffondere l’identificazione della stella di Betlemme con una cometa.

Giotto è considerato il primo pittore moderno ed uno dei più grandi pittori della storia. Principalmente per l’attenzione alla resa naturalistica delle sue appresentazioni, in particolare delle figure umane,

Nella sua “Adorazione dei Magi“, il maestro fiorentino raffigura l’episodio al di sotto di una tettoia (segno di provvisorietà). Maria, con Giuseppe al suo fianco, offre il bambino al più anziano dei Magi, il quale bacia i suoi piedini, mentre un angelo sulla destra regge il dono che aveva recato con sé (una coppa d’oro). Sulla sinistra, gli altri due Magi si apprestano a presentare i loro doni mentre dietro di loro si possono notare due cammelli (o dromedari) tenuti da due inservienti.

Giotto di Bondone, Adorazione dei Magi nel ciclo delle Storie di Cristo, Cappella degli Scrovegni, Padova

Uno dei dettagli più affascinanti del dipinto è probabilmente la cometa che si può vedere in alto. Identificata dalla storica dell’arte Roberta Olson con la cometa di Halley per la prima volta in un articolo del 1979.

Il passaggio di una cometa, visibile nei cieli europei nel 1301, è stato riferito da numerosi cronisti dell’epoca, tra cui lo storico fiorentino Giovanni Villani, che descrive un oggetto “con grandi raggi di fumo dietro“.

La cometa ha ricevuto il nome attuale in quanto l’astronomo inglese Edmond Halley (1656-1742) fu il primo a studiarla scientificamente. Halley notò infatti che la cometa osservata nel 1682 aveva caratteristiche simili a quelle descritte da Keplero nel 1607 e da Pietro Apiano nel 1531, e ipotizzò che si trattasse dello stesso oggetto e che questo passasse nelle vicinanze del Sole ogni 76 anni circa.

Edmond Halley in un ritratto di Richard Philips

L’astronomo inglese predisse il ritorno della cometa per la fine del 1758 o l’inizio del 1759. Aveva ragione, anche se morì senza averne la conferma. La cometa fu infatti osservata la notte di Natale (singolare coincidenza) del 1758 dall’astronomo tedesco Johann Georg Palitzsch.

Questo risultato, unitamente ai calcoli delle perturbazioni dell’orbita della cometa dovuta ai pianeti, permise di individuare le precedenti apparizioni della cometa nella documentazione storica, tra cui quella di Villani nel 1301. Poco prima che Giotto cominciasse a dipingere la cappella degli Scrovegni a Padova, dove si trova l’affresco.

Lo spettacolo celeste deve aver colpito enormemente l’immaginazione del pittore che pochi anni dopo ha scelto di raffigurare la stella di Betlemme con le sembianze della cometa che aveva osservato ad occhio nudo.

Nel 1985 l’Agenzia Spaziale Europea ha progettato una missione con lo scopo di raggiungere e studiare la cometa di Halley, in previsione del suo passaggio in prossimità della Terra l’anno seguente. La sonda, lanciata il 2 luglio del 1985 da Kourou, nella Guyana francese, è stata chiamata Giotto, in onore del grande pittore che la raffigurò quasi settecento anni prima. La missione ha permesso di rivelare la struttura ellissoidale del nucleo della cometa e di misurarne le dimensioni, ovvero circa 16 ⨉ 8.2 ⨉ 8.4 km.

E così, a proposito di Giotto, il cerchio si è chiuso.

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Bibliografia:

Roberta J. M. Olson, Jay M. Pasachoff, New information on comet P/Halley as depicted by Giotto di Bondone and other Western artists, Astronomy and Astrophysics, 1987;

Vincenzo Orofino, I corpi minori del Sistema Solare: comete e oggetti transnettuniani, Dispense del corso di Planetologia, 2011;

Chiara Pirovano, Cappella degli Scrovegni: l’adorazione dei Magi di Giotto, Caritas Ticino, 2017.

Ciao da Stefano!

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