rifiuti

3 Semplici Consigli Per Limitare i Rifiuti

di Tommaso Baldi

I rifiuti, e il loro smaltimento, stanno diventando una vera piaga. Quindi abbiamo bisogno di qualche consiglio per limitarli.

Viviamo in un mondo che ogni giorno deve vedersela con un grande nemico, che noi stessi continuiamo a produrre: i rifiuti.

Soprattutto quelli di plastica. Ogni anno ne finiscono in mare quasi 8 milioni di tonnellate. E andando avanti di questo passo finiremo per avere in mare più plastica che pesci.

Prodotto prodigioso la spazzatura: basta non fare nulla e si riproduce da sé.

Pino Caruso

Per salvare il pianeta, bisogna innanzitutto applicare la regola dell’economia circolare, sintetizzabile nelle 4R: riduci, riutilizza, ricicla e recupera.

Quindi la priorità sarà meno rifiuti, più risorse. Ecco qua tre fondamentali consigli per limitare la produzione, l’accumulazione e lo smaltimento oneroso dei rifiuti.

guida rifiuti

PRIMO CONSIGLIO

Scegliamo prodotti più leggeri e impariamo a leggere le etichette.

L’impatto ambientale del packaging (termine inglese che sta per confezione o imballaggio) è un elemento di inquinamento importante. Ogni italiano produce circa 497 kg di rifiuti l’anno, con un costo medio di circa 300 euro a famiglia per i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti sul proprio territorio.

Circa il 35% di questi rifiuti è costituito da imballaggi. Acquistando, invece, prodotti con meno packaging, otterremo sia un vantaggio personale, spesso anche in termini di risparmio, oltre che di minore quantità di rifiuti prodotti, sia un vantaggio per la collettività.

Il risparmio stimato in un anno è di circa 20 euro e 168 kg do CO2 equivalente.

LE ETICHETTE PARLANO

Quando il contenuto è finito, il contenitore dove lo metto?

Rispetto agli imballaggi, le etichette riportano tre informazioni fondamentali per lo smaltimento.

  1. la sigla identificativa del materiale (con abbreviazione e codice alfanumerico).
  2. Che cosa è?” descrive la tipologia di imballaggio e il materiale. In caso di poliaccoppiati, indica il materiale prevalente.
  3. Dove va?” identifica il canale di smaltimento, ma deve essere indicata la filiera specifica riciclabilità tecnica del materiale.

rifiuti - packaging sostenibile

SECONDO CONSIGLIO

Meno plastica in bottiglia, beviamo l’acqua del rubinetto

L’Italia è il primo Paese europeo per consumo di acque in bottiglia (circa 206 litri pro capite all’anno) e terzo al mondo dopo Messico e Thailandia. Eppure l’acqua delle nostre abitazioni è potabile e sicura. Fatta eccezione per la rete idrica di determinati ambienti, vecchi e rovinati, che potrebbero avere bisogno di interventi di manutenzione.

Bere l’acqua di casa e promuovere l’utilizzo di acqua di rubinetto in brocca, anche nelle attività ristorative significa fare un bel gesto. Un gesto concreto verso la tutela delle nostre risorse naturali.

A proposito……

Per contribuire a salvare l’ambiente favorendo la scelta di acqua del rubinetto, o depurata, o proveniente da altre fonti, sarà necessario incentivare ed aderire a progetti volti a far conoscere le caratteristiche dell’acqua del rubinetto e promuoverne l’utilizzo al posto dell’acqua in bottiglia.

Riducendo il consumo di 1 litro di acqua in bottiglia al giorno avremo un risparmio annuo stimato di circa 110 euro e circa 45 kg do CO2 equivalente.

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10 Consigli Sostenibili Per Il Nostro Quotidiano

TERZO CONSIGLIO

Viva le buste riutilizzabili, portiamoci la sporta da casa.

Da gennaio 2012 non sono più in commercio i sacchetti di plastica monouso. Nel 2017 gli italiani ne consumavano 150 a testa, per un totale di 9 miliardi di sacchetti all’anno, spesso utilizzati solo per pochi minuti.

sacchetti di plastica

A partire dal momento del divieto, i sacchetti di plastica sono, quindi, stati sostituiti dalla sporta della spesa in tela. Oppure dai sacchetti di carta, o in bio-plastica “compostabile” (realizzati con materiale compostabile e in parte da fonti rinnovabili).

I sacchetti che sono davvero “bio” riportano in piccolo il marchio della norma “UNI-EN 13432”, in quanto compostabili, sono di derivazione vegetale e si possono usare per la raccolta differenziata dei rifiuti alimentari.

Il risparmio stimato in un anno, per un consumatore medio che usava 300 shopper all’anno ed è passato a 3 borse riutilizzabili, è di circa 45 euro e 12 kg do CO2 equivalente.


         

Ciao da Tommaso!

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