17 Cose Che Non Avete Mai Sentito Su David Lynch

di Tommaso Baldi

David Lynch è uno dei registi più importanti della scena cinematografica degli ultimi 40 anni. Affascinanti i suoi film, affascinante la sua vita.

Non sapete chi è David Lynch?

Ha ricevuto 3 nominations al Premio Oscar per la regia (per The Elephant Man, Velluto blu e Mulholland Drive). Niente?

Palma d’oro al Festival di Cannes 1990 per Cuore selvaggio, il Prix de la mise en scène a quello del 2001 con Mulholland Drive e il Leone d’oro alla carriera durante la 63ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Non basta?

David Lynch

Regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, pittore, musicista, compositore, attore, montatore, scenografo e scrittore. The Guardian lo ha descritto come “il regista più importante di quest’epoca”, mentre AllMovie l’ha definito “l’uomo del Rinascimento del cinema moderno americano”. Ancora niente?

Twin Peaks? Laura Palmer? Ecco. Lui.

Le idee arrivano nei modi più impensati, basta tenere gli occhi aperti.

David Lynch

Un genio.

Maestro del cinema surrealista e del subconscio, creatore di film cult indimenticabili, che qualsiasi giovane creativo, rispettoso del proprio valore, dovrebbe aver visto. E dato che la sua vita è strana e meravigliosa, come i suoi film, ecco una lista di 17 cose che non avete mai saputo su David Lynch.

1 – AVREBBE POTUTO DIRIGERE STAR WARS

In una galassia lontana, lontana… fine anni ’70, precisamente nel 1977, Lynch debuttò alla regia con Eraserhead, film allucinato e grottesco. George Lucas vide Eraserhead e, subito, chiamò Lynch, per dirigere l’epica conclusione della sua saga spaziale, Return of the Jedi. David, essendo David, rifiutò l’offerta, dicendo: “Dovresti dirigerlo tu, è la tua cosa, non è la mia cosa”. E proseguì nel dirigere Dune, altro capolavoro (da lui, però, considerato un fallimento). Ma immaginate se non l’avesse fatto?!

2 – HA SEMPRE AVUTO UN’AFFINITA’ CON L’ ARTE

Il lavoro di Lynch ha sempre avuto un legame indissolubile con l’arte, e la pittura in particolare. Da giovane ha sempre approfondito lo studio dei maestri della pittura. E, mentre trovava la sua vocazione nel mondo del cinema, la sua formazione artistica ha contribuito a dare forma a quelle che sarebbero diventate poi le sue indimenticabili realizzazioni cinematografiche. Senza questa sensibilità pittorica, le scene, i colori e le inquadrature, create da Lynch, non sarebbero le stesse che hanno portato il regista a un tale successo. Rene Magritte, Edward Hopper, Arnold Böcklin e il maestro dell’horror-psyco Francis Bacon, sono gli artisti che hanno influenzato i lavori di Lynch. Ha, poi, usato le opere di Bacon come ispirazione, per creare l’ambiente disorientante della Red Room nella serie Twin Peaks. Invece, splendidi omaggi del regista ai suoi pittori preferiti, si trovano, oltre nell’ultima stagione di Twin Peaks, in Eraserhead e Velluto blu.

3 – NON DISDEGNA DI FARE ANCHE L’ATTORE

Ha scritto il personaggio di Gordon Cole (I segreti di Twin Peaks) pensando proprio a se stesso. E infatti alla fine lo ha interpretato.

4 – E’ DISCENDENTE DI UN RE VICHINGO

Il padre del regista aveva origini scozzesi, irlandesi e inglesi, e discendeva da Rollo, re vichingo.

David Lynch

5 – NON AMA DIVIDERE I DVD DEI SUOI FILM IN CAPITOLI

Lynch non permette mai che DVD e Blu-Ray dei suoi film vengano divisi in capitoli. Questo perché è convinto che i film vadano visti dall’inizio alla fine senza interruzioni. Allo stesso modo, non registra mai commenti audio per i suoi film, perché sostiene che debbano parlare da soli. Ad esempio, si è sempre rifiutato di spiegare il senso di Eraserhead.

6 – CI MISE 5 ANNI A GIRARE IL SUO PRIMO FILM

Eraserhead richiese cinque anni di riprese. Periodo ricco di eventi strani e misteriosi. Il protagonista Jack Nance, poi visto in Twin Peaks (e morto assassinato misteriosamente nel 1996), richiese solo di avere “una stanza e una sedia” per tutti i cinque anni, e mantenne lo stesso taglio di capelli arruffato per tutto il tempo. Inoltre, durante la lavorazione, il direttore della fotografia Herbert Cardwell morì nel sonno, e Lynch fu costretto a rimpiazzarlo.

7 – PROGETTA E COSTRUISCE SPESSO IL MOBILIO DEI SUOI FILM

Lynch non si è mai limitato a dirigere, ma spesso ha dato un’impronta più estesa ai suoi film, dal sound design alla fotografia. A volte, come in Strade perdute, ha persino progettato e costruito personalmente i mobili che si vedono nei set dei suoi film.

8 – DA MOLTI ANNI PRATICA LA MEDITAZIONE TRASCENDENTALE

Pratica meditazione trascendentale per venti minuti al giorno dal 1973. Nel 2002 pagò addirittura 1 milione di dollari per studiare meditazione in Olanda, con il leggendario Maharishi Mahesh Yogi. Inoltre, ha dato vita alla David Lynch Foundation For Consciousness-Based Education and Peace per raccogliere fondi per la diffusione della Meditazione Trascendentale.

9 – E’ UN GRANDE AMANTE DEL CAFFE’

Essendo un grande bevitore di caffè, ha addirittura la sua marca personale, una linea di speciali miscele biologiche, chiamato “David Lynch Signature Cup”. Inoltre, parlando di stranezze, eccovi uno di quei casi che non potete perdervi: la pubblicità giapponese di Georgia Coffee, un caffè freddo in lattina, prodotto da un brand, che ha avuto la brillante idea di coinvolgere David Lynch in persona, e chiedergli di dirigere una serie di mini-spot come se fossero episodi di Twin Peaks. Con tanto di agente Cooper e signora Ceppo.

10 – E’ UN INCONSAPEVOLE ICONA SARTORIALE

Non si è mai visto senza la maglietta abbottonata fino in cima. Così Lynch è riuscito a ritagliarsi un look iconico per se stesso, senza nemmeno tentare di farlo. Quando gli è stato chiesto perché non ha mai lasciato aperto il suo bottone in alto, ha risposto dicendo che lo avrebbe fatto sentire vulnerabile.

11 – FAMOSA LA SUA RELAZIONE CON ISABELLA ROSSELLINI

L’attrice, che avrebbe poi interpretato Velluto blu, gli fu presentata da un amico. Colpito dalla sua bellezza europea, Lynch le disse: “Potresti essere la figlia di Ingrid Bergman”. E il suo amico: “Idiota, lei è la figlia di Ingrid Bergman!”.

David Lynch & Isabella Rossellini by Helmut Newton

12 – E’ STATO INFLUENZATO DA GRANDI REGISTI

I registi che lo hanno influenzato di più sono: Luis Buñuel, Werner Herzog, Federico Fellini, Ingmar Bergman, Stanley Kubrick e Roman Polanski. Alcuni dei suoi film preferiti sono: 8 1/2 (1963), La Strada (1954), Viale del tramonto (1950), L’appartamento (1960), Lolita (1962), Persona (1966), L’ora del lupo (1968), Le vacanze di Monsieur Hulot (1953), La finestra sul cortile (1954), La donna che visse due volte (1958), La ballata di Stroszek (1977) e Il mago di Oz (1939).

13 – ‘THE ELEPHANT MAN’ FECE LA STORIA DEGLI OSCAR

Nonostante lo straordinario trucco indossato da John Hurt sul set di The elephant man, il film non ricevette alcun Oscar. Questo perché la categoria del Miglior Trucco non esisteva. Le proteste per l’esclusione del film, costrinsero l’Academy a creare la categoria l’anno seguente.

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14 – PRIMA DI ‘THE ELEPHANT MAN’, COSTRUIVA TETTI

Mel Brooks, produttore di The elephant man, gli propose la regia dopo aver visto Eraserhead. Lynch all’epoca faceva l’operaio e costruiva tetti. Mel Brooks lo definì il “Jimmy Stewart venuto da Marte”, tanto l’aveva colpito la sua vena surrealista.

15 – LO ISPIRANO LE COSE PIU’ STRANE ED INSPIEGABILI

Per esempio, parlando di Strade Perdute, la prima scena del film fu ispirata da un evento che accadde a Lynch, una mattina. Il suo citofono squillò, e all’altro capo una voce disse: “Dick Laurant è morto”. Lynch guardò fuori dalla finestra ma non vide nessuno. A chi mai poteva succedere una cosa così, se non a David Lynch?

Una storia vera, David Lynch

16 – AMA LE SFIDE, IL CASO DI ‘UNA STORIA VERA’

Descritto come un “film, che da un punto di vista esteriore appare come un ribaltamento del cinema di Lynch”, mentre “da quello interiore diventa una sua ulteriore esaltazione”, Una storia vera, girato nel 1999, rappresenta davvero un unicum nella filmografia di Lynch. Sembra essere una sfida, un volersi cimentare in qualcosa di ugualmente profondo ma con un linguaggio filmico mai sperimentato. Il risultato? Comunque un capolavoro. Forse uno tra i cinque film più belli del regista. Una storia vera è una pura narrazione bucolica, ai limiti del dantesco, con riferimenti al grano, al cielo, ai conflitti interiori ma anche quelli bellici. E’ un film che resta nel cuore, resta impresso nella memoria e che possiede una verità sempiterna, una dote, una rarità e una bellezza che non invecchia mai.

17 – PREFERI’ TWIN PEAKS A MARILYN MONROE

Alla fine degli anni 80, il produttore televisivo Mark Frost gli suggerì un progetto sulla vita di Marilyn Monroe. Il film doveva intitolarsi The Goddess ma non si fece perché Lynch decise di realizzare la serie tv Twin Peaks. La serie originale durò solo due stagioni, ma inchiodò America ed Europa davanti al televisore, cambiando per sempre il futuro del piccolo schermo e diventando un fenomeno della cultura pop. Dopo il successo planetario di Twin Peaks, la rivista Time dedicò a Lynch la copertina.

Il successo di Twin Peaks per me resta un enigma. È un’idea astratta come un dipinto di Pollock.

David Lynch

Che regista. Che artista. Da non perdere!

Ciao da Tommaso!

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