10 Modi In Cui Lo Smartphone Ci Sta Cambiando

di Tommaso Baldi

L’uso continuativo e morboso dello smartphone ci sta cambiando. E in modi che non riusciamo ad immaginare. Qui troverete una lista di 10 modalità sorprendenti.

Nel mondo ci sono 7 miliardi di abitanti e 6 miliardi di cellulari: la tecnologia mobile è oggi più diffusa dei servizi igienici (sono senza toilette 2,4 miliardi di persone).

Un uso smodato dello smartphone ci sta cambiando. Ma soprattutto ci obbliga a chiederci…”Siamo noi che controlliamo i nostri smartphone o sono i nostri smartphone che controllano noi?“.

Gli smartphone possono diventare pericolosi, come il matrimonio, la musica e la cucina raffinata, o qualsiasi altra cosa che possa diventare un idolo da esaltare. Sono anche molto utili, come i coltelli o le lamette, o tante altre cose che possono ferire qualcuno. Eppure il matrimonio è una cosa meravigliosa, e tutti usiamo un coltello per cucinare, o una lametta per raderci ogni giorno.

Le cose sono peggiorate quando invece che col lume della ragione, abbiamo cominciato a farci strada col display dello smartphone.

Comeprincipe, Twitter

In attesa di avere una risposta esauriente alla domanda iniziale, l’unica cosa certa che dobbiamo constatare è che l’uso continuativo e morboso dello smartphone ci sta cambiando. E in modi che non riusciamo ad immaginare.

ragazzi con lo smartphone

Ecco qui una lista di 10 effetti che lo smartphone ha su noi, il nostro corpo e le nostre abitudini.

SIAMO SEMPRE PIU’ CURVI

In media trascorriamo 4,7 ore al giorno a fissare il cellulare: un’abitudine che può imprimere al tratto cervicale una pressione di 27 kg, l’equivalente del peso di un bambino di 8 anni portato sulle spalle. In un anno, si possono superare le 1400 ore di stress cervicale, che sommate al tempo che trascorriamo sui libri o davanti al pc possono comportare un rischio anche serio di lesioni alla colonna (oltre ai dolori che ormai accusiamo un po’ tutti).

SIAMO SEMPRE PIU’ MIOPI

La diffusione di dispositivi che costringono l’occhio a guardare da vicino e in condizioni di scarsa luminosità, disabituando ad abbracciare, con la vista, spazi aperti ed orizzonti lontani, sarebbe tra le cause principali dell’aumento quasi epidemico della miopia, soprattutto in alcune aree del mondo.

NE SIAMO FORTEMENTE DIPENDENTI

Lo controlliamo in modo compulsivo, in media 110 volte al giorno, 9 volte nelle ore di punta, con un picco tra le 17:00 e le 20:00. Il cervello umano è fatto per essere attratto dalle novità, e il sistema delle notifiche attivate dalle app è fatto apposta per attirare l’attenzione e indurci a controllare che cosa c’è di nuovo. La gratificazione per un messaggio particolarmente gradito attiva il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore implicato nel sistema della ricompensa (e quindi nelle dinamiche di dipendenza associate anche ad alcol e nicotina). Lo stesso fanno anche i piccoli premi elargiti da certi giochi, come Candy Crush.

smartphone ci sta cambiando

PUO’ RENDERCI FOBICI

Il 93% dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni dice di usare lo smartphone come mezzo per sfuggire alla noia, preferendolo ad attività alternative come leggere un libro, o uscire con gli amici. Usare il cellulare come passatempo è diventata un’abitudine così radicata, che esiste persino un termine per definire la sensazione di panico e ansia che deriva dal non averlo con sé: la nomofobia (da No Mobile Phobia). Il termine è un neologismo di recente introduzione, ma questa paura riguarda oltre la metà dei nativi digitali.

DISTURBA IL NOSTRO SONNO

La luce blu degli schermi di smartphone e tablet sopprime la produzione dell’ormone melatonina e interferisce di conseguenza con i ritmi circadiani, riducendo la durata del sonno profondo: i disturbi che ne derivano possono aprire la strada a diabete, cancro e obesità. Ecco perché gli esperti consigliano di evitare di usare dispositivi tecnologici a partire da 2-3 ore prima di andare a dormire.

ANNIENTA LE NOSTRE CONVERSAZIONI

La sola presenza di un cellulare sul tavolo è sufficiente a ridurre la qualità della conversazione e il livello di empatia raggiunto con l’interlocutore (soprattutto nel rapporto di coppia). L’incombere dello smartphone, anche senza che lo si tocchi, riduce il contatto visivo con l’ascoltatore e fa perdere dettagli delle sue espressioni o sul suo tono di voce. Sinceramente? Questo, tra i modi in cui lo smartphone ci sta cambiando, è quello che mi spaventa di più.

INFLUENZA NEGATIVAMENTE LA NOSTRA CAPACITA’ DI CONCENTRAZIONE

I nativi digitali sono molto più inclini al multitasking, a saltare più spesso da un’attività all’altra e a una lettura superficiale (per intenderci, “scrollare” una pagina su uno schermo è, per forza di cose, diverso da leggere quella di un libro, o di un giornale cartaceo). Questo influenza sia la nostra capacità di concentrazione, sia l’affidamento che facciamo sulla memoria. Lo span medio di attenzione umano, ossia la capacità di rimanere concentrati su un compito, senza distrarsi, è oggi di 8 secondi; nel 2000, era di 12.

smartphone ci sta cambiando
© Photo by Rami Al-zayat

CI HA RESO DISORIENTATI

La tendenza ad affidarci sempre più spesso ai sistemi gps dei cellulari ci ha resi meno inclini ad allenare il nostro senso dell’orientamento. Inoltre, chi conta soltanto sulle mappe di Google o su altri sistemi satellitari per orientarsi, fa più fatica in seguito a orientarsi nelle stesse situazioni, quando la batteria è scarica, la connessione non prende (per esempio, sui sentieri di alta montagna) e non c’è nessuna voce guida a disposizione.

HA CAMBIATO IL NOSTRO MODO DI ANDARE AL MUSEO

Riferendoci alla lettura superficiale, di cui sopra, anche la visione dell’arte è stata modificata dallo smartphone. Questo dilagare di “fotografi improvvisati” ha completamente cambiato il modo in cui si apprezza l’arte, fotografata ancor prima che osservata con attenzione. Per questo molti musei (dagli Uffizi di Firenze al MoMa, al Metropolitan Museum di New York) si sono visti costretti a proibire l’uso del selfie stick – considerato “troppo pericoloso” nei luoghi affollati, nei confronti delle persone, ma soprattutto, delle opere d’arte. Ma non gli autoscatti in sé che, nei musei che permettono foto, sono spesso considerati un importante strumento di autopromozione.

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CI HA RESO TUTTI TESTIMONI IN PRIMA PERSONA

Tra i modi in cui lo smartphone ci sta cambiando, questo ha una valenza differente. Quest’ultimo punto, sinceramente esprime un cambiamento delle nostre abitudine, ma anche un aumento delle possibilità, in senso positivo, di aiutare, condividere e coinvolgere. Tutti possiamo conoscere e possiamo fare qualcosa. Perciò non mi sento di demonizzarlo, anzi la considero una conquista. La diffusione capillare degli smartphone anche nelle aree più povere del mondo ha completamente cambiato il modo di documentare le crisi e gli episodi di violenza. Ma anche la gestione delle emergenze e la capillarità delle ricerche scientifiche. I cellulari possono funzionare come sismografi, sfruttare i social media per diffondere richieste di aiuto (basti pensare a Twitter e alla guerra in Siria), diffondere allerte meteo o informare gli scienziati sulla diffusione di malattie.

L’unica cosa che ci dissuade dallo spaccare la sveglia, è che la sveglia è il nostro smartphone.

David_isayblog, Twitter

Cerchiamo di essere consapevoli di queste cose. Così da riprendere in mano il controllo. Ed utilizzare questo perverso fantastico strumento per le sue funzioni positive e ridurre le sue influenze negative sulla nostra personalità.

Ciao da Tommaso!

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