Telefonino che scotta!


Telefonino che scotta!

Telefonino… il 90% degli 
italiani lo nasconde 
per motivi di privacy. 8 cittadini su 10 usa Pin particolarmente difficili da scoprire, per evitare eventuali invadenze.

Il rapporto cittadino/telefonino sembra essere sempre di più un rapporto di grande gelosia, sospetti e paure.

 

Uno studio effettuato dall’Eurodap, l’Associazione europea disturbi da attacchi di panico, ha evidenziato che il 90% degli italiani ha paura che qualcuno possa entrare in possesso del suo cellulare, per cui lo custodisce con molta cura. Inoltre, per evitare che familiari o amici “ci ficchino il naso”, otto cittadini su dieci hanno protetto il dispositivo con un Pin personale e difficile da individuare, correndo il rischio di dimenticarselo nei casi di emergenza!

 

Il 10% degli intervistati ha ammesso di essere molto attento a non scrivere sul cellulare qualcosa che possa compromettere i rapporti con familiari o amici. Si teme soprattutto il giudizio di genitori, coniugi, figli e coetanei. I genitori, e poi gli amici, sono la ‘minaccia’ più importante per i ragazzi fino ai 25 anni. Le persone dai 25 ai 50 temono, invece, che il telefono possa finire nelle mani di compagni o compagne, mogli o mariti. E anche gli over 60 vogliono custodire cellulare ed eventuali segreti che contiene. Soprattutto, chi li ha, teme il giudizio dei figli di fronte a scoperte strane e poco giustificabili.

 

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Il telefonino è sicuramente uno strumento positivo, ma sta, sempre di più, anche assumendo significati psicologici che vanno oltre l’abuso, la dipendenza, il finto rapporto sociale. Sta divenendo un contenitore attraverso il quale ci possiamo presentare, esprimere, comportare in modo completamente diverso da quello che normalmente mostriamo. Un sorta di ‘dark side of the moon‘.

È per questo che si cambiano spesso le password per essere sicuri che gli altri non possano accedervi.

 

In altri casi, il rapporto con il cellulare assume le sembianze della vera e propria dipendenza. Teniamo lo smartphone in tasca e viviamo una vera e propria ansia da separazione, se lo dovessimo lasciare o peggio ancora dimenticare. E non solo per il nostro rapporto di dipendenza con esso, ma anche per la paura che qualcuno riesca a penetrare nella nostra identità segreta.

 

Nel nostro piccolo, sottile, leggero telefonino risiede il nostro lato oscuro. A volte innocente e segreto, altre smisurato e compromettente.

 

LO SAPEVI CHE…

  • I termini nomophobia e smartphone-zombie indicano due tipi di dipendenza da smartphone?
  • Nomophobia deriva dall’espressione inglese “no-mobile-phone phobia” e indica la paura di restare senza il proprio telefono, perdendolo o rimanendo senza credito o batteria.
  • Smartphone-zombie, si riferisce, invece,  a quella pratica, sempre più frequente, secondo la quale, specialmente giovani e giovanissimi, si ritrovano a camminare per strada e prendere mezzi pubblici senza mai alzare lo sguardo dallo smartphone e senza prestare attenzione alla propria incolumità.

 

Quindi, il consiglio è… fate attenzione a non diventare schiavi e… tenete bene a mente le password!

 

Ciao da Tommaso!

 

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