Quella Consapevolezza Che Stiamo Tutti Perdendo Qualcosa


Quella Consapevolezza Che Stiamo Tutti Perdendo Qualcosa

Web, app, videogame contro libri, film, dischi. Chi resisterà?

Da tempo volevo scrivere un articolo su questo argomento. E lo spunto è un intervento di Giampiero Mughini riguardo alla sconcertante differenza di importanza che diamo, oggi, ad una stella del web rispetto ad un classico della letteratura.

 

Partendo dal presupposto che, chiunque abbia un pubblico, andrebbe sempre preso sul serio, la mia domanda è: “Cosa ne sarà di questo pubblico?” E poi, “Riuscirà a resistere al tempo e ai cambiamenti della società, diventando immortale come un classico della letteratura o un Ungaretti, così per fare un esempio?”

 

Dietro ai classici, ci sono storie, dolori, vite, che ne alimentano la bellezza e li hanno resi immortali.  Provate a pensare ad Ungaretti, che fu dichiarato ‘inadatto al comando’ e si fece tutta la Grande Guerra  da soldato semplice. Però, un giorno, stremato, non si accorse di un tenente che passava e non lo salutò. Cosa che poteva, a quel tempo costargli la vita. Ma questo tenente, incuriosito da quel fante, lo aiutò e si incuriosì su ciò che faceva. “Il poeta”-rispose lui fiero. E l’altro chiese “E cosa scrivi?” Ungaretti si tolse un foglio di tasca e lesse “M’illumino d’immenso“. Da quel tenente illuminato giunsero le pubblicazioni delle poesie di Giuseppe Ungaretti.

 

Oggi, chi legge Ungaretti? Che pure non è difficile!

 

Oggi, molti dei nostri ragazzi comprano e, forse leggono, i libri degli youtubers o delle star televisive o dei calciatori. Libri fini a se stessi, senza un background, senza un percorso futuro. In verità, non sappiamo chi e cosa resterà degli youtubers, dei bloggers (come chi scrive) o delle star della rete. Molti sapranno reinventarsi, rinnovarsi e mantenere un contatto sano e costruttivo con il pubblico. Ma la maggior parte sparirà.

 

Un cambiamento epocale ci sta investendo. Sta saltando un metodo di trasmissione della cultura tra le generazioni che funzionava da secoli. I libri erano considerati una cosa nobile, importante e l’ignoranza era qualcosa di cui vergognarsi, non di cui vantarsi; da nascondere, non da rivendicare.

 

Molti di noi hanno una formazione legata ai classici come Cuore, Pinocchio, Madame Bovary, Salgari, Verne, l’Iliade, l’Odissea, Manzoni e Dante. Poi, qualcuno si è appassionato, altri hanno smesso. Non tutti sono grandi e assidui lettori, ci mancherebbe altro! Ma noi non abbiamo mai pensato che un videogame potesse sostituire la letteratura e, forse, anche la realtà. Invece, è quello che, in pratica, sta accadendo.

 

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I libri, la musica e il cinema hanno segnato nel tempo, i vari secoli. Nel 700 c’è stato il teatro, nell’800, il romanzo, il 900 ha dato i natali al cinema e alla TV. Il nostro secolo è il secolo della Rete. E la Rete è un frullatore che fa tutto a pezzetti e li getta in aria come coriandoli. Articoli, film, trasmissioni televisive, canzoni, vengono messi a disposizione e ultracondivisi. Questo può rappresentare una straordinaria opportunità, almeno per chi ha gli strumenti, le capacità e le competenze per coglierla.

 

Contemporaneamente però, nei teatri o all’opera, il più giovane ha 50 anni (con qualche eccezione che conferma la regola), l’editoria vacilla, i cinema chiudono, l’industria culturale si riconverte al ritmo frammentato e seriale, che impone la rete. Mantenere la concentrazione per più di 2 minuti è diventato un problema. Figurarsi seguire un film che dura due ore, o leggere un libro che ne dura molte di più.

 

Per concludere, nessuno deve offendersi, non c’è meglio e non c’è peggio. Ognuno difende ciò che ama e la propria passione. Ognuno passa il tempo come crede. L’importante è avere la consapevolezza che stiamo perdendo tutti qualcosa.

 

Ciao da Tommaso!

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