Perchè Giocare Alle Lego Con Mio Figlio Mi Ha Aiutato Come Imprenditore


Perchè Giocare Alle Lego Con Mio Figlio Mi Ha Aiutato Come Imprenditore

Giocare con le Lego insieme a mio figlio mi ha ispirato alcune riflessioni come imprenditore.

Mio figlio di sette anni Filippo è un grande appassionato dei mattoncini Lego, come lo ero io. Ma è molto più abile di quanto non sia mai stato io, alla sua età.

Giocare con lui è, per questo, molto piacevole e stimolante. Lui è davvero bravo. Avendo una mentalità matematica, molto razionale e precisa, segue rigidamente il foglio delle istruzioni, rimanendo sempre concentrato. In questo modo, non solo riesce a costruire strutture progettate per bambini molto più grandi di lui, ma è in grado di elaborare propri progetti, semplici ma curiosi.

 

Perciò, spinto dall’orgoglio di padre, ho voluto dedicare, al gioco con lui, con queste costruzioni, più tempo che potevo. E questo mi ha permesso di riflettere su alcune situazioni che possono anche aiutarmi nel mio lavoro. Come imprenditore, intendo.

 

Chi avrebbe mai pensato di riuscire a trovare ispirazione in una bellissima, semplice e disinteressata situazione come questa?

 

Ecco alcune frasi di mio figlio, dette durante il gioco, che mi aiutano nel mio lavoro.

 

  • “Finché abbiamo la scatola, è ok se perdiamo il foglio delle istruzioni”

Nonostante mio figlio stia molto attento a seguire le istruzioni, capita che, nel caos dell’entusiasmo e della voglia di fare, il famigerato foglietto venga perso. Ma, anche se perdiamo il foglio delle istruzioni, possiamo stare tranquilli, a sentir lui, perchè ci resta ancora la scatola. La scatola ci dà un quadro del termine del gioco, ci da il risultato che vogliamo alla fine. Se perdiamo il foglietto delle istruzioni possiamo sempre costruire, mantenendo i nostri occhi sulla destinazione finale (cioè l’immagine sulla scatola). Non possiamo prendere esattamente la stessa strada, ma alla fine, riusciremo a capire dove vanno tutti i pezzi, e, di conseguenza, ri-creare la struttura raffigurata.

 

In parallelo, negli affari cerchiamo in continuazione di avere ‘fogli delle istruzioni‘, un vademecum che ci indichi la strada giusta e senza rischi. Può essere un mentore, una strategia di marketing, un piano strategico già collaudato, un sentiero già battuto, ideato per spianare il percorso più diretto verso il risultato che vogliamo. Ma una volta che iniziamo questa strada, spesso, ci rendiamo conto che le istruzioni non sono così utili (cosicchè potremmo anche perderle, dimenticarle), perchè nascono ostacoli che non avevamo previsto, e compaiono variabili che non avremmo mai potuto immaginare.

 

Ma, fino a quando saremo in grado di ricordare il nostro obiettivo, e perchè stiamo facendo quello che stiamo facendo, cioè concentrati sull’ ‘immagine sulla scatola’, saremo a posto. Potremo anche prendere una strada diversa verso la destinazione finale, ma va bene. Basta arrivare all’obiettivo.

 

 

  • Questo pezzo non è del colore giusto, ma si adatta, ed è perfetto per lo scopo”

Tutti coloro che hanno giocato con le Lego sanno esattamente di cosa sto parlando. A volte un pezzo scompare, e si finisce per scegliere un sostituto, ma spesso è del colore sbagliato. Per un perfezionista questo può essere un po traumatico e, per me e Filippo, all’inizio lo era. Ma, poi, abbiamo imparato che la vita non è perfetta.

 

Questa è una grande lezione per un imprenditore.

 

La vita non è mai perfetta. Il lavoro non è mai perfetto, non torna tutto come deve. A volte è necessario trovare soluzioni, che, pur non essendo le migliori, almeno funzionano. E ti garantiscono un buon risultato almeno fino all’adeguata sostituzione. Per questo una competenza chiave per un imprenditore è l’adattabilità, e l’agilità di muoversi rapidamente. Perciò, se posso avere un ‘pezzo di ricambio’, sebbene del colore sbagliato, quando ne ho bisogno, per me questa è una vittoria.

 

 

  • “Babbo, Alessia ha appena distrutto la caserma dei pompieri, ora dobbiamo ricominciare tutto da capo!”

Tale è il triste stato d’animo di qualunque bimbo, o bimba, che abbia costruito una struttura Lego abbastanza complessa e la sorellina, o fratellino, più piccolo, ficcanasando, per errore la distruggono.

 

Ed è così anche nel lavoro. L’incertezza regola il mondo degli affari, in qualunque campo. Soprattutto in questo periodo di crisi profonda. Non c’è un business nel mondo che ha ottenuto profitti continui e perpetui, senza alcuna difficoltà, senza dover affrontare cambiamenti improvvisi, senza dover ricostruire il proprio settore di mercato e senza doversi adattare, di volta in volta, alle variazioni del cliente tipo. Esattamente come la caserma Lego, rotta in alcune sue parti dalla sorellina sbadata, dobbiamo ricostruire di volta in volta. Dobbiamo ricominciare da capo. E’ brutto ma è la vita! E’ il lavoro. Ma possiamo e dobbiamo superarlo.

 

 

  • Mi annoio a costruire questa macchinina, voglio fare una cosa diversa, più grande

A volte mio figlio scambia la noia con la velocità. E finire velocemente una costruzione Lego meno complessa, lui la chiama annoiarsi. Perciò, visto che a lui piace la tipologia di gioco, richiede sempre qualcosa di più. Aldilà, che questa cosa è difficile sia per una questione economica, sia per una questione di spazio, (a proposito, dove mettete in casa tutti i lego dei vostri figli?), mi piace questo suo volere sempre una nuova sfida più difficile. Migliorarsi è un principio di una vita felice, per i Lego e nel business.

 

Dopo aver completato con successo una struttura si vuole crescere, si vuole progredire, imparare affrontando sfide nuove. Si vuole mettere alla prova le nostre abilità su un progetto più difficile.

 

Anche per un imprenditore è così. Miglioramento e innovazione sono necessarie, non solo per continuare la redditività in un ambiente competitivo, ma anche per il piacere stesso di lavorare.

 

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Quindi non si dovrebbe guardare alle sfide e alle innovazioni con frustrazione, ma piuttosto come momento di divertimento, di crescita e di sfida con noi stessi. Questo è ciò che rende imprenditore un imprenditore. Ed è ciò che rende così piacevole esserlo.

 

Ciao a tutti da Tommaso!

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