Nella Scuola Insegniamo Ai Ragazzi A Stare Insieme?


Nella Scuola Insegniamo Ai Ragazzi A Stare Insieme?

La scuola dovrebbe insegnare agli studenti cosa significa interazione tra pari, stare insieme, in un contesto extra familiare.

 

A scuola, quando parliamo di temi legati alla sfera delle emozioni e delle relazioni tra pari, spesso ci focalizziamo sulla parte negativa: bullismo, conflitti, rivalità, piuttosto che sui comportamenti positivi da promuovere. Come la cooperazione e la condivisione delle esperienze.

 

La cooperazione e la condivisione non sono sempre parte del naturale percorso di crescita dei più giovani. Eppure, giocano un ruolo fondamentale nelle dinamiche interne della classe. Crescere insieme, magari tirando due calci al pallone in cortile è sempre più raro, a causa della vita frenetica piena di impegni sia di genitori che ragazzi. Così, chi ne risente è l’interazione tra pari, il riconoscere e rispettare l’altro da sè, fuori della famiglia. Allo stesso tempo vi è un’esaltazione del “io so” autoreferenziale al posto dell’interazione costruttiva tra coetanei.

 

La scuola ha dunque il dovere di inserire, nel suo programma, unità di apprendimento che mirino a costruire, e sostenere, relazioni sociali tra pari. E grazie alle quali, i ragazzi possano imparare a stare insieme e a collaborare in un ambiente extrafamiliare. Insegnare la condivisione, l’aiuto, la cooperazione, al fine di crescere, anche insieme ai genitori, fa maturare un figlio con lo sguardo rivolto verso un modo attivo di essere persona e cittadino, che promuove l’uguaglianza e il rispetto reciproco.

 

Educare, insomma, alla prosocialità, per una maggiore coesione sociale.

 

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E i ragazzi ne trarranno beneficio? Certo che sì!

 

Aiutare gli altri farà crescere la loro autostima, li farà diventare più bravi a scuola, allontanandoli da tendenze depressive e aggressive. E quindi, ben vengano i percorsi che lasciano interagire gli studenti in modo creativo con la realtà, diventando agenti di cambiamento sociale. Spesso, contrastare i comportamenti aggressivi crea meno effetti positivi, a medio e lungo termine, rispetto al promuovere, subito e con costanza, comportamenti positivi.

 

Cerchiamo di insegnare ai nostri figli, e ai nostri studenti, l’atteggiamento da sostenere, invece dell’atteggiamento da evitare.

 

Studi recenti hanno dimostrato che è più facile non fare iniziare a fumare i giovani, piuttosto che riuscire di farli smettere successivamente!

 

E voi cosa ne pensate?

 

Ciao a tutti da Ilaria!!

Metti il tuo Mi Piace!

 

 

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