Messaggiare Fino A Tardi Peggiora Il Rendimento A Scuola

di Tommaso Baldi

Chi messaggia fino a tardi, va peggio a scuola. Usare lo smartphone dopo aver spento le luci disturba il ritmo veglia/sonno degli adolescenti, minandone il rendimento.

Messaggiare fino a tardi potrebbe danneggiare il rendimento scolastico degli adolescenti. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Child Neurology dai ricercatori della New Jersey Medical School di Rutgers (Usa), gli studenti che continuano a usare lo smartphone nel letto, andrebbero a scuola meno bene di quelli che smettono di usarlo prima di spegnere le luci.

A 1.537 adolescenti hanno risposto ad un questionario relativo al loro uso dei dispositivi elettronici. In particolare, il sondaggio si concentrava sull’abitudine di scrivere messaggi durante la notte.

messaggiare durante la notte

L’indagine ha dimostrato che smettere di messaggiare prima di andare a dormire faceva bene ai voti dei ragazzi.

I partecipanti che chiudevano lo smartphone 30 minuti prima di spegnere le luci, infatti, andavano molto meglio a scuola di quelli che scrivevano messaggi fino a mezz’ora dopo averle spente. Inoltre, quelli che scrivevano messaggi al buio, tendevano a dormire di meno. Pertanto, il giorno successivo risultavano più assonnati e meno efficienti rispetto agli altri.

I ricercatori ritengono che messaggiare fino a tardi influenzi negativamente il rendimento scolastico degli adolescenti, perché ne disturba il ritmo circadiano.

Tutta colpa della luce blu emessa da smartphone e tablet che, risultando piuttosto intensa, aumenta il senso di allerta. In particolare, la fonte luminosa rende più difficile prendere sonno. Perché ostacola la produzione di melatonina, l’ormone che aiuta l’organismo a rilassarsi e ad addormentarsi.

La fase Rem rappresenta il momento più importante per l’apprendimento, il consolidamento dei ricordi e l’adattamento sociale negli adolescenti.

Addormentarsi più tardi quando non si ha la possibilità di dormire più a lungo il giorno successivo, comporta una riduzione della durata della fase Rem, con conseguenti effetti negativi sull’apprendimento e sulla memoria.

Ciao da Tommaso!

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