Il Matrimonio Felice: La Tenerezza


Il Matrimonio Felice: La Tenerezza

Il matrimonio basato esclusivamente sulle tenerezza può anche non essere completamente felice ma può durare tutta la vita.

 

Se parliamo di tenerezza siamo nell’universo affettivo. E qui le cose funzionano in maniera particolare. Dei tre universi, di cui abbiamo già parlato in I 5 Ingredienti Di Un Matrimonio Felice, è il più facile da accendere ma il più difficile da mantenere. Per comunicare nell’universo affettivo non è necessario fare faville negli altri due universi. Si può anche non fare mai sesso e non parlarsi neppure. Basta avere tenerezza l’uno per l’altro. Mi è capitato di vedere matrimoni, basati su grande tenerezza, anche senza dialogo e passione, durare una vita intera.

 

Ma non sono matrimoni veramente felici. Manca qualcosa. Stanno su con la colla.

Ecco la tenerezza, come la fede, è un vero Attak coniugale.

 

Ma cos’è la tenerezza? Con chi siamo naturalmente teneri? A chi ci viene spontaneo dare la nostra tenerezza?

 

Ontologicamente, doniamo la nostra tenerezza ai “cuccioli”, di qualsiasi tipo. Siamo capaci di fare “ghiri ghiri” anche ai piccoli di coccodrillo, di rinoceronte o di un boa costrictor. Davanti ad un cucciolo, anche di elefante (due quintali di peso), ci sciogliamo in tenerezza come un gelato al sole.

 

Il tutto perchè in noi scatta l’istinto genitoriale. A cui fa capo la tenerezza. E per riceverla? Per riceverla bisogna farsi cuccioli, scoprire le proprie debolezze. Perciò nel matrimonio che dura tutta la vita, bisogna riuscire a farsi vedere come cucciolo e vedere l’altro come cucciolo. Più l’altro scopre la sua parte infantile e si mostra in difficoltà, in errore, nella sofferenza, più noi dobbiamo vederlo come un cucciolo bisognoso di aiuto e protezione.

 

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Dire ‘Lasciami stare’, quando stai male è un errore. Come è un errore farti servire e assistere come se lui fosse un infermiere professionale, un trasportatore di medicinali urgenti o una badante. E magari lo si pretende. Perchè non è la violenza che stimola la tenerezza. Ma come detto, l’istinto genitoriale.

 

Perciò, per essere capaci di tenerezza bisogna essere capaci di farsi genitori. E qui c’è un problema. Siete davvero capaci di farvi genitori? Avete raggiunto la maturità che ti permette di farlo? A voi le risposte.

 

Ciao da Tommaso!

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