Il circo nei quadri di Marc Chagall

Marc Chagall: 13 Curiosità Poco Note Sul Pittore Dei Sogni

di Tommaso Baldi

Una raffigurazione di Marc Chagall, uomo e pittore, in un ritratto inedito, fatto di 13 curiosità poco note.

Il mondo poetico di Chagall si nutre della fantasia infantile e possiede la potenza trasfigurante delle fiabe russe. La semplicità delle forme, lo collega al primitivismo della pittura russa del primo Novecento e lo affianca alle esperienze di Gončarova e di Michail Fedorovič Larionov.

Con il passare del tempo, il colore, nei quadri di Marc Chagall, supera i contorni dei corpi espandendosi sulla tela.

Così le figure si espandono in macchie o fasce di colore, secondo modalità operative simili a quelle degli artisti degli anni Cinquanta che aderivano alla corrente del Tachisme (da tache, macchia).

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Ma non ci dilunghiamo nel parlare dello stile!

In questo articolo ci interessa soffermarci su 13 interessanti curiosità che forse ignorate sul pittore dei sogni.

  1. Il suo vero nome, essendo ebreo, era Moishe Segal. Mentre quello russo era Mark Zacharovič Šagalov, abbreviato in Šagal. La versione, poi, che tutti conosciamo, è quella francese trascritta come Chagall.
  2. Rischiò di fare il commesso per tutta la vita. Il destino del giovane Marc, secondo i piani dei genitori, era quello di lavorare nel negozio di aringhe seguendo le orme paterne. Le sue aspirazioni invece, da bambino, oscillavano tra la musica, la danza e la poesia, fino a quando un compagno di classe, guardando i suoi disegni, gli disse “Ma tu sei dunque un vero artista?“. Così, resosi conto della sua vera passione, Marc trovò il coraggio per dire alla madre: “Mamma, voglio fare il pittore“. “Cosa? Un pittore? Sei pazzo!“, rispose la donna. Per diciannove anni Marc Chagall non vide mai alcuna forma d’arte. La tradizione ebraica vietava la riproduzione di immagini, soprattutto a soggetto religioso. In casa aveva solo delle fotografie di famiglia. Ed infatti, molte tele, realizzate nella casa paterna, venivano usate per coprire i pavimenti o spesso finivano dimenticate nel granaio.
  3. È uno dei pittori in assoluto più longevi. Visse fino a 97 anni. Ed è stato uno dei pittori più produttivi: dipinse per quasi 80 anni! Difficilissimo calcolare il numero delle sue opere: oltre a tele, acquarelli, guache, acqueforti, ci sono vetrate, ceramiche, sculture…
  4. Fu bocciato a scuola. Le uniche materie gradite a Marc Chagall erano la geometria e il disegno. Gli anni della scuola, in adolescenza, non furono idilliaci per il piccolo artista: si intimidì sempre più. Pur sapendo la lezione, balbettava durante le interrogazioni ed ebbe problemi in condotta. Fu persino bocciato.
  5. Povertà e pittura. Durante i soggiorni a Pietroburgo, a Mosca o a Parigi, l’artista era spesso senza denaro, e per lui impossibile era comprare del cibo. A Parigi, ad esempio, mangiava qualche tozzo di pane e mezza aringa al giorno, un a volta la testa, la volta dopo, la coda. Inoltre, non potendosi permettere delle tele, spesso dipingeva su tovaglie, lenzuola o pezzi di camicie da notte.
Marc Chagall e il colore
  1. Si fece diversi giorni in prigione. Chagall trascorse più di una settimana in carcere. Fu arrestato a Pietroburgo, essendo entrato in città senza il salvacondotto necessario per lui, ebreo che veniva dalla periferia. A quanto diceva l’artista, i giorni in gattabuia furono giorni felici, perché poté starsene tranquillo, sfamarsi e disegnare in pace.
  2. I suoi quadri sono serviti come tettoie per gabbie di animali. Una volta, contemporanamente ad una sua lunga partenza, il suo studio, che custodiva ben 150 opere fu violato. Il pittore al suo interno trovò un anziano profugo e delle sue tele, nessuna traccia. La portinaia le aveva buttate,  o le aveva usate come tettoie per le gabbie degli animali.
  3. L’ amore per i tetti. Nei suoi racconti d’infanzia, il pittore spiega che, quando dipinge i colorati personaggi sui tetti delle case, non sta lavorando molto di fantasia. Nei villaggi russi, infatti, gli ebrei salivano davvero sui tetti delle loro piccole case, per sfuggire alle alluvioni o agli incendi. Marc Chagall ci saliva per contemplare la sua città dall’alto, o per starsene in solitudine, come d’altra parte faceva spesso anche suo nonno.
  4. Un pittore vanitoso. Incuriosito dal proprio volto e alquanto vanitoso, Marc passava molto tempo ad osservarsi allo specchio. E, come confessa nella sua autobiografia, non esitava “a segnarsi un po’ gli occhi, ad arrossarsi leggermente le labbra, a mettersi del rosso sulle guance”.
Marc Chagall che dipinge

L’unica cosa di cui ho bisogno è di continuare a stupirmi.

Marc Chagall
  1. Era solito dipingere nudo. Sempre dai racconti dell’autobiografia di Chagall scopriamo che il pittore era solito lavorare nudo: “Prima di entrare nel mio atelier, il visitatore doveva sempre aspettare. Era per darmi il tempo di mettermi in ordine, di vestirmi, perché lavoravo nudo. In genere non tollero i vestiti, non ci tengo a vestirmi e mi vesto senza nessun gusto“.
  2. La sua Bella. Il primo incontro dell’artista con Bella, la donna della sua vita, colei che vola sulle sue tele, è legato in verità ad un’altra donna. Marc vide Bella per la prima volta a casa di Thea, che all’epoca era la sua fidanzata. Non appena la vide, se ne innamorò e divento sua moglie. Quando Bella morì, per un lungo periodo, Chagall cadde in uno stato di profonda tristezza, tanto da non dipingere più per nove mesi.
  3. La disapprovazione del mondo ebraico. Chagall morì il 28 marzo 1985 nella sua casa di Saint-Paul-de-Vence e si fece seppellire nel cimitero cristiano. L’artista dipinse sempre i grandi valori biblici. Il mondo ebraico spesso disapprovò le sue interpretazioni come per le “Crocifissioni“. Chagall, di origini ebraiche, dichiarò di essere fiero “di appartenere al piccolo popolo ebraico da cui nacque Cristo e il cristianesimo“.
  4. L’ amore per la musica. Tra i tantissimi disegni e dipinti, Marc Chagall è autore inoltre di vetrate, affreschi, arazzi ed altre opere monumentali. Tra le più rilevanti c’è il soffitto dell’Opéra di Parigi, quel Palais Garnier che il pittore ha reso ancora più prestigioso, con il suo enorme dipinto, realizzato su un telaio removibile e rappresentante le opere di 14 compositori (Mozart, Wagner, Berlioz, Debussy, Ravel, Stravinsky, Tchaikovsky, Verdi, Beethoven, Rameau, Adam, Bizet, Gluck, Moussorgsky). Opera che testimonia il suo grande amore per la musica, come potete ammirare nel video qui sotto.

Che dite? Vi Piace Marc Chagall? E il vostro pittore preferito?

Per favore fatemi sapere nei commenti in fondo all’articolo

Personaggio difficile e particolare ma pittore sublime e poetico. Io adoro i suoi quadri.

Ciao da Tommaso!

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2 commenti

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2 commenti

Michela 20 Marzo 2020 - 18:26

Quando ho visto il soffitto dell’Opéra Garnier dal vivo, a Parigi, sono rimasta abbagliata da tanta bellezza, delicatezza e poesia.

Risposta
Claudia Tramarin 28 Agosto 2017 - 17:30

Artista che adoro. Articolo interessante complimenti

Risposta

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