Le Sculture Elastiche In Movimento di Malin Bülow

di Tommaso Baldi

Malin Bülow crea sculture elastiche viventi. Con corpi anonimi di ballerini senza volto, che diventano elemento scultoreo che genera tensione.

L’artista di Oslo, Malin Bülow, crea installazioni performative in cui la parte umana resiste e si sottomette alla tensione, creata da specifiche tute elasticizzate in lycra. Queste tute, monotone nel colore, permettono ai partecipanti ampi movimenti.

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Il muoversi delle figure, rese anonime da queste vesti, nasconde le caratteristiche umane del corpo ed evidenzia quelle emozionali dell’anima. Un mistero, quasi dal sapore alieno. Esaltato dal lento intrecciarsi in pose contorte, a volte geometriche, dettate e disegnate da esasperanti coreografie dell’assurdo.

Malin Bülow supera i confini convenzionali dell’arte e realizza opere che vengono descritte come “sculture elastiche”. Il corpo diviene medium artistico, in maniera inusuale. E la dinamicità tensionale del tessuto, che si muove ed oscilla, rende il tutto vivente e pulsante di emozioni. Il loro mix, di atavica memoria, indaga nei meandri della mente e dell’anima, descrivendo con metafore visuali in movimento, la dualità tra materia e spirito. Tra potenza intellettiva e capacità sensibile. Tra dentro e fuori.

In fondo, penso che la tensione sia interessante per il mio lavoro. Cerco costantemente di allargare i confini, di lasciar andare l’idea bidimensionale di un confine e di renderlo tridimensionale, uno spazio da abitare. E c’è quasi sempre tensione sui confini, o tra i due lati di un confine. La membrana di una cellula, gli strati epidermici della pelle, conducono sempre al concetto di dentro / fuori, che è centrale nel mio lavoro. Insieme all’impossibile obiettivo di fonderli, l’interno e l’esterno, riformarli, mutarli.

Malin Bülow

Un’unione tra body art, scultura e fotografia, con un codice visivo che si caratterizza per l’ibridazione di due componenti antitetiche, il vivente e l’artificiale. Un linguaggio esperienziale, basato sulle molteplici evoluzioni della corporeità, legate al movimento e allo spazio. Uno spazio dinamico, in cui danzatori senza volto sembrano fondersi con l’ambiente circostante, ma anche tra loro, come gemelli siamesi.

sculture elastiche

Qui possiamo vedere un video con il procedere di un’installazione e, a seguire, una serie di foto delle opere dell’artista.

Che ne dite? Inquietanti e misteriose oppure leggere ed eteree?

Ciao da Tommaso!

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