Quando la bici del futuro è retrò


Quando la bici del futuro è retrò

Luca Agnelli, un artigiano italiano, realizza splendide bici elettriche, con pezzi di moto anni ’50.

Maniacale cura dei dettagli ma soprattutto uno styling che nelle due ruote a pedalata assistita è raro vedere.

Infatti siamo abituati a vedere le bici elettriche come incroci strani tra una bici tradizionale e un vecchio Ciao a pedali, ingombrate da una scomoda batteria fissata al telaio.

 

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Bene: Luca Agnelli non è di questa idea, e ha ripensato il concetto di bici elettrica, guardando al passato, e pensando al futuro.
Le linee delle sue bici infatti ricordano quelle delle moto-bici utilizzate dai nostri nonni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, come per esempio il Guzzino 65, prodotto dalla casa di Mandello del Lario dal 1946 al 1954. Ma non solo, racconta Luca Agnelli, classe ’67, raggiunto al telefono nella sua officina di Abbiategrasso “Basta guardare a cosa produceva la Della Ferrera a Torino, ancora prima, negli anni dieci“, splendidi ibridi tra una motocicletta e una bici.
Luca Agnelli ama sperimentare e la sperimentazione non ti porta mai a raggiungere la perfezione. E in effetti, del suo lavoro, lui non ama la perfezione ma ama il viaggio che lo porti ad un risultato che lo stupisca.

 

Da qualche anno si occupa di mobilità elettrica: “La bici elettrica è perfetta per gli spostamenti lunghi, anche senza essere ciclisti, si risparmia su tutto e si fa del bene all’ambiente – racconta – per forza di cose, però, le biciclette elettriche tradizionali non sono bellissime da vedere” e aggiunge “Io invece, ho investito nel bello e soprattutto nel tempo, e investire nel tempo è investire nella cosa più preziosa che abbiamo”.

 

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Le due ruote a pedalata assistita di Luca Agnelli sono assemblate a mano e frutto di mesi di lavoro e ricerca dei telai e dei serbatoi adatti. “Il serbatoio dovrebbe contenere il carburante, io ho deciso di metterci la batteria, in fondo è quasi la stessa cosa” spiega Agnelli.

 

Il prezzo, su richiesta, è commisurato al lavoro che c’è dietro a ogni singolo pezzo.
Sono tutti esemplari unici quelli di Agnelli Bici Milano, e Luca ci racconta che “Investo una quantità di ore che non so neanche definire per realizzarne una. Di solito ne realizzo 3/4 insieme, ma in otto mesi di tempo sono riuscito ad approntarne 12” per una produzione complessiva che anche nella più ottimistica delle previsioni “Non potrà mai superare le 40 unità“.

 

 

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