La Resistenza Al Cambiamento


La Resistenza Al Cambiamento

Quando percepiamo che un cambiamento è troppo per noi, ci irrigidiamo e si presenta ciò che in psicologia si conosce come la suddetta “resistenza al cambiamento”.

 

Ieri ho partecipato ad una giornata di formazione organizzata dalla scuola elementare di mio figlio. I temi affrontati sono stati vari e specifici e tutti ruotavano intorno al fatto che la scuola sta cambiando e come possobo fare insegnanti e famiglie ad adeguarsi. Nelle varie discussioni sono molte le parole che mi hanno colpito ma una, soprattutto, mi ha ispirato a scrivere un articolo. Questa parola è resistenza al cambiamento.

 

A volte troviamo difficile abituarci al cambio di stagione, al cambiamento del fuso orario o della dieta. Per non parlare dei cambiamenti più importanti, quelli che avvengono sul lavoro, nella scuola o nelle dinamiche familiari. Quando percepiamo che la trasformazione è troppo forte, ci irrigidiamo e si presenta ciò che in psicologia si conosce come la suddetta “resistenza al cambiamento”.

 

I cambiamenti sono desiderati, ricercati, ma al tempo stesso, sono paradossalmente temuti e allontanati. La resistenza al cambiamento si riferisce proprio alla contraddizione interiore vissuta da molte persone: una sorta di pendolo in cui, alternativamente, una volta l’individuo è consapevole delle proprie paure e resistenze ad effettuare trasformazioni, e altre volte invece è sintonizzato più sulle proprie spinte alla trasformazione ma poco in contatto con le proprie paure.

 

Fondamentalmente, si tratta di un meccanismo attraverso il quale cerchiamo di mantenere le cose come prima, lo status quo. Tuttavia, quando cambiano le condizioni, questa resistenza serve solo ad affaticarci, sia fisicamente che mentalmente. Il cambiamento può essere qualcosa di molto difficile da affrontare e gestire. La maggior parte delle persone vuole cambiare la propria vita, in qualche modo o in un altro, ma è tutt’altro che semplice dare inizio al cambiamento o sostenerlo a lungo.

 

Spesso la paura e l’incertezza associate al cambiamento ci spingono infatti a rimanere rintanati nella nostra zona di confort e alla fine preferiamo rimanere dove siamo piuttosto che cercare di cambiare lo status quo. Allora passano i mesi, gli anni e continuiamo a lamentarci di qualcosa che non va nella nostra vita senza darci da fare per cambiarla. E quando qualche evento, non dipendente da noi, altera le condizioni di “normalità” delle nostre esistenze, generando un cambiamento, puntualmente ci ritroviamo incapaci di affrontarlo.

 

Nasce così una forte contrapposizione tra come cambia il mondo intorno a noi e come noi, dentro, resistiamo a questo cambiamento. E noi resistiamo, in genere, con diverse modalità:

 

  • Rifiuto (“ho sempre fatto così..perchè dovrei cambiare”)
  • Rinvio (“ora ho altri impegni, ci penserò domani”)
  • Indecisione ( “non so se è la cosa giusta)
  • Sabotaggio nascosto (“occhio non vede, cuore non duole”)
  • Regressione (“è da stupidi rischiare)

 

Le cose belle della vita non sono le nostre certezze bensì i nostri cambiamenti (da “Passione sinistra” un film di Marco Ponti del 2013)

 

La strada del cambiamento può essere incredibilmente ardua. Ma possiamo decidere di trasformarla. Tutto dipende dal nostro atteggiamento.

 

Nei prossimi articoli approfondirò l’argomento.

 

Ciao da Tommaso!

 

 

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