I 13 Errori Che Può Commettere Un’Insegnante Inefficace

di Tommaso Baldi

Fare le cose giuste per un’insegnante è ovviamente fondamentale, ma lo è anche evitare di commettere certi errori che possono comprometterne l’efficacia.

Abbiamo già trattato gli errori degli studenti, in I 10 Errori Più Comuni In Cui Può Incappare Uno Studente. Adesso vogliamo stilare una lista dei 13 peggiori errori commessi dagli insegnanti.

1 – CONCENTRARSI SUL PIACERE AGLI STUDENTI

Tutti vogliono essere apprezzati, ma se un’insegnante pensa solo a come piacere ai propri studenti, questo influenzerà assolutamente il suo modo di lavorare. E non in senso positivo. E’ auspicabile, prima di tutto, essere un’insegnante che gli studenti possano rispettare. E quindi considerarsi come un mentore, non come un amico.

2 – URLARE

Quale insegnante non ha urlato una volta in classe? Ma se questa è l’abitudine, non è buona. Urlare produce raramente buoni risultati e quasi sempre si traduce in una perdita di rispetto. Forse quelle due o tre volte in un anno può sortire qualche effetto, ma tutti i giorni non sarà mai una buona strategia per ottenere la pace di cui lo studio e la concentrazione hanno bisogno. Quindi, invece di scenate drammatiche e rumorose, è meglio fare un respiro profondo, tacere, poi con calma, ma con fermezza, dire quello che deve essere detto.

3 – SOTTOVALUTARE I PICCOLI PROBLEMI

All’inizio, e non solo, molti insegnanti lasciano scivolare le piccole cose per non infierire sui ragazzi, giudicando i loro comportamenti apparentemente insignificanti. Il problema, tuttavia, è che, se non riesci ad affrontare piccoli problemi, soffocandoli sul nascere e delineando immediatamente alcune semplici regole, i problemi da piccoli diventeranno enormi. E presto la tua classe sarà fuori controllo e tu non sarai efficace. Quindi, intervenire subito.

4 – ESSERE INCOERENTE

Non è sempre facile essere coerenti. Lo so. Ma essere incoerenti in questa professione, come in molte altre del resto, porta a una moltitudine di problemi. Quindi, un’insegnante deve solo farlo. Deve imparare ad essere coerente.

5 – NON PREPARARE ADEGUATAMENTE LA LEZIONE

Tutti, nella routine quotidiana, ci rendiamo conto, all’ultimo minuto, che ci siamo dimenticati di cose, fogli di lavoro e strumenti di cui abbiamo davvero bisogno. Ma, nel caso di un’insegnante, se scopriamo che siamo abituati a iniziare la lezione senza essere preparati su quello che c’è da fare e su come farlo, è un problema. Sì, molti lo fanno attraverso la classe, ma non saranno certamente efficaci quanto potrebbero esserlo se fossero preparati adeguatamente. Quindi, è un dovere di un bravo docente, prepararsi il più e meglio possibile.

6 – METTERSI SEMPRE SULLA DIFENSIVA

Che si tratti della critica di uno studente, di un genitore o di un amministratore, quando un docente si pone sulla difensiva, raramente il problema verrà gestito correttamente. E’, invece, fondamentale, prima, cercare di capire, poi, essere aperti alla possibilità che ci possa essere un modo migliore del proprio. Così si diventa l’insegnante e si guadagna molto rispetto. Un po’ di sana e misurata umiltà fa sicuramente bene allo stile di insegnamento.

7 – PENSARE DI NON DOVER IMPARARE PIU’ NIENTE

Ogni volta che un’insegnante inizia a pensare di essere a posto, che non ha bisogno di continuare ad imparare e crescere, la conseguenza è iniziare a stagnare. E questo porta ad essere sempre meno efficace. L’atteggiamento giusto, invece è continuare a cercare nuove idee e modi migliori per comunicare ed insegnare.

8 – NON DARE VARIETA’ AL PROPRIO METODO DI INSEGNAMENTO

Un’efficace istruzione mescola le cose: lavoro in classe, multimedia, narrazione, discussioni, attività, compiti individuali e lavoro di gruppo. Più varietà crei, più efficace sarà la classe. Sinceramente è bello quando la lezione è già pronta, quando non devi far altro che ripetere le cose che hai già detto. O far fare le stesse cose che hai già fatto fare. Peccato che sia altamente deleterio, per il semplice fatto che ogni classe è diversa, ogni persona è diversa e ogni epoca è diversa. Pertanto, l’efficacia dell’insegnamento dipende dal reinventarti, dal fare cose nuove, o, almeno, dal farle sempre in modo diverso, adattandole a chi ti trovi di fronte.

9 – FARE DIFFERENZE IN CLASSE

E’ vero… può capitare. Ma se un’insegnante non tiene costantemente sotto controllo il proprio livello di imparzialità (specie nei giudizi e nei voti) gli studenti se ne accorgono all’istante. E credetemi: non c’è cosa peggiore, per uno studente, che vedere gli insegnanti fare preferenze. È un attimo che inizino a pensare di vivere in un mondo dove non c’è giustizia.

errori insegnante

10 – INSEGNARE SENZA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Una chiave per rendere funzionali, lezioni e progetti, è definire chiaramente gli obiettivi di apprendimento. Dichiarare esplicitamente ciò che gli studenti dovrebbero saper fare, se hanno appreso correttamente ciò che l’insegnante ha trasmesso, può rendere la comprensione, la progettazione e la comunicazione in classe, più efficace.

11 – MANCARE DI RISPETTO VERSO GLI STUDENTI

Se dai agli studenti la sensazione di non rispettarli, la lezione sarà probabilmente un’esperienza negativa per tutti. Mentre, se trasmetti chiaramente rispetto e cura, questo potrà coprire anche quella piccola serie di peccatucci pedagogici che un’insegnante potrebbe commettere. Ci tengo a dire che, nella lista di atteggiamenti irrispettosi verso la classe, inserisco di legge l’utilizzo smodato e scorretto del cellulare di fronte degli alunni. Tenetelo presente.

12 – NON ASCOLTARE

Succede un milione di volte. Loro lì con la mano alzata, e l’insegnante, che va di fretta, e tronca sul nascere domande, dubbi, o anche semplici pensieri che hanno bisogno di vedere la luce. Lo so benissimo, che spesso quei furbacchioni alzano la mano solo per perdere tempo, ma credo che il docente possa riuscire a capire quando il motivo è quello, o è dettato da un reale bisogno. E, in quel caso, è importante, cruciale direi, ascoltare quel che hanno da dire o rispondere alle domande che hanno da chiederti. Loro non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti.

13 – NON DARE L’ESEMPIO

Non ascoltarli, urlare, non prepararsi bene, non rispettarli, usare il telefonino in classe sono tutti atteggiamenti che una figura, che aspira ad essere un mentore, non dovrebbe avere. E che rientrano nella categoria del ‘Dare l’esempio’. Non farlo può pregiudicare l’efficacia di un metodo, può complicare la collaborazione degli studenti e falsare la loro comprensione degli argomenti.

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Naturalmente il vecchio detto sbagliando s’impara è molto bello, utile, simpatico: ma resto sempre dell’idea che sarebbe meglio sbagliare il meno possibile. Soprattutto in certi ambienti e in certe professioni.

Ciao da Tommaso!

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