Certi tocchi restano


Certi tocchi restano

Certi tocchi restanoè lo slogan di una campagna di sensibilizzazione contro ogni tipo di violenza e abusi sessuali nei confronti dei bambini.

L’organizzazione non governativa chiamata Innocence En Danger, con l’aiuto dell’agenzia pubblicitaria Publicis Pixelpark, hanno creato questa campagna con l’obiettivo di porre fine agli abusi sui minori. E le foto che hanno realizzato sicuramente lasciano il fiato sospeso e inducono l’osservatore a riflettere sull’argomento. In effetti le immagini vanno dritte al punto, visto che raffigurano le impronte indelebili lasciate sui bambini dai loro aggressori.


L’obiettivo è quello di educare, non solo i genitori, ma anche i bambini stessi e le istituzioni a parlare ad alta voce e riconoscere che il problema c’è ed è grave.

 

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Innocence En Danger raccoglie attivisti, specialisti di tecnologia, giuristi, politici ed economisti e professionisti dei media per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale circa la crescente piaga della pedocriminalità. IED si concentra sulla tutela dei diritti del bambino, l’educazione delle violazioni in collaborazione con enti governativi, organizzazioni noneuropee e internazionali,  imprese e persone (scuole, comunità locali, gruppi di giovani) , il tutto per creare consapevolezza.

 

La violenza sui minori è veramente una piaga terribile della società di oggi. Mi ricordo di aver letto da qualche parte che la decadenza della società è conclamata quando le principali vittime di abusi sono i più vecchi e più piccoli, cioè i più indifesi. E oggi è così, è questo il momento.

 

 

Perciò, forse, non guasterebbe valutare, a mente fredda, come alcuni segnali possono aiutare il genitore a capire che un qualche disagio si sta manifestando in qualche modo, dettagli importanti da valutare sempre con il supporto di un valido specialista. I segnali, in gergo tecnico, vengono chiamati ‘indicatori‘. Questo vuol dire che non esistono prove certe, ma solo indicazioni, da interpretare sempre con molta attenzione e con l’aiuto di uno specialista. Nessuno di questi, se svincolato dal contesto, ha una validità assoluta.

 

Vediamo, in dettaglio quali sono questi 10 indizi (Fonte: www.today.it):

 

  1. Un bambino vittima di abusi è un bambino confuso, che non conosce le parole per raccontare quello che sta vivendo. Più è piccolo e più è privo di strumenti per capire quello che gli accade. Però ogni bambino ha un codice personale per esprimere il suo dramma: prima di tutto il cambiamento, improvviso.
  2. Questo cambiamento può riguardare le sue funzioni biologiche più ordinarie: può iniziare a avere difficoltà a dormire in modo regolare o rifiutare il cibo. O, ancora, può cominciare ad avere strane paure.
  3. Alcuni bambini mostrano cambiamenti di umore: passano da essere allegri e sereni a taciturni e depressi. Quelli più grandi, anche se fanno parte di un gruppetto di amici, possono cominciare a isolarsi e a rifiutare di vedere i compagni.
  4. Possono dare segni di regressione alle fasi di sviluppo precedenti: ad esempio, possono tornare a bagnare il letto.
  5. Alcuni bambini diventando o troppo aggressivi, in modo improvviso, oppure troppo buoni e remissivi.
  6. Occhio ai disegni e al gioco: i piccoli che non esprimono a parole la loro rabbia possono avere l’impulso di disegnarla oppure raccontarla con giochi violenti sulle loro bambole e sui pupazzi.
  7. Il disagio si può esprimere anche seviziando gli animali domestici e provando un sottile piacere di fronte alla loro sofferenza.
  8. A scuola possono essere meno concentrati e disinteressati a tutto peggiorando il rendimento.
  9. Qualcuno mostra atteggiamenti seduttivi con gli adulti oppure fa in modo di dimostrare di avere conoscenze precoci sulla sessualità degli adulti.
  10. La violenza fisica lascia anche tracce visibili: il corpo racconta, ma gli adulti mettono in atto una specie di rimozione incredibile per nascondere a se stessi e agli altri ciò che sembra impossibile. Perché sembra impossibile che un bambino di pochi mesi, ad esempio, possa essere stato picchiato. Eppure è nel primo anno di vita che si compiono i gesti più violenti.

 

Saluti a tutti da Tommaso!

 

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