29 febbraio di un anno bisestile

Anno Bisestile: 8 Interessanti Curiosità Da Sapere Sul 2020

di Tommaso Baldi

Alcune caratteristiche, raccontate da lui stesso, tentano di descrivere l’anno bisestile sfuggente e strano.

Salve, sono il 2020 anno bisestile!

La mia particolarità è di durare 366 giorni anziché 365 perché nel calendario si aggiunge un giorno in più al mese di febbraio (che ogni quattro anni dura 29 giorni).

Tanti sono gli anni bisestili.

Per sapere se un anno, come me, è bisestile basta controllare se le ultime due cifre formano un numero divisibile per 4: il 2016 è stato un anno bisestile poiché 16 è un numero divisibile per 4, così come lo sono io, il 2020, e lo saranno in questo decennio il 2024 e il 2028.

anno bisestile 29 gennaio, il giorno in più

Solitamente passo senza che mi si dedichi particolare attenzione. Però, vi posso assicurare che il 29 febbraio, il giorno “extra” di un anno bisestile, è qualcosa di più di un semplice riempitivo. Questa data è legata a una serie di curiosità scientifiche e di tradizioni non sempre note. Eccone alcune.

1 – Nacqui da un’idea di Giulio Cesare

Lui fu il primo a introdurre nel calendario un giorno “bonus” ogni 4 anni, nel 46 a.C.. Le 24 ore aggiuntive cadevano, per i Romani, prima delle calende di marzo (il 24 febbraio). Questo giorno era chiamato “bis sexto kalendas Martias” (da qui il nome “bisestile”). Successivamente, quando si cominciò a contare i giorni del mese dal primo e con numeri progressivi, il giorno extra divenne il 29 febbraio.

2 – In qualità di anno bisestile, non cado realmente ogni 4 anni

Anche se buona, l’idea di Cesare aveva un limite: i giorni bisestili erano troppi e anche con la nuova regola il calendario adottato non coincideva con quello solare. Rimise in ordine le cose Papa Gregorio XIII, che nel 1582 decise di far saltare, per quell’anno, i giorni dal 4 al 15 ottobre, e riportare l’equinozio di primavera al 21 marzo. Il calendario gregoriano, che usiamo ancora oggi, stabilì che gli anni bisestili, come me, fossero solamente quelli divisibili per quattro, eccetto gli anni secolari che sono bisestili solo se divisibili per 400.

3 – Un compleanno vero ogni 4

Già, ma i nati il 29 febbraio quando festeggiano gli anni? Di certo non ogni 4: di solito spengono le candeline il 28 febbraio o il 1° marzo. Le probabilità di partorire proprio il 29 febbraio sono comunque di una su 1.461.

4 – I personaggi bisesti famosi

Sono nati il 29 febbraio il compositore Gioacchino Rossini, Papa Paolo III (nel 1468), Bartolomeo I patriarca di Costantinopoli (nel 1940); il pittore Balthus (1908); e naturalmente il leprotto bisestile di Alice nel Paese delle Meraviglie, grandissimo amico mio!

anno bisestile, il leprotto

5 – Se è bisestile l’anno, la proposta la fanno le donne

Secondo una tradizione di origini anglosassone, il 29 febbraio è lecito che siano le donne a chiedere la mano del fidanzato (e non viceversa). In base sempre a fonti anglosassoni, a concedere una data alle donne, che attendono invano il fatidico anello, sarebbe stato niente meno che San Patrizio, su insistente richiesta di Santa Brigida.

6 – Gli uomini costretti ad accettare

Gli uomini che dovessero ricevere la temuta domanda il 29 febbraio, non possono rispondere no a cuor leggero. Un’altra leggenda vuole che la regina Margaret di Scozia, sul finire del 1200, avesse stabilito per legge che gli uomini che rifiutavano la proposta del 29 febbraio dovessero pagare una multa. Questo perché anticamente il 29 febbraio non era accettato dal calendario inglese, e quindi “non esisteva”. Essendo un giorno privo di status legale, in quella data era consentito contravvenire alle convenzioni, e quindi potevano essere le donne a fare il grande passo. In Nord Europa ancora oggi, gli uomini, che rifiutano una proposta di matrimonio, in questo giorno, devono risarcire la fidanzata con guanti o vestiti, una forma di dote al contrario. Nello specifico devono pagare un pegno, ovvero regalarle 12 paia di guanti. Uno al mese: servono per nascondere la mano della fidanzatina rimasta ancora senza anello.

7 – L’ anno del salto

In inglese vengo chiamato “leap year” per un motivo che ha strettamente a che fare con il calendario. Negli anni “comuni”, non bisestili, ogni data cade, in genere, un giorno dopo rispetto all’anno precedente. Nell’ anno bisestile si “salta” un giorno (che non c’è nei calendari degli anni precedenti) e le date successive risultano spostate di due giorni, non di uno, rispetto all’anno prima. Ecco perché si parla di “leap year” (anno del salto).

8 – Anno bisesto, anno funesto?

La credenza popolare che l’anno bisestile, che io, porti sfortuna è tipica del mondo latino e ha origine proprio dalla particolarità di avere 366 giorni anziché 365, una diversità che, come tante, fa paura. Non esiste nessun calcolo o base scientifica che avvalori questa superstizione nata dagli stessi romani, visto che per loro il mese di febbraio era anche il Mensis Feralis, quello in cui si celebravano le ricorrenze funebri, il mese dei morti. A febbraio i Romani celebravano le Terminalia, dedicate a Termine, dio dei Confini, e le Equirie, gare che avevano la funzione di ricordare la conclusione di un ciclo cosmico, due simboli della morte e della fine.

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Quante volte ci capita di dire: “Non ho tempo” oppure, “Se solo la giornata fosse fatta di 36 ore…”. Posso aiutarvi. Il 2020 risponde a questa esigenza: vi ho regalato un giorno in più.

Spero che l’abbiate passato nel modo migliore. Magari vi va di raccontarmelo.

Ciao dal vostro anno bisestile 2020… e da Tommaso!

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