L’ombra del glifosato nell’acqua che beviamo


L’ombra del glifosato nell’acqua che beviamo

L’acqua delle reti idriche comunali è sempre più sotto accusa per la presenza preoccupante di sostanze contaminanti, come il glisofato.

Il glifosato è un principio attivo sul cui rischio di cancerogenicità la comunità scientifica appare divisa: viene ritenuto “probabilmente cancerogeno” dall’Oms (organizzazione mondiale della Sanità) e “probabilmente non cancerogeno” dall’Efsa (l’agenzia per la sicurezza alimentare europea). A tal proposito leggete anche questo interessantissimo articolo su Wired di qualche tempo fa.

 

Nel corso della precedente riunione del Comitato di esperti che presiede la Commisione Europea in merito, lo scorso marzo, solo Italia, Francia e Olanda hanno espresso chiaramente la loro posizione contraria al rinnovo dell’autorizzazione per l’uso del glifosato e non è stata raggiunta la maggioranza qualificata prevista per raggiungere una decisione.

 

glifosato1

 

Dice Ermete Realacci a proposito,

 

È il pesticida più diffuso al mondo ed è classificato come probabile cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tracce del suo principio attivo sono inoltre state trovate in diverse marche di birra in Germania e anche nella popolazione, eppure in Italia nessuno controlla, né è tenuto a farlo, l’eventuale presenza del glifosato o del suo derivato Ampa nell’acqua potabile.

 

Ma allora, giunti a questo punto,

 

  • Siamo davvero sicuri dell’acqua che beviamo?
  • Siamo certi che sia buona?
  • Siamo tranquilli nell’utilizzarla per cucinare?
  • Siamo sereni per i nostri figli?

 

Queste sono tutte domande che, alla luce di quello che sta succedendo in Italia e anche in altre parti del mondo, e che avete anche letto su tutti gli articoli che sono stati postati da me qui sul blog ma anche sulla pagina Acqua Pulita Come Scelta (su cui vi invito a mettere un ‘Mi Piace’), una persona dovrebbe cominciare a farsi. Basti pensare all’emergenza che sta vivendo il Veneto a causa dei PFAS (sostanze perfluoroalchiliche). Sono molte però le situazioni a rischio nel nostro Paese e dovute a diverse sostanze, su cui nessuno ancora riesce a fare chiarezza e quella più preoccupante è quella del glifosato.

Recenti studi hanno trovato presenza dell’erbicida (forse cancerogeno) nell’acqua e in almeno 50 alimenti a base di cereali.

 

Di conseguenza Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri di Ambiente, Salute e Politiche Agricole in cui chiede maggiori controlli, per superare questa pericolosa “vacatio legis” e sollecitare il monitoraggio obbligatorio dell’acqua potabile e ad uso agricolo in modo da rilevare l’eventuale presenza di glifosato o sostanze chimiche ad esso correlate. L’urgenza è occorsa perchè ne sono state riscontrate tracce nelle acque dei comuni di Brusnengo e Campogalliano. In due casi l’acqua del rubinetto è risultata positiva per valori superiori ai limiti di legge. La situazione non migliora certo sul fronte delle acque di superficie visto che l’unica Regione che si preoccupa di monitorare le proprie acque interne è la Lombardia.

 

glisolfato

 

Perciò mi chiedo, a fronte del preoccupante, e sempre crescente, allarme sull’acqua da bere e sul disarmante disinteresse delle Istituzioni sulla questione, forse è giunto il momento di riprendere il controllo della nostra vita e non di fidarsi ciecamente di quello che ci viene proposto come sano e sicuro.

Non ipotechiamo il nostro futuro fidandoci, riprendiamo il controllo di ciò che beviamo e quindi della nostra salute, e di conseguenza della nostra vita.

Esistono soluzioni. Costano nel tempo molto meno, in termini di salute e anche di denaro.

Raggiungete questa pagina e mettete la vostra e-mail. Solo per avere tutte le informazione che vi servono per poi prendere una decisione consapevole.

 

Ciao a tutti da Tommaso!

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