8 Cose Che Non Sapete Su Vincent Van Gogh


8 Cose Che Non Sapete Su Vincent Van Gogh

Nuovi dettagli emersi ultimamente metterebbero in discussione alcune certezze sulla vita e la morte del pittore olandese.

 

Ecco qua 8 cose che potrebbero sorprendervi su Vicent Van Gogh:

 

1 – Vincent Van Gogh era solito mettere candele accese sul suo cappello in modo da poter dipingere di notte.

 

Non è una cosa certa ma, in più lettere al fratello Theo, Vincent parla di fumo che attraversava la sua vista mentre dipingeva di notte. In un’altra lettera al fratello, Van Gogh ha dichiarato: “Mi sembra spesso che la notte sia molto più viva e riccamente colorata del giorno”. Inoltre, se le storie fossero vere, Van Gogh andava la notte cercando qualche caffè dove dipingere, accanto ad altri clienti, indossando un cappello di paglia con lume di candela.

 

2 – Anche se si è sempre creduto che la morte di Van Gogh sia avvenuta per suicidio, alcuni pensano che possa essere stato ucciso.

 

In un libro pubblicato nel 2011, chiamato Van Gogh: The Life, gli autori affermano che Van Gogh non si è suicidato, ma piuttosto un bullo adolescente locale l’ha ucciso. Gli storici dell’arte non hanno ancora pienamente abbracciato questa teoria, infatti il Van Gogh Museum di Amsterdam elenca ancora la sua morte come un suicidio, ma Vanity Fair ha dichiarato che ci sono testimonianze forensi che dimostrano scetticismo sulla teoria del suicidio, vista l’assenza di bruciature sulle mani. Molti dettagli non quadrano: l’arma non fu mai trovata, le dichiarazioni di quel periodo non sono congruenti con l’accaduto, senza contare il deciso rifiuto, nelle sue lettere, verso la pratica del suicidio.

 

3 – Qualcun altro potrebbe aver tagliato l’orecchio di Vincent Van Gogh.

 

Visto che solo una parte dell’orecchio di Van Gogh fu tagliato via, molte fonti pensano che sia dipeso da un incidente con le armi tra Van Gogh e Gauguin. Van Gogh viveva con l’amico e collega artista Paul Gauguin al momento di questo presunto incidente. Gauguin era un tiratore esperto. I due avrebbero spesso combattuto con violenza, e una notte, dopo un aspro duello, il lobo dell’orecchio di Van Gogh scomparve. Anche se i due entrambi hanno affermato che Van Gogh aveva tagliato via l’orecchio da solo, questo potrebbe essere stato fatto per coprire la vergogna, da parte dell’artista olandese. Inoltre, è risaputo che Van Gogh aveva la tendenza a mentire.

 

4 – Vincent Van Gogh dipinse “La notte stellata”, guardando fuori dalla finestra del manicomio di Saint-Paul a Saint-Rémy, come paziente auto-ammesso.

 

Nel mese di gennaio 1889, Van Gogh fu dimesso dall’ospedale di Arles dopo l’incidente dell’orecchio. Tuttavia, per i vari problemi relativi alla sua salute mentale, pochi mesi dopo, in seguito ad una crisi, si autoricoverò nel manicomio di Saint-Paul. Mentre si trovava nel manicomio, Van Gogh dipinse molte delle sue opere più conosciute, tra cui “Iris”, “Gli ulivi” e “La notte stellata”. Van Gogh si è sempre riferito a “La notte stellata” come un fallimento. Scrivendo al fratello, l’artista dichiarò che gli avrebbe spedito diverse opere dipinte (che Theo avrebbe cercato di vendere, poi senza successo). Van Gogh definì ‘La notte stellata’ un dipinto “che non gli diceva niente” e che ‘non era nemmeno un po’ bello’, così decise che “La notte stellata” non sarebbe stata inserita nel pacchetto per essere venduta.

 

5 – Crescendo, Vincent Van Gogh visitava spesso al cimitero una lapide con il suo nome, a causa della morte prematura del fratello più piccolo, omonimo.

 

Van Gogh ebbe i suoi natali e crebbe a Zundert, nei Paesi Bassi. Il padre, Theo Van Gogh, fu nominato parroco nel 1849. Il fratello di Van Gogh con lo stesso nome, Vincent, morì bambino e venne sepolto nella chiesa che esiste ancora oggi. Zundert si celebra ancora come il luogo di nascita di Van Gogh. La città comprende Vincent van Gogh Square, statue commemorative di Van Gogh e il fratello Theo, e una casa del pittore. La casa originale, sulla strada principale Zundert a Markt 29, è stata purtroppo abbattuta.

 

6 – Vincent Van Gogh non ha cominciato a dipingere fino all’età di 27 o 28 anni, ma, prima di morire a 37 anni, è riuscito a produrre quasi 900 opere , una media di circa 2 a settimana.

 

Prima di dipingere, Van Gogh ha cercato di essere un ministro laico, un insegnante e un mercante d’arte, tra le altre professioni. Poi, come lui stesso scrisse al fratello Theo, alla fine di dicembre 1881, “Theo, sono così felice con la mia scatola dei colori, e penso che il mio momento sia ora, dopo aver disegnato quasi esclusivamente per almeno un anno. Così, Theo, con la pittura, la mia vera carriera ha inizio. Non pensi che ho ragione a pensarla così?”. Van Gogh ha creato quasi 900 dipinti e più di 1.100 opere su carta prima della sua morte. E’ stato prolifico? Certo. Ma un’altra ragione può essere il fatto che soffrisse di un problema comportamentale chiamato hypergraphia che fa sì che coloro, che ne sono colpiti, abbiano un intenso bisogno di scrivere, o, nel caso di Van Gogh, di dipingere.

 

7 – I diversi gialli che Vincent Van Gogh ha utilizzato nei suoi quadri sono sbiaditi e bruniti nel corso del tempo.

 

Van Gogh ha utilizzato il colore giallo nei suoi quadri (quasi fosse una sua firma) e ciò è stato reso possibile dalla rivoluzione industriale che produsse un nuovo pigmento chiamato giallo cromo, un “cromato di piombo tossico che, come molti dei pigmenti del periodo, era chimicamente instabile”. Purtroppo questi gialli, utilizzati in dipinti come “Camera da letto ad Arles,” sono, in alcuni casi, notevolmente sbiaditi e, in altri, bruniti nel corso degli anni e così gli spettatori contemporanei non possono godere appieno della luminosità originale di queste opere. Questo cambiamento, secondo Koen Janssens, il leader di un gruppo di ricercatori che hanno testato i campioni della vernice, può essere permanente. Sempre secondo i ricercatori, invertire questa reazione chimica potrebbe probabilmente causare ancora più danni ai dipinti.

 

8 – L’ultima persona che ha conosciuto Vincent Van Gogh vivente, lo ha ricordato come “sporco, mal vestito e sgradevole“.

 

Jeanne Calment, nata nel 1875, è stata l’essere umano più longevo di cui si abbia avuto notizia certa. Ella morì nel 1997 a 122 anni. Ha vissuto la sua vita ad Arles, in Francia, dove Van Gogh visse nel 1888. In quell’anno, Van Gogh era solito recarsi nel negozio dello zio della signora Calment per comprare le vernici. Per questo Jeanne, che a quel tempo aveva 12 o 13 anni, ha avuto occasione di vederlo più volte e lo ha descritto come “sporco, mal vestito e sgradevole”.

 

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LO SAPEVATE…

  • Vincent Van Gogh ha dipinto più di 30 autoritratti, ma non esiste alcuna fotografia del pittore.

 

 

Nonostante tutto, Van Gogh rimane uno dei miei pittori preferiti. E voi? Avete un vostro pittore preferito? Scrivetelo nei commenti qui sotto.

 

Ciao da Tommaso!

 

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