5 must della scuola dei nostri tempi


5 must della scuola dei nostri tempi

Quali sono gli oggetti più trendy nella scuola dei nostri tempi? Quali quelli che volevamo a tutti i costi?

 

Eccoci qua.

 

La scuola è finita per i nostri ragazzi.

 

E questo mi ha fatto pensare alla scuola dei miei, nostri tempi. Intendo anni 80/90. Di quello che facevamo, di come pensavamo, degli ambienti che frequentavamo, le classi, i banchi stessi.

E ciò che mi torna continuamente alla memoria sono gli oggetti. Cioè quelle cose che avevo sempre in mano, che utilizzavo in continuazione per fare i compiti e che spesso ci prestavamo in classe tra amici.

 

Talvolta questi oggetti erano anche fonte di discussione perchè qualcuno usava quello, qualcuno usava l’altro. Qualcuno usava sottolineare con l’evidenziatore, altri preferivano il lapis; alcuni usavano la gomma Pelikan altri la Staedler. Per non parlare delle penne: la BIC? O le Replay cancellabili?

 

Se, dunque, siete stati studenti in questa magnifica epoca, ricorderete con piacere questi 5 oggetti riproposti qui di seguito, che ogni bambino doveva possedere da una parte, perchè non poteva farne a meno, dall’altra, per essere considerato “in”.

 

1 – EVIDENZIATORI

Ai tempi della scuola, l’evidenziatore era un amico inseparabile degli studenti, ideale per sottolineare le cose più importarti, le “definizioni” e i concetti fondamentali. Io, ho sempre, un po’ odiato, chi usava 200 colori di evidenziatore sulla stessa pagina: il rosa, il giallo e il verde, pure il blu (che secondo me copriva un po’) e quell’arancio fastidioso. Regnava un gran caos sulle pagine di quei poveri libri.

 

evidenziatori1

 

2 – GOMME DA CANCELLARE

Nei ricordi di quegli anni è sicuramente presente la gomma rossa e blu. Questa, ancora oggi, è un punto fisso di quegli anni e chiunque li abbia vissuti, avrà certamente avuto questa gomma tra le mani. E tutti si saranno sempre chiesti: ‘A cosa serve la parte blu?’.

In teoria sarebbe dovuta servire a cancellare la penna ma, alla fine, ogni suo impiego non faceva altro che ‘strappare il foglio‘.

Oltre alla gomma bicolore, più adeguata per cancellare i segni delle biro, c’era la Staedler bianca, morbida e adatta per la matita.

 

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3 – PENNE

In primis, le biro classiche rossa, nera e blu, senza citare il verde che era come l’araba fenice, e quando veniva trovata diventava un must. Le biro, come le altre penne ‘normali’, però, rientravano nell’ordinario.

Il sogno di tanti, invece, era possedere la Replay cancellabile. Quella penna dal corpo cannuccia grigio scuro, con punta del colore uguale al colore della scrittura: blu, rosso, nero.

 

penne

4 – PENNA 4 COLORI

Diciamoci la verità, chi non ha mai usato, almeno una volta (o ha avuto la voglia di usarla), la penna 4 colori? Questa, in classe, faceva davvero la differenza.

Quasi sempre la 4colori – acquistata dopo insistenze varie con i genitori, che sostenevano fosse troppo cara e superflua – diventava una 3colori. Perché è vero che c’erano anche verde e rosso, ma poi si finiva quasi sempre per usare il blu o il nero.

 

penna4colori

 

5 – BIANCHETTO (o CANCELLINA)

Se oggi correggiamo un errore semplicemente con il tasto CANC della tastiera, negli anni ’90 ogni astuccio doveva contenere almeno un bianchetto. Anche a scapito della nostra salute, perchè il profumo era inconfondibile ma anche un po’ tossico.

Comunque era considerato il salvatore dell’ignoranza, l’amico dei distratti, il supremo annientatore della quadrettatura,  e sommo imperatore dell’imperfezione! Talvolta averlo ci sollevava dall’essere attenti e precisi perchè tanto il nostro errore poteva essere coperto da quella riga bianca!

 

Oggetti indimenticabili!

 

E voi, da che parte stavate? Che cosa preferivate utilizzare? Quale gomma? Quali penne?

Avete mai provato la soddisfazione di usare la 4colori?

 

Dite la vostra nei commenti qui sotto,

 

Ciao da Tommaso!!

 

Metti il tuo Mi Piace!

 

 

Commenti (2)

Laura

13 luglio 2016 Reply

Questo articolo mi ha messo di buon umore nei confronti della scuola e del buon ricordo che ne conservo: quello degli oggetti must é davvero un corridoio privilegiato per raggiungere il sapore di un passato sempre più in bianco e nero e dagli angoli un po' ingialliti...serve a rendergli la giusta dose di colore e quel pizzico di leggerezza che allora mi aveva fatto trascorrere piacevolmente anche i periodi più tesi... Ho sempre amato la "bic": tratto deciso, pulito che non sbavava...ma ho adorato da sempre le penne colorate, profumate, glitterate...un amore che mi porto dietro anche adesso che sono mamma! Tutto ciò che poteva imbellettare un altro oggetto cult: il diario... Sì, quell'oggetto che assomigliava più ad un agenda emotivo/sentimentale che ad un posto dove segnare volgarmente dei compiti o interrogazioni o date di verifiche, che si "gonfiava" di contenuti romantici, scansonatori, irriverenti, che girava di zaino in zaino alla ricerca di condivisione...Mi ricordo che era un impegno quotidiano, meticoloso... Anche lo zaino doveva testimoniare al primo colpo d'occhio che tipo eri, quale musica, cantante preferivi, il nome dei tuoi amici...o quale squadra di calcio tifavi (sopratutto i ragazzi )... Ma ancor più indietro nel tempo ricordo la passione per un altro oggetto veramente inutile e scomodo: l'astuccio rigido! Sì, quell'oggetto che sembrava più uno scrigno colorato con bottoncini che aprivano a scatto cassettini dove riporre minuscole cose...lo adoravo! Non c'entrva mai niente, occupava tanto spazio e si rompeva praticamente subito perché le chiusure a click con la calamita erano fatte per non sostenere assolutamente alcun urto...difficile da evitare in un banco così piccolo dove lo spostamento di un quaderno o un libro prevedeva la caduta degli altri oggetti là sopra... Ah! Che tuffo in quel passato spensierato... E, adesso col sorriso a quei frivoli ricordi,vi saluto... Laura

    Tommaso B.

    13 luglio 2016 Reply

    Laura, grazie! Bellissimo commento. Anche io avevo l'astuccio rigido. E, come dici tu, era praticamente inutile ma io l'adoravo!
    Spero che vorrai scrivere, in futuro, commenti belli come questo, anche per altri articoli. Ti invito a farlo. Grazie mille!

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