Ortoressia, l’ossessione di mangiar sano

di Ilaria Midili

L’ortoressia, l’ossessione per il cibo naturale, sta diventando un tarlo psicologico.

Allergie alimentari, reazioni sulla pelle e mal di stomaco dopo i pasti. Il rovescio della medaglia è l’ossessione per il cibo naturale, senza additivi, che alla lunga diventa un tarlo psicologico definito in termini tecnici “ortoressia”.

L’ortoressico sviluppa una vera e propria mania verso cibi considerati erroneamente pericolosi. E questa ossessione porta a una dieta restrittiva e all’isolamento sociale. È come se il cibo sano diventasse una missione morale, il resto passa in secondo piano.

– Ma tu ti cuoci solo cibi surgelati?
– Cuocerli? E chi li cuoce? Io neanche li scongelo.
Li succhio come se fossero ghiaccioli!

Woody Allen

Secondo dati del Ministero della Salute, dei tre milioni di italiani con disturbi alimentari, circa il 15% è fissato con l’igiene degli alimenti, con una netta prevalenza degli uomini (11,3%) rispetto alle donne (3,9%). La conferma che questo è un fenomeno emergente, viene da una indagine condotta su un campione di uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni.

L’altra faccia della medaglia sono le allergie alimentari, figlie della chimica, che generano la paura. Oltre 3000 le sostanze aggiunte ai moderni prodotti industriali, dalle merendine ai prodotti in scatola. Gli allergici o intolleranti agli additivi sono il 4%, tra quanti hanno sviluppato una reazione negativa a uno o più alimenti. Parliamo di conservanti, stabilizzanti, coloranti. Ogni italiano, anziani e bambini compresi, ogni anno ingerisce un chilo di sostanze estranee, aggiunte a quello che mangiamo.

ortoressia

Quando, invece, la paura per la chimica in cucina diventa ricorrente, scatta un meccanismo irrazionale, che spinge a comprare il latte senza lattosio, il pane senza glutine, e si spinge fino alle estreme conseguenze. Fino a scartare molti dei prodotti base per paura degli ogm, i famigerati organismi geneticamente modificati.

Questo atteggiamento ipocondriaco verso tutto ciò che non è considerato naturale è caratterizzato da alcuni sintomi e comportamenti tipici.

Tra questi spicca il sentirsi bene solo quando si mangia nel modo ritenuto corretto. Frustrazione e forti sensi di colpa sopraggiungono quando non si riesce a farlo, come anche dedicare tempo eccessivo a studiare le caratteristiche di ogni cosa che si vuole mangiare.

In sintesi, la persona che soffre di ortoressia è tormentata da pensieri continui nei confronti del cibo, che si traducono nei seguenti sintomi/comportamenti ossessivi:

  1. Pianificazione al millimetro dei propri pasti. Chi è affetto da questo disturbo, solitamente programma i pasti con molti giorni di anticipo, per evitare ogni alimento considerato dannoso.
  2. Impiego di un tempo eccessivo dedicato alla ricerca e all’acquisto di cibi considerati idonei, con una forte penalizzazione di altre attività importanti. Questo include anche l’eccessiva attenzione alle etichette e alla composizione degli alimenti, così come a packaging che non contengano metalli dannosi o materie plastiche in eccesso.
  3. Preparazione dei cibi secondo procedure studiate, ritenute le migliori per eliminare rischi per la salute, come cotture particolari o utilizzo di un certo tipo di pentole o piatti.
  4. Isolamento sociale, causato dalla continua preoccupazione per ciò che si mangerà, per cui si evitano cene da amici, pizzerie o ristoranti. La persona affetta da ortoressia diventa quasi un’asceta alimentare.
  5. Restrizione sempre più rigida dei cibi permessi.

Tra le principali città italiane dove questa patologia rischia di diffondersi a macchia d’olio, al primo posto si colloca Milano (33%), al secondo Roma (27%), a seguire Torino (21%). Ma quali disagi determinano le ortoressie e la paura delle allergie alimentari?

La persona mantiene il peso forma, per questo non viene avvertito il problema. Ma dal punto di vista psicologico la sofferenza si fa strada, al punto che chi ne è colpito rinuncia a una vita di relazione e dedica ore ogni giorno alla ricerca del cibo ideale.

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L’ortoressia nervosa si differenzia dai disturbi alimentari come l’anoressia e la bulimia perché l’obiettivo iniziale non è quello di dimagrire. Tutto parte dall’idea di stare bene, attraverso un’alimentazione sana e mirata, ma può trasformarsi, in breve tempo, in un fanatismo alimentare. Dal quale si esce a fatica.

Come per ogni cosa, è l’affrontare le cose con equilibrio, che testimonia una mente sana. E mens sana in corpore sano.

Ciao da Ilaria!

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