10 False Credenze Riguardo All’Acqua

di Tommaso Baldi

A proposito dell’acqua a volte leggiamo cose che vengono date per scontate ma che non hanno nessun fondamento di verità.

L’acqua è un bene comune, che sta diventando sempre più prezioso e raro. Ma questa sicurezza, a volte, ci impedisce di approfondire tematiche che invece diamo per scontate, senza verificarne l’esattezza. Qui di seguito ne elenchiamo alcune.

Non è vero che bere acqua durante i pasti fa male.

A limite, se durante i pasti ne abusiamo, si allungheranno di poco i tempi della digestione (per una diluizione dei succhi gastrici), ma un’adeguata quantità di acqua è utile per favorire i processi digestivi, perché migliora la consistenza degli alimenti ingeriti.

Non è vero che l’acqua fa ingrassare.

L’acqua non contiene calorie, e le variazioni di peso dovute all’ingestione o eliminazione dell’acqua sono momentanee e ingannevoli.

Non è vero che bere molta acqua provochi maggiore ritenzione idrica

La ritenzione idrica dipende più dal sale, e da altre sostanze contenute nei cibi che consumiamo, che dalla quantità di acqua che ingeriamo.

Non è vero che occorra preferire le acque oligominerali rispetto alle acque maggiormente mineralizzate per mantenere la linea o “curare la cellulite

I sali contenuti nell’acqua favoriscono l’eliminazione di quei contenuti in eccesso nell’organismo. Nei bambini, in particolare, sarebbe bene non utilizzare le acque oligominerali in modo esclusivo, ma bisognerebbe alternarle con quelle più ricche di minerali, in quanto una diuresi eccessiva può impoverire di sali minerali un organismo in crescita.

Non è vera la convinzione che l’acqua del rubinetto non sia sicura

Secondo una recente ricerca dell’Irsa, l’Istituto del Consiglio Nazionale di Ricerca deputato al controllo della qualità dell’acqua, l’Italia si posiziona a un ottimo quinto posto in Europa per qualità dell’acqua di acquedotto. Davanti a noi solo Austria, Svezia, Irlanda e Ungheria.

Non è vero che l’acqua ad elevato contenuto di sodio fa male alla salute

Spesso la ridotta percentuale di sodio nell’acqua da bere viene indicata a garanzia di qualità superiore. In realtà, il sodio è una sostanza fondamentale per il corpo umano. Ovviamente in presenza di alcune specifiche patologie è necessaria un’assunzione ridotta. Ma è anche vero, che la frazione di sodio assorbita attraverso l’acqua ha un impatto trascurabile rispetto a quella assunta attraverso gli alimenti come affettati, cracker o grissini. Un esempio? Un etto di prosciutto contiene già 2,578 grammi di sodio mentre per assumerne attraverso l’acqua un solo grammo dovremmo bere in media circa 20 litri di acqua al giorno.

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Non è vero che il cloro presente nell’acqua del rubinetto non fa bene

In realtà il cloro è presente per legge nelle acque potabili proprio a garanzia della salute pubblica. La sua funzione è quella di disinfettare gli acquedotti ed evitare eventuali contaminazioni batteriche. Non è dannoso nelle quantità stabilite, al massimo può essere sgradevole al gusto.

Non è vero che il calcio presente nell’acqua non è assorbito dal nostro organismo

Ricerche recenti dimostrano il contrario. La capacità dell’intestino umano di assorbire il calcio contenuto nelle acque (spesso presente in quantità consistente) è considerata addirittura simile a quella relativa al calcio contenuto nel latte.

Non è vero che il calcio presente nell’acqua favorisca la formazione dei calcoli renali

Le persone predisposte a formare calcoli renali devono bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata, senza temere che il calcio contenuto nell’acqua possa favorire la formazione dei calcoli stessi: anzi, è stato dimostrato che anche le acque minerali ricche di calcio possono costituire al riguardo un fattore protettivo.

Non è vero che bere l’acqua gassata fa male

Né l’acqua naturalmente gassata né quella addizionata con gas (normalmente anidride carbonica) creano problemi alla nostra salute, anzi l’anidride carbonica migliora la conservabilità del prodotto. Solo un’assai elevata quantità di gas può creare lievi problemi in individui che già soffrano di disturbi gastrici e/o intestinali.

Aggiungerei, a questa serie, un’importante mezza verità riguardo alle bottiglie. La convinzione che le bottiglie d’acqua in plastica siano riciclabili e si smaltiscono senza problemi. Non tutto è così pacifico. Anzitutto, le bottiglie in Pet non sono biodegradabili e hanno una vita stimata in circa mille anni. Purtroppo, al momento solo una piccola parte viene correttamente raccolta e avviata al riciclo. Di questa, una percentuale ancora minore viene davvero trasformata in nuovi prodotti, contenitori o imballaggi. Ma questo tipo di produzione è assai energivora e, nella sostanza, direi insostenibile in termini di consumo di acqua e petrolio.

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E adesso raccontatemi le vostre esperienze a riguardo, lasciandomi un commento qui sotto.

Ciao da Tommaso!

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